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Regioni.it

n. 2755 - giovedì 2 luglio 2015

Sommario
- Conferenza Regioni: Chiamparino formalizza dimissioni
- Verso riconferma Chiamparino alla presidenza della Conferenza Regioni
- Riforma Costituzione: Chiamparino, modello migliore resta Bundesrat
- Tagli sanità: via libera all'intesa in Stato-Regioni
- Editoria: ordine del giorno su situazione Ansa
- Governance economica europea: seminario Cinsedo il 6 luglio

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Verso riconferma Chiamparino alla presidenza della Conferenza Regioni

Serracchiani: "non è in discussione la presidenza di Chiamparino". Giudizio positivo di Toti

(Regioni.it 2755 - 02/07/2015) “Abbiamo fatto un incontro importante con Chiamparino e tutti i presidenti del Pd per fare il punto sull'organizzazione della Conferenza delle regioni, alla luce del fatto che ci sono tanti rinnovi: non è in discussione la presidenza di Chiamparino, dobbiamo solo tecnicamente rinominarlo insieme al vicepresidente, ruolo prima ricoperto da Caldoro". E' quanto ha affermato il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani dopo un vertice al Nazareno con i presidenti del Partito democratico per discutere, tra l'altro, del vertice della Conferenza delle Regioni. L'attuale presidente Sergio Chiamparino, infatti, ha formalizzato il 2 luglio le dimissioni come atto dovuto dopo la tornata elettorale che ha coinvolto sette regioni.
Serracchiani ha sottolineato che è stato un "lavoro di routine a cui hanno partecipato tutti i presidenti del Pd". Sulla riconferma di Chiamparino Serracchiani ha precisato che "avevamo detto dall'inizio che erano dimissioni tecniche visto che lo statuto prevede che il presidente e il vicepresidente vengano eletti insieme e il vicepresidente era Caldoro", l'ex Presidente della Campania che non è stato riconfermato alle ultime elezioni.
Riguardo alla vicenda del Tar e alla permanenza di Chiamparino alla guida della Regione Piemonte, Serracchiani ha osservato: "Io credo che il presidente Chiamparino sia a tutti gli effetti presidente del Piemonte, che stia ben amministrando e ha preso una posizione, che io personalmente condivido, di grande chiarezza e trasparenza rispetto alla vicenda al Tar che auspico si risolva nel migliore dei modi e anche a breve".
La decisione del Pd di confermare Chiamparino alla guida della presidenza della Conferenza delle Regioni sarà poi condivisa anche con le altre forze politiche. “In questo caso abbiamo fatto un primo incontro con i presidenti del Pd proprio perché siamo in tanti - ha aggiunto - alcuni di noi sono stati riconfermati, altri sono al primo ingresso e abbiamo ritenuto opportuno partire dalla forza di maggioranza. Ovviamente questa nostra discussione si allargherà a tutte le altre forze politiche di centrosinistra e centrodestra".
L’ipotesi di una possibile riconferma di Chiamparino era stata anche preannunciata dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini che, al termine della Conferenza delle Regioni, ha detto “io sono per la conferma di Chiamparino”.
Importanti riconoscimenti arrivano anche da altre forze politiche. A sbilanciarsi è il Presidente della Liguria, Giovanni Toti, “Chiamparino e' stato un buon presidente: è una mia valutazione personale, non ne ho ancora parlato con nessun governatore amico. Ne discuteremo i prossimi giorni, Chiamparino resta in carica fino a fine mese”.
Michele Emiliano, che ha preso parte alla riunione dei Presidenti delle Regioni del Pd sui nuovi assetti della Conferenza delle Regioni ha preannunciato che ci “ci sarà un riassetto determinante delle Commissioni della Conferenza delle Regioni” perché gra parte delle Regioni sono governate dal centrosinistra e secondo Emiliano ci sarà “un rafforzamento del Pd” nelle Commissioni” e comunque la Puglia, che guidava la commissione Agricoltura, ha chiesto la conferma del coordinamento in questa materia.
Alla sede del Pd Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini riuniscono i 17 presidenti di regione del Pd, all'indomani della tornata elettorale di fine maggio. Tra gli assenti di rilievo, Rosario Crocetta, Presidente della Sicilia. I presidenti del Mezzogiorno avrebbero chiesto un cambio di passo deciso del governo nazionale, per il tramite del Pd, sulla questione meridionale.
Michele Emiliano, spiega all'agenzia Dire: "Siamo un Sud che considera la questione meridionale come questione nazionale. E se diciamo che il sud deve contare è perché, come dice Renzi, solo se rinasce il sud si rilancia il Paese”. Proprio per questo, aggiunge Emiliano, “mettiamo sul tavolo il senso di responsabilità di chi dice che bisogna cambiare radicalmente il livello di efficienza delle amministrazioni. Noi ce la mettiamo tutta, ma c'è bisogno del sostegno del governo nazionale ed anche della determinazione del Pd. Ora ci siamo noi al governo: a Roma, come a Bari, a Napoli... Non ci sono piu' alibi. La questione meridionale va superata”.
Mario Oliverio, presidente della Calabria, avrebbe sottolineato il “bisogno di un riordino istituzionale, un bilanciamento dei pesi e delle competenze. Anche per quanto riguarda le risorse. Negli anni- spiega- abbiamo avuto un accentramento decisionale, con il trasferimento di competenze a livello decentrato, e parallelamente la contrazione di risorse. Basti pensare alle competenze acquisite dopo l'abolizione delle province. Quello di cui c'è bisogno, invece, è di consentire alle regioni il governo di asset strategici, in raccordo con il livello nazionale, assicurando loro anche i fondi necessari". Un diverso equilibrio dei pesi tra centro e periferie è il tema su cui si sono concentrati anche altri Presidenti. Sul tavolo c'èra anche il riordino della conferenza delle regioni. Nessun Presidente del Pd pensa però di subentrare a Sergio Chiamparino. Il sostegno al presidente del Piemonte è compatto. E tuttavia anche nell'organismo di via Parigi il 'Pd Sud' chiede maggiore peso.
Quanto all'opportunità di creare un dicastero che si occupi in via esclusiva dello sviluppo del Mezzogiorno. “Ovviamente non siamo contrari”, spiega ancora Emiliano alla Dire. "Ma non deve essere un modo sotterraneo per archiviare il mezzogiorno. Tutto il governo deve avere a mente la centralità della questione meridionale. Il ministero può essere un utile strumento a patto che ci sia la mentalità che occorre per riconnettere il Paese. Una cosa deve essere chiara: c'è una maggiore disponibilità delle regioni del sud a ricoprire ruoli di responsabilità”.


( sm / 02.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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