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Regioni.it

n. 2774 - mercoledì 29 luglio 2015

Sommario
- Chiamparino convoca la Conferenza delle Regioni per il 30 luglio
- Conferenza Unificata il 30 luglio
- Corte dei Conti: relazione annuale sulle partecipate
- Tagli sanità: Emiliano, Zaia, Ceriscioli e Zingaretti
- Emiliano su riordino Province e immigrazione
- ISPRA: annuario dati ambientali 2014-2015

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Emiliano su riordino Province e immigrazione

(Regioni.it 2774 - 29/07/2015) “Il mio impegno sarà quello di portare immediatamente in Consiglio la legge regionale di attuazione della Delrio per la redistribuzione delle funzioni in capo alle province e consegnare al Governo, in occasione della riunione urgente della Conferenza delle Regioni convocata giovedì prossimo sugli ulteriori tagli alla sanità, un documento specifico, condiviso con voi, in relazione al percorso futuro da compiere insieme e agli strumenti con i quali affrontare le principali emergenze”. Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel corso dell’incontro sull’attuazione della Legge Delrio con i presidenti delle province pugliesi, Antonio Gabellone (presidente dell’Upi e della provincia di Lecce), Francesco Spina (Bat), Maurizio Bruno (Brindisi), Francesco Miglio (Foggia), Martino Tamburrano (Taranto) e Michele Abbaticchio (delegato del sindaco Decaro per la Città metropolitana). Dopo l’incontro politico con i presidenti, Emiliano ha partecipato anche all’incontro con i dirigenti e i tecnici degli uffici regionali impegnati materialmente nella stesura del disegno di legge.
“La riunione di oggi (28 luglio, ndr) – ha detto Emiliano - serve a mettere a punto sia il disegno di legge che definisce un percorso futuro sia il nostro atteggiamento comune nel rapporto di leale collaborazione con il Governo. Noi dobbiamo attuare la Delrio e siamo pronti a farlo, ma abbiamo bisogno di comprendere come fare. Abbiamo chiesto di non fare un bilancio triennale e questa richiesta è stata soddisfatta, ma stranamente noto che tutto ciò che è a costo zero viene concesso mentre invece, su altre domande, le risposte tardano ad arrivare. Ad esempio, tutto ciò che cerca una spiegazione sulla sottrazione delle risorse alle Province, non trova riposta”.  Per Emiliano, “leale collaborazione potrebbe significare sia chiedere la modifica su alcune normative, come ad esempio la legge di stabilità, sia viceversa adottare quelle misure di emergenza, in presenza di stato di necessità e per corrispondere ai fini istituzionali dell’ente, anche in mancanza di risorse. Occorre comunque prendere decisioni comuni e il luogo deputato è appunto la Conferenza delle Regioni, all’interno della quale – ha proseguito Emiliano - mi risulta che le Regioni stiano già strenuamente difendendo le province nel chiedere al Governo come le funzioni, che rimangono in capo a loro, possano essere sostenute con la metà delle risorse”. “Il punto politico di svolta però ora è chiaro – ha sottolineato il Presidente - la Regione non fa più il pesce in barile su quello che deve fare ma ha scelto di stare dalla parte delle province. Se a queste province si attribuiscono delle  funzioni, bene, queste funzioni dovranno essere finanziate per intero, altrimenti le si commissari e il Governo si prenda la responsabilità della gestione”. Nelle intenzioni di Emiliano poi, il tavolo convocato oggi dovrà essere trasformato in “tavolo permanente per agire di concerto perché nel programma di questo governo regionale, le province e i sindaci sono centrali e costituiscono elemento fondamentale”, Il Presidente Emiliano ha voluto infine ringraziare tutti i presidenti delle province “perchè al di là degli schieramenti politici, stanno contribuendo, con il loro atteggiamento responsabile anche nel gestire alcune situazioni di ordine pubblico in qualche caso gravissime, a gestire un momento molto difficile. Dobbiamo decidere tutti insieme, alla unanimità, di rappresentare le esigenze delle province nella sede della Conferenza Stato Regioni. La preoccupazione è enorme, anche in vista degli ulteriori tagli che sono preannunciati in sanità”. A rappresentare la posizione dei presidenti delle province, il Presidente dell’Upi e della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. “I Presidenti delle province – ha detto Gabellone - esprimono apprezzamento per l’impegno del presidente a chiudere l’iter legislativo in tempi brevi. E questo è un punto fondamentale. Esprimiamo anche apprezzamento per il metodo utilizzato che è quello della condivisione, portare avanti cioè e approvare una legge regionale che ha delle ricadute importanti in termini di servizi e di occupazione sulle comunità provinciali. Riteniamo di condividere anche la volontà di Emiliano di fare alcune battaglie insieme”. Per Gabellone occorre che su alcune emergenze importanti, quali ad esempio scuole e trasporti, si proceda insieme, province e governo regionale, per chiedere al Governo di fare chiarezza e di chiarire con quali risorse questi servizi dovranno essere garantiti ai cittadini. “Si inizia con il passo giusto – ha concluso Gabellone - e si va verso la direzione giusta”.
