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Regioni.it

n. 2764 - mercoledì 15 luglio 2015

Sommario
- Istat: povertà e consumi nel 2014
- Fondi Ue: Commissione approva tre programmi operativi regionali
- Ceriscioli incontra Delrio su priorità infrastrutturali Marche
- Upi: fine 2015 chiuderemo la nostra esperienza di presidenti Province
- Riordino Province: aggiornata la tabella del monitoraggio
- Expo 2015: aggiornato il calendario degli eventi promossi dalle Regioni

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Upi: fine 2015 chiuderemo la nostra esperienza di presidenti Province

Variati: Stato avrebbe anche dovuto farsi carico dal primo gennaio scorso dei costi dei centri per l'impiego

(Regioni.it 2764 - 15/07/2015) “I cittadini pagheranno i costi per il percorso bloccato della riforma Delrio sugli enti locali”. La denuncia proviene dall’Upi, l'Unione delle Province d'Italia, che attraverso il suo presidente, Achille Variati, si chiede: “che succede alle scuole superiori italiane e alle strade provinciali se le Province non chiudono i bilanci? Che fine fanno i Centri per l'impiego?”.
“Se nulla cambia – afferma Variati al termine dell'Assemblea dei presidenti delle Province - in termini di risorse disponibili, a fine 2015 le Province chiuderanno i battenti”.
Variati ribadisce: “se nulla sarà cambiato rispetto ai tagli previsti da qui al 2017 entro fine 2015 chiuderemo la nostra esperienza di presidenti di Province e a quel punto passeremo la palla ai prefetti che dovranno gestire i servizi per i cittadini, vale a dire la manutenzione delle strade, il riscaldamento e la manutenzione delle scuole superiori, i servizi di controllo e tutela ambientale e la cura dei diritti dei disabili sensoriali”.
Secondo Variati “nessuna Regione ha previsto il passaggio del personale e dei relativi costi a partire dal primo gennaio 2015, come stabilito dalla legge di stabilità; il riordino è del tutto fittizio, visto che le funzioni continuano a restare in capo alle Province, senza garantirne la totale corrispondente copertura finanziaria; prevale infine il rinvio al 2016 di qualunque decisione".
Sempre secondo Variati “lo Stato avrebbe anche dovuto farsi carico dal primo gennaio scorso dei costi dei centri per l'impiego, che comporta 230 milioni circa per il personale e 220 per le strutture. Ma ad oggi non si profila nessun intervento in questo senso e nel decreto legge 78/2015 (Enti locali) si prevede una copertura per queste spese per soli 70 milioni, ma continuiamo ad ignorare come verrà finanziato il resto delle spese”.
Sul tema Province è intervenuto anche il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti, in particolare sul provvedimento relativo ai criteri di mobilità per il personale delle Province. “Con il decreto discusso oggi con i sindacati, - spiega Rughetti - abbiamo l'obiettivo di dare certezze ai lavoratori e continuità nei servizi. Il decreto è uno strumento per dare attuazione alla legge Delrio. Un disegno ampio di ristrutturazione delle istituzioni territoriali che si inserisce nella più ampia riorganizzazione del sistema pubblico".
Un'operazione, afferma Rughetti, “che il governo sta portando avanti con determinazione”. Quindi Rughetti aggiunge: “attendiamo con fiducia le proposte dei sindacati e nei prossimi giorni con gli enti territoriali finiremo il confronto per accelerare i tempi di attuazione”.
Variati chiede inoltre al governo “di rompere per la prima volta una norma contabile ormai in uso, consentendoci di stilare un bilancio soltanto per il 2015. Allo stesso modo il governo, anche alla luce dei tagli operati nel 2016 e 2017 - pari rispettivamente a 1 miliardo di euro per un anno - dovrà rivedere l'ammontare dei conti, visto che non coincidono con la realtà dei fatti perché per circa tre anni si sono dette cose molto negative delle Province, qualche volta a ragione, ma non si deve correre il rischio di far sospendere i servizi ai cittadini”.
Mentre il presidente dell'Anci, Piero Fassino, afferma che i Comuni sono impegnati “a portare a buon fine il decreto enti locali, riteniamo che la prossima legge di stabilità debba essere l'occasione per l'apertura di una stagione nuova nei rapporti tra Stato ed enti locali e avanzeremo delle proposte per arrivare, in occasione della legge di stabilità, a un patto tra governo ed enti locali”. Un patto, sottolinea Fassino, “che consenta di condividere le politiche di finanza pubblica, le dinamiche della spesa, le politiche di investimento, gli assetti istituzionali che deriveranno dalla riforma costituzionale e dall'entrata in vigore della legge Delrio”.
Si ricorda infine che il 18 giugno 2014 è stato siglato un "Protocollo d'Intesa" tra Anci e Upi per un percorso di massima integrazione e raccordo delle Associazioni, ai fini della piena rappresentanza unitaria.

http://www.upinet.it/
Protocollo d'Intesa Anci-Upi
Il Protocollo Anci-Upi
Slides su riforma province e città metropolitane


( gs / 15.07.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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