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Regioni.it

n. 2772 - lunedì 27 luglio 2015

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 30 luglio
- Il 30 luglio Conferenza Stato Regioni
- Lorenzin: in sanità recuperare risorse grazie a una maggiore efficienza
- Zaia: applicare i costi standard in sanità
- Tagli sanità: interventi di Maroni e Saccardi
- Il Consiglio dei ministri ha impugnato due leggi regionali

+T -T
Lorenzin: in sanità recuperare risorse grazie a una maggiore efficienza

Tagli sanità: interviste a "la Repubblica" di Gutgeld e Lorenzin

(Regioni.it 2772 - 27/07/2015) E' di 10 miliardi di euro, ancora da definire nei tempi, l’entità dei tagli - o meglio risparmi - previsti dal prossimo contenimento della spesa pubblica. Li ha annunciati il commissario del Governo alla revisione delle spesa, Yoram Gutgeld, in un'intervista al quotidiano “la Repubblica”, evidenziando in particolare nuovi interventi sulla spesa sanitaria.
Anzi, tutto ciò è la conseguenza, sostiene sempre Gutgeld, della prosecuzione delle misure combinate di Patto per la Salute e Accordo del 2 luglio scorso in Conferenza Stato-Regioni. Quest'ultimo inserisce misure di “razionalizzazione e di efficientamento” della spesa del Servizio Sanitario Nazionale, che comportano solo per quest'anno una riduzione - o non aumento - del Fondo sanitario di oltre 2,3 miliardi.
Gutgeld rileva che "l'anno scorso il ministro Lorenzin ha firmato un patto con le Regioni che prevede uno sforzo di efficientamento del sistema che produrrà risorse destinate ad essere reinvestite nella sanità oltre che essere utilizzate per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica".
Quindi Gutgeld sottolinea come ci siano ancora "squilibri nella gestione economica" di alcuni ospedali e che quindi i conti vadano rimessi a posto: comunque i meccanismi "dovranno essere concordati con la Conferenza Stato-Regioni. Sarà un processo progressivo". Oltre a portare avanti le scelte sulla gestione centralizzata degli acquisti, Gutgeld fa riferimento anche alla questione delle troppe prescrizioni mediche, in particolare per il fenomeno denominato "medicina difensiva", che aumenta in modo inappropriato il numero degli esami clinici: "su questo fronte c'è già un lavoro del ministero per risolvere questo problema che voremmo accelerare".
Per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “dopo 25 miliardi di tagli, non c'è proprio più niente da tagliare”, ma è anche “fondamentale comprendere che in ogni regione sono presenti sacche di inefficienza accanto ad eccellenze gestionali significative”.
Lorenzin nell’intervista a Repubblica quindi ribadisce che i 10 miliardi non saranno tolti dal fondo sanitario nazionale, in quanto "ha già dato in questi ultimi anni. Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare fronte a una spesa fuori controllo che peraltro non si è trasformata in migliori servizi ai cittadini. Quindi, dopo 25 miliardi di tagli, non c'è proprio più niente da tagliare. C'è invece la possibilità di recuperare risorse grazie a una maggiore efficienza e a una nuova organizzazione. Si calcola una cifra intorno ai 30 miliardi ma se riusciamo a trovarne 10 mi accontento”.
Lorenzin aggiunge che rafforzando “la medicina territoriale. Portando i pazienti in ospedale solo quando necessario, ovvero per i momenti acuti della malattia. Razionalizzando la spesa per la medicina difensiva che costa 13 miliardi l'anno. Sono quei casi in cui il medico per evitare contenziosi legali con i pazienti, ricorre a un eccesso di prescrizioni”.
Lorenzin spiega che sono possibili risparmi anche dal patto della sanità digitale “incrociando i dati”, lavorando sulle centrali uniche d'acquisto, le misure sulla produttività e sulle forme di disincentivo per la medicina difensiva.
Per fare tutto ciò ci vorranno “5 anni come dice lo stesso Gutgeld. Non è possibile un risultato immediato per quest'ordine di cifre, sono risorse che si recuperano con un processo più lungo. Per questo, anzi, molte delle norme contenute nel patto della salute vanno attuate dalle regioni e altre portate nella prossima legge di stabilità”.
Comunque è fondamentale e necessaria, sostiene Lorenzin, la collaborazione della Conferenza delle Regioni, ma i risparmi dovranno comunque essere reinvestiti per migliorare il sistema sanitario, “per coprire i buchi che abbiamo nella ricerca, per rendere disponibili a tutti i nuovi farmaci salvavita, e per sbloccare il turn over. Nella sanità italiana abbiamo bloccato il ricambio generazionale e stiamo disperdendo un capitale umano sul quale abbiamo investito miliardi in formazione. Il recupero di risorse e l'equilibrio di bilancio dato dalla maggiore produttività avrebbe anche delle ricadute sulle imposte”.
Bisogna inoltre affrontare in modo programmatico le carenze di personale e di servizi: “non parliamo mica di un problemino secondario. – afferma Lorenzin - Parliamo di medici del pronto soccorso, di rianimatori sulle ambulanze, di infermieri nei reparti. Non sono assunzioni allegre, sono assunzioni necessarie”.
Lorenzin ribadisce che serve l'aiuto delle Regioni “perché senza di loro non si fanno le riforme, dobbiamo ancora vedere approvata la riforma dell'accesso alla professione e i nuovi Lea, ovvero i livelli essenziali di assistenza”.

 
 
 


( Giuseppe Schifini / 27.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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