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Regioni.it

n. 2764 - mercoledì 15 luglio 2015

Sommario
- Istat: povertà e consumi nel 2014
- Fondi Ue: Commissione approva tre programmi operativi regionali
- Ceriscioli incontra Delrio su priorità infrastrutturali Marche
- Upi: fine 2015 chiuderemo la nostra esperienza di presidenti Province
- Riordino Province: aggiornata la tabella del monitoraggio
- Expo 2015: aggiornato il calendario degli eventi promossi dalle Regioni

+T -T
Istat: povertà e consumi nel 2014

(Regioni.it 2764 - 15/07/2015) L’indice di povertà si blocca e migliora la situazione economica delle coppie con figli, ma sono ancora 4 milioni i poveri nel nostro Paese. I dati sono forniti dall’Istat nell'indagine sulla spesa delle famiglie nel corso del 2014: un milione e 470 mila famiglie (5,7% di quelle residenti) è in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8% della popolazione residente).
Nel contempo l’Istat ha pubblicato anche i dati sui consumi, che sono stabili, evidenziando come la crisi pesi soprattutto sui giovani.
Quindi dopo due anni di aumento, l'incidenza della povertà in Italia si mantiene sostanzialmente stabile. E l’anno scorso è migliorata la situazione economica delle coppie con figli: tra quelle che ne hanno due l'incidenza di povertà assoluta passa dall'8,6% al 5,9%.
La povertà assoluta è sostanzialmente stabile anche sul territorio, si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all'8,6% nel Mezzogiorno. Anche per la povertà relativa si conferma la stabilità, rispetto all'anno precedente.
Migliora la situazione delle coppie con figli (tra quelle che ne hanno due l'incidenza di povertà assoluta passa dall'8,6% al 5,9%), e delle famiglie con a capo una persona tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%). La povertà assoluta diminuisce anche tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%), a seguito del fatto che più spesso, rispetto al 2013, queste famiglie hanno al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro.
Nonostante il calo (dal 12,1 al 9,2%), la povertà assoluta rimane quasi doppia nei piccoli comuni del Mezzogiorno rispetto a quella rilevata nelle aree metropolitane (5,8%). Il contrario accade al Nord, dove la povertà assoluta è più elevata nelle aree metropolitane (7,4%) rispetto ai restanti comuni (3,2% tra i grandi, 3,9% tra i piccoli).
Come quella assoluta, la povertà relativa risulta stabile e coinvolge, nel 2014, il 10,3% delle famiglie e il 12,9% delle persone residenti, per un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone.
Sempre nel 2014 anche la spesa è 'sostanzialmente stabile' e si attesta a 2.488,50 euro al mese. Ma la crisi colpisce i giovani. Per la prima volta le coppie under 35 spendono meno di quelle anziane. Coppie con la persona di riferimento con meno di 35 anni hanno infatti una spesa inferiore a quella delle coppie di 64 anni e oltre di circa 100 euro. Inoltre quasi sei famiglie
su 10 risparmiano sulla spesa alimentare. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, sono in diminuzione le spese per comunicazioni, alberghi e ristoranti.
Dopo due anni di calo, nel 2014 la spesa media mensile per famiglia in valori correnti risulta sostanzialmente stabile e pari a 2.488,50 euro (+0,7% rispetto al 2013) in un contesto macroeconomico che, tra il 2011 e il 2014, registra una moderata crescita del reddito disponibile e della propensione al risparmio.
Il livello di spesa alimentare rimane complessivamente stabile (in media 436,06 euro al mese). Continua la diminuzione della spesa per carne (da 99,64 nel 2013 a 97,20 euro nel 2014), che si accompagna a quella per oli e grassi (da 15,16 a 13,79 euro) e per bevande analcoliche (da 20,61 a 19,66 euro), mentre aumenta la spesa per piatti pronti e altre preparazioni alimentari (da 9,52 a 10,5 euro).
Dopo tre anni di crescita, scende il numero di famiglie che riducono la quantità o la qualità dei prodotti alimentari acquistati (dal 62% al 59%), soprattutto nel Centro-Nord. Non si riduce la quota di acquisti presso hard discount (13%), che continua a crescere al Sud e nelle Isole (dal 12% al 15%).
Le famiglie composte solamente da stranieri spendono mediamente 1.644,72 euro al mese - 900 euro in meno delle famiglie di soli italiani - e destinano una quota maggiore di spesa ad alimentari, abitazione e comunicazioni.
Nelle aree metropolitane, dove la spesa media mensile raggiunge i 2.723,92 euro, (2.409,96 euro quella nei piccoli comuni), quote di spesa più elevate sono destinate all'abitazione (a seguito dei livelli più alti degli affitti e dei fitti figurativi) e ai beni e servizi legati al tempo libero (ricreazione, spettacoli, cultura, servizi ricettivi e di ristorazione).
Restano le differenze territoriali nelle spese medie delle famiglie tra Centro-Nord e Mezzogiorno, con valori massimi osservati in Trentino-Alto Adige (3.073,54 euro) e in Emilia-Romagna (2.883,27 euro) e valori minimi per la Calabria (1.757,82 euro) e la Sicilia (1.778,86 euro). Si tratta di una differenza tra i valori medi che assume un massimo pari a 74,8%.

 
ISTAT:

La povertà in Italia - Comunicato stampa

Prezzi al consumo  - Comunicato stampa,

On line la nuova area web sulla congiuntura - Comunicato stampa,

Produzione industriale - Comunicato stampa,

Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie



( Giuseppe Schifini / 15.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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