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Regioni.it

n. 2768 - martedì 21 luglio 2015

Sommario
- Spesa farmaceutica a 26,6 miliardi nel 2014, il 75 % a carico del SSN
- Conferenza Stato-Regioni il 23 luglio
- Serracchiani: non tutte le speciali sono abisso di sprechi
- Xylella: Emiliano scrive ad Andriukaitis
- Fondo nazionale politiche sociali 2015: ripartizione in Gazzetta
- Fornitura libri per studenti meno abbienti: la ripartizione dei fondi

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Xylella: Emiliano scrive ad Andriukaitis

(Regioni.it 2768 - 21/07/2015) Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato il 20 luglio in Salento alla visita del Commissario europeo alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, sull'emergenza Xylella. La giornata si è aperta con due sopralluoghi nelle campagne di Gallipoli e Trepuzzi ed è terminata in Prefettura a Lecce, con le audizioni delle delegazioni di sindaci, associazioni ambientaliste e rappresentanti delle attività produttive del territorio.
“Abbiamo deciso di liberare la ricerca - ha detto Emiliano nel corso di una conferenza stampa - e sostenere tutte le buone pratiche che mirano, attraverso un approccio scientifico, a curare i nostri ulivi. Ci sono in questo momento in corso esperienze meritevoli di essere sostenute ed è importante che  i dati vengano resi pubblici e consultabili. Questo ovviamente non significa stare ad aspettare”.
“Sono tornato dopo mesi in alcune zone colpite e ho constatato che la malattia ha fatto enormi passi in avanti. È un fatto che ha una sua evidenza inconfutabile. Con la presenza qui del Commissario UE e del ministro Martina, la politica ci mette la faccia e non delega più solo gli uffici fitosanitari o le burocrazie ma,  sulla base dei rilievi scientifici, decide cosa fare.  La comunità si riunisce consapevole che dobbiamo lavorare congiuntamente. Oggi è stata riunificata una squadra. Eravamo timorosi che l'Unione europea non comprendesse il significato profondo che questa vicenda riveste per noi pugliesi. Ma il Commissario lo ha capito, lo ha visto con i suoi occhi. Ci sono ancora dei punti che ci dividono e sicuramente continueremo a confrontarci. Ma discutere non significa star fermi. Adesso bisogna limitare al massimo i danni collaterali. Abbiamo chiesto aiuto a tutti, ai sindaci, alle organizzazioni di impresa e ai sindacati, al mondo ambientalista che è essenziale per trovare strade alternative”. La Regione Puglia pur mantenendo alcuni punti differenti sulla strategia complessiva, adesso ritiene di dover dar corso ad unità di azione. È finita l'epoca dell'attesa”. Ora la "Puglia cambia pagina e comincia un lavoro organico cercando di coinvolgere tutti i soggetti interessati alla battaglia contro la Xylella".
Durante l’incontro il Presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha consegnato una lettera al commissario europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis. “Senza una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio di ogni misura adottata - scrive tra l'altro Emiliano - si corre solo il rischio di generare conflitti sociali, aggravati, nel caso di specie, anche dall'assenza di qualsiasi condivisione con le popolazioni locali che sono poi chiamate a concorrere ad attuare e/o subire le misure stesse.
Sono consapevole delle difficoltà e degli interessi degli altri Stati Membri così come del fatto che occorre fare tutto il possibile e quanto necessario per contenere la malattia negli attuali confini. Sono, tuttavia, dubbioso che le misure fin ora adottate non eccedano "il necessario e il possibile", sconfinando nell'impossibile e nel vessatorio. Non può, chiaramente, sfuggirmi che le misure europee di allerta e di quarantena scattano anche in presenza di un solo caso di Xylella, ma è fondamentale che la Commissione Europea e gli Stati Membri interessati, comprendano in maniera più approfondita il fenomeno, prima di adottare misure che potrebbero risultare drammaticamente impattanti”.
Emiliano entra poi nel merito, chiedendo di “sottoporre ad una revisione ragionata la strategia proposta dalla Decisione di esecuzione 789/15 come da articolo 6 punto 10, attivando una valutazione di fattibilita' supportata dall'Agenzia EFSA conformemente alla norma tecnica FAO ISPM9". E anticipa punto per punto le valutazioni, i rilievi e le critiche della Regione che “saranno sicuramente argomento di una riflessione futura: l'obbligo di estirpazione per la zona di sorveglianza di tutte le piante ospiti di Xylella anche se sane, nel raggio di cento metri da una pianta malata, appare esagerato perché comporta l'abbattimento di migliaia di piante di ulivo anche monumentali, non infette da Xylella, senza che sia stata valutata la reale efficacia dell'azione di estirpazione delle piante, con un intervento irreversibile che danneggia ambiente, paesaggio e proprietari delle piante. Per altre fitopatie da quarantena - continua Emiliano- che non interessavano una specie produttiva di tale rilevanza, non solo economica, come l'ulivo, risulta che le azioni preventive cautelari di estirpazione di piante hanno interessato superfici molto più ridotte.
