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Regioni.it

n. 2754 - mercoledì 1 luglio 2015

Sommario
- Chiamparino convoca la Conferenza delle Regioni per il 2 luglio
- Fondi strutturali 2007-13: migliora spesa certificata, ma non abbastanza
- Legambiente: presentato il "Rapporto Ecomafie 2015"
- Molise: si cercano 50 unità per l'assistenza al Sistema di orientamento
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 18 giugno
- Conferenza Unificata: gli atti del 18 giugno

+T -T
Legambiente: presentato il "Rapporto Ecomafie 2015"

(Regioni.it 2754 - 01/07/2015) Presentato a Roma il 29 giugno il rapporto “Ecomafia 2015”, realizzato da Legambiente grazie al contributo delle forze dell'ordine, tra cui Carabinieri, Forestale, Guardia di finanza, Polizia di Stato, Capitanerie di porto, Agenzia delle dogane e dei monopoli, Polizie provinciali, Direzione Investigativa Antimafia, Direzione nazionale antimafia di Legambiente. Il quadro mostra che il racket dei rifiuti nel 2014 non ha di fatto conosciuto crisi: con 7.244 infrazioni accertate, quasi 20 al giorno, e una crescita del 26%, rimane un settore ad alta redittività per gli ecocriminali. Si registra anche un significativo aumento anche delle persone denunciate, 9.652 (+ 38,5%), e dei sequestri, 3.601 (+55,3%); in controtendenza, invece, gli arresti, che sono 78 (-13,3%). Nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa sono stati riscontrati 3.958 reati, il 54% del totale nazionale, 4.088 denunce, 37 arresti e 2.530 sequestri.
La Puglia registra il maggior numero di illeciti. Il Lazio è invece la prima regione del centro Italia, la Liguria la prima del nord mentre in Lombardia si svolge il maggior numero indagini sulla corruzione. Più della metà (14.736) del totale delle infrazioni si è registrato – si legge nel rapporto di Legambiente - nelle '”quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Puglia, Sicilia, Campania e Calabria'': 12.732 denunce, 71 arresti, 5.127 sequestri. Spiccano i numeri dell'agroalimentare: fattura 4,3 miliardi per 7.985 illeciti; il racket degli animali colleziona 7.846 reati.