Il presidente della Puglia ha poi affrontato anche il tema immigrazione: “invito tutti i presidenti delle Regioni a partecipare ad un'equa distribuzione dello sforzo della Repubblica a gestire il fenomeno migratorio. E' chiaro che questo riguarda Zaia come chiunque altro”, ha detto Michele Emiliano che ha partecipato, in prefettura a Bari, alla riunione del tavolo regionale di coordinamento per l'immigrazione. “Come Regione Puglia - ha aggiunto - siamo al fianco della Repubblica italiana in qualunque momento e, in particolare in tema di migranti, i 258 Comuni pugliesi possono dare un segno di vocazione all'accoglienza che si riconnette a quell'antico dovere di ospitalità tipico dei paesi del Mediterraneo". “Se guardo all'esperienza della Puglia degli ultimi venti anni – ha detto Emiliano - non posso che dire grazie ai prefetti per tutto ciò che hanno fatto per il nostro territorio, per l'attività continua di tutoraggio e supporto alle istituzioni locali, e per il coordinamento delle forze dell'ordine". "Dobbiamo dire no - ha aggiunto - ai ghetti autogestiti non in termini di autorità, ma di rispetto dei diritti fondamentali degli esseri umani.
Purtroppo, pur avendo la Regione Puglia approvato una legislazione avanzata in materia, in quei luoghi si registrano troppe criticità, come la facilitazione del caporalato, fenomeni di spaccio, assenza di adeguata assistenza sanitaria, violazione di diritto di donne e bambini".
Quanto al "grande tema della seconda accoglienza", Emiliano ha sottolineato che "dobbiamo capire cosa possiamo mettere in campo con adeguati servizi e programmazione, ad esempio attraverso l'assegnazione e gestione dei beni confiscati, la costituzione di cooperative, l'integrazione nelle cooperative di comunità. Saremmo agevolati se avessimo un piano immigrazione più coordinato tra tutti i Comuni della regione, consapevoli che non spetta a noi la strategia generale ma allo Stato”.
Al Tavolo di coordinamento regionale "Focus su accoglienza immigrati, razionalizzazione procedure delle commissioni territoriali per riconoscimento della Protezione Internazionale", presso la Prefettura di Bari.  "Se guardo all'esperienza della Puglia degli ultimi venti anni - ha detto Emiliano - non posso che dire grazie ai prefetti per tutto ciò che hanno fatto per il nostro territorio, per l'attività continua di tutoraggio e supporto alle istituzioni locali, e per il coordinamento delle forze dell'ordine. I prefetti si confrontano con le grande strategie del paese e coadiuvano noi amministratori nell'individuare la strada giusta secondo il principio sancito dall'art. 97 della costituzione. "Pensiamo che la Puglia si possa allineare alla visione storica della regione in tema di accoglienza, senza dimenticare la nostra capacità di gestione di grandi flussi migratori come quelli dall'Albania venti anni fa. È stata proprio l'armonia istituzionale che ci ha consentito sempre di superare tutti insieme anche le crisi più imponenti".
Emiliano entrando nel merito delle questioni aperte ha parlato del ghetto di Rignano e degli altri ghetti, più piccoli, presenti in altre zone della Puglia: "dobbiamo dire no ai ghetti autogestiti non in termini di autorità, ma di rispetto dei diritti fondamentali degli esseri umani. Purtroppo in quei luoghi si registrano troppe criticità, come la facilitazione del caporalato, fenomeni di spaccio, assenza di adeguata assistenza sanitaria - pur avendo la regione Puglia approvato una legislazione avanzata in materia -, violazione di diritto di donne e bambini.  "E poi - ha aggiunto - c'è il grande tema della seconda accoglienza. Premesso che non esiste nessuna società che incrementa la sua ricchezza con un calo demografico, e che quindi il contributo migranti al Pil nazionale ha un suo rilievo in termini positivi, noi dobbiamo capire cosa possiamo mettere in campo per la gestione della seconda accoglienza con adeguati servizi e programmazione, ad esempio attraversi l'assegnazione e gestione dei beni confiscati, la costituzione di cooperative, l'integrazione nelle cooperative di comunità. Saremmo agevolati se avessimo un piano immigrazione più coordinato tra tutti i comuni della regione, consapevoli che non spetta a noi la strategia generale ma allo Stato. Come Regione Puglia siamo al fianco della Repubblica italiana in qualunque momento e, in particolare in tema di migranti, i 258 comuni pugliesi possono dare un segno di vocazione all'accoglienza che si riconnette a quell'antico dovere di ospitalità tipico dei paesi del Mediterraneo".


( sm / 29.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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