Il divieto di impianto delle specie vegetali dell'allegato II nella zona di insediamento se può forse trovare giustificazione nella fascia più settentrionale dove effettuare degli abbattimenti per contenimento a protezione della zona cuscinetto, nella parte centro meridionale della penisola Salentina, considerato l'insediamento irreversibile del patogeno, appare un'inutile misura vessatoria senza giustificazione tecnico-scientifica. L'ampiezza della fascia settentrionale della zona infetta in cui abbattere tutte le piante aggredite dal patogeno, 20 chilometri di larghezza per oltre 50 di lunghezza, appare esagerata. Le attività di monitoraggio richieste sono insostenibili. La riduzione della fascia ad una larghezza di 5 chilometri non solo risulterebbe ugualmente efficace, ma la sostenibilità delle azioni richieste aumenterebbe le garanzie del controllo.
L'abbattimento degli alberi potrebbe essere sostituito dalla eradicazione degli stessi e dal reimpianto, a fini di ricerca scientifica, nelle aree con una presenza conclamata del patogeno con cultivar di ulivo che apparirebbero meno sensibili al fenomeno del disseccamento. La ricerca per una cura delle piante colpite utilizzando metodiche innovative che recentemente sono state proposte in diversi progetti pilota e che stanno dando primi risultati incoraggianti nella remissione sintomatica delle piante infette costituendo una proposta alternativa all'eradicazione del batterio attraverso l'espianto. I vivai che si sono dotati di tecniche di isolamento da vettori esterni (screen house) garantirebbero la certificazione di esenzione dal batterio favorendo la ripresa di un vivaismo di alta qualità che dopo decenni di sacrifici ed investimenti rischia di essere cancellato. L'elenco delle specie vegetali sottoposte a limitazione della movimentazione appare esagerato ed inutile. Esagerato - spiega Emiliano- in quanto senza motivo comprende le specie ospiti di tutte le sottospecie di Xylella, mentre è ormai accertata l'esistenza in Salento di una sola sottospecie, con una gamma d'ospiti molto più limitata.
Inutile perche' buona parte delle specie identificate come ospiti del ceppo salentino sono ospiti di prima segnalazione per Xylella, facendo prevedere che eventuali ospiti non ancora identificati non siano compresi nell'allegato I. Il blocco della movimentazione della vite appare poi doppiamente vessatorio, perché, nonostante il monitoraggio, mancano evidenze della suscettibilità in condizioni naturali, perché anche in condizioni sperimentali non c'è nessuna evidenza di suscettibilità. Il tutto in una situazione in cui, per un esagerato e discutibile principio di massima precauzione, si blocca l'attività di quaranta imprese specializzate del comprensorio vivaistico di Otranto. L'impossibilità per i vivai delle aree infette di commercializzare tutte le specie dell'allegato I nelle medesime aree appare irragionevole e inutilmente penalizzante per i vivai con l'assurda conseguenza che si ripercuote anche sui cittadini delle aree infette, che per acquistare una pianta in allegato I, da impiantare in area infetta, devono farlo dai vivai delle altre provincie. Le attuali misure imposte dalla normativa obbligano l'Italia, la Regione Puglia, gli agricoltori e vivaisti colpiti, a costi insostenibili che creano condizioni di distorsione del mercato tra gli Stati Membri e tra le stesse regioni italiane. Urge individuare un adeguato piano di interventi economici per finanziare le azioni di lotta e di contenimento e per indennizzare agricoltori e vivaisti dei danni subiti”.
Per Emiliano, infine "occorre programmare, urgentemente, una attività di ricerca scientifica di livello europeo, dedicato alla Xylella fastidiosa, che stanzi risorse adeguate. A questo proposito sarebbe fondamentale che l'area maggiormente colpita dal patogeno diventi un laboratorio a cielo aperto, nel quale convogliare tutte le risorse necessarie per un approfondimento sulla tematica specifica e, più in generale, sul tema delle fitopatie, questo anche al fine di studiare modelli di prevenzione che, in futuro, evitino ad altre aree delusione Europea il dramma in cui versa il Salento".


( red / 21.07.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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