Per Legambiente questo rapporto Ecomafia ha un valore particolare perché “dopo 21 anni di battaglie” è arrivata “la legge sugli ecoreati”, che ha introdotto il delitti contro l'ambiente nel codice penale, con la quale “finalmente gli ecocriminali saranno costretti a pagare: la speranza è che questo 2015 sia uno spartiacque, l'anno in cui le ecomafie e l'ecocriminalità cominceranno ad essere contrastati con gli strumenti repressivi adeguati”.
“Il settore più redditizio per le organizzazioni criminali è stato quello agroalimentare”, per un giro d'affari di 4,3 miliardi (l'anno prima era sui 500 milioni)”. Accanto al calo dei reati in Campania (meno 21%), figura, come si è detto, e un aumento degli illeciti in Puglia (15,4% dei reati accertati, pari a 4.499, 4.159 denunce e 5 arresti).
Le inchieste sul traffico organizzato di rifiuti arrivano a 35 nel 2014 (285 dal 2002); in generale le infrazioni nei rifiuti superano le 7 mila, quasi 20 al giorno. Aumentano anche gli illeciti nel ciclo del cemento: 5.750 reati realizzati soprattutto in Campania e poi in Calabria, Puglia e Lazio. Cala il numero di incendi ma aumenta la superficie boschiva finita in fumo (dai 4,7 mila ettari del 2013 ai 22,4 del 2014).
Nel 2014 sono stati 852 i furti d'opere d'arte accertati dalle forze dell'ordine. Legambiente traccia anche un identikit dei professionisti dell'ecomafia: si va dal trafficante dei rifiuti ai trasportatori e agli industriali fino agli intermediari con le istituzioni o ad alcune “figure chiave” tipo “il politico locale” e “il funzionario pubblico”.
“Vogliamo ribadire che la buona politica e un sistema di controlli efficace - conclude il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - sono il miglior antidoto per debellare le ecomafie, ecco perché auspichiamo che nei prossimi mesi sia varata la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, ancora ferma in Parlamento, e si metta mano alla Legge Obiettivo e alla nuova regolamentazione degli appalti'”.
Notevole anche il quantitativo di rifiuti sequestrati in questo ultimo anno e mezzo: in appena 16 inchieste di questo tipo sono stati bloccati da provvedimenti giudiziari più di tre milioni di tonnellate di veleni. I traffici di rifiuti corrono anche lungo le rotte internazionali dove a farla da padrone sono i materiali di scarto destinati illegalmente al riciclo o a un approssimativo recupero energetico: rottami di auto e veicoli soprattutto (38%) per il recupero dei materiali ferrosi, scarti di gomma e/o pneumatici (17,8%), e poi metalli, plastica, Raee e tessili. Crescono anche i reati accertati nel settore del cemento, 5.750 (+ 4,3%), mentre la Campania si conferma regione con il più alto tasso di illegalità, seguita da Calabria, Puglia e Lazio.
A questi dati vanno aggiunte le stime sull'abusivismo edilizio elaborate dall'Istituto di ricerca Cresme Consulting, che nel 2014 sarebbe quantificabile in circa 18mila nuove costruzioni fuori legge, circa il 16% del nuovo costruito, con un giro d'affari che supera abbondantemente il miliardo di euro. Nel 2014 il settore più redditizio per le organizzazioni criminali è stato quello agroalimentare, il cui fatturato, tra sequestri e finanziamenti illeciti ha superato i 4,3 miliardi (l'anno prima era intorno ai 500 milioni) per 7.985 reati accertati. Nel racket degli animali le forze dell'ordine hanno verbalizzato ben 7.846 reati tra bracconaggio, commercio illegale di specie protette, abigeato, allevamenti illegali, macellazioni in nero, pesca di frodo, combattimenti clandestini e maltrattamenti, con la denuncia di 7.201 persone, l'arresto di 11 e il sequestro di 2.479 tra animali vivi e morti. La Sicilia è la regione dove se ne sono contati di più. Se cala poi il numero degli incendi aumenta però la superficie boschiva finita in fumo, che dai 4,7mila ettari del 2013 arriva ai 22,4 dello scorso anno, quasi 5 volte tanto.

La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti 

 

Regione

Infrazioni accertate

% sul totale nazionale

Denunce

Arresti

Sequestri

1

Puglia ↑

2.081

28,7%

2.020

0

1.744

2

Campania ↓

896

12,4%

1.070

28

402

3

Calabria =

555

7,7%

578

1

201

4

Lazio ↑

486

6,7%

449

0

175

5

Sicilia =

426

5,9%

420

8

183

6

Liguria ↑

414

5,7%

410

8

77

7

Toscana ↓

365

5%

347

4

105

8

Sardegna =

273

3,8%

2356

13

109

9

Lombardia ↓

249

3,4%

329

10

81

10

Veneto ↓

234

3,2%

314

2

105

11

Abruzzo ↑

201

2,8%

209

0

59

12

Marche ↓

183

2,5%

192

0

78

13

Piemonte ↓

172

2,4%

230

0

33

14

Umbria ↓

159

2,2%

164

0

36

15

Basilicata ↑

134

1,8%

122

0

47

16

Emilia Romagna ↓

122

1,7%

172

4

52

17

Molise ↑

109

1,5%

87

0

57

18

Trentino Alto Adige ↓

88

1,2%

83

0

14

19

Friuli Venezia Giulia ↓

77

1,1%

68

0

33

20

Valle d’Aosta =

20

0,3%

32

0

10

 

Totale

7.244

100%

9.652

78

3.601

Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Polizie provinciali (2014)

 





( sm / 01.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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