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Regioni.it

n. 2775 - giovedì 30 luglio 2015

Sommario
- Chiamparino eletto Presidente Conferenza Regioni, Toti Vice Presidente
- Chiamparino: fase impegnativa, ma ci sono margini per soluzioni condivise
- Toti: la vice presidenza è un ruolo di grande responsabilità
- Centri per l'impiego: firmato accordo quadro Governo-Regioni
- Edilizia scolastica: 1.215 interventi approvati e finanziati
- Garavaglia: pareggio di bilancio, nota inviata a Renzi e Padoan

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Centri per l'impiego: firmato accordo quadro Governo-Regioni

I commenti di Poletti, Chiamparino, Rossi, Donazzan, Aprea e Pentenero

(Regioni.it 2775 - 30/07/2015) La firma dell'accordo quadro tra Governo e Regioni in materia di politiche attive per il lavoro, è per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti “un importante passo in avanti per assicurare piena efficacia ad uno degli aspetti più importanti della riforma del mercato del lavoro. L'accordo quadro tra Governo e Regioni sancisce, infatti, un impegno per la gestione comune delle politiche attive per il lavoro nella fase di transizione istituzionale e di ridefinizione delle competenze, in uno spirito di leale collaborazione e con l'individuazione dei rispettivi ruoli".
Per il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, si tratta di “un accordo che, anche se da perfezionare nella parte finanziaria, soprattutto per il 2015, ha grande importanza. Stabilisce un ruolo importante delle regioni nelle Politiche attive per il lavoro. Inoltre delinea un modello per la gestione di questa transizione che a noi convince: finalmente c'è una Agenzia che definisce i livelli essenziali, con poteri di indirizzo, controllo e surroga nel caso di necessità e le Regioni con un ruolo attivo nelle politiche del lavoro. Nel lavoro si riproduce il modello sanità”.
Il Ministro Poletti ha poi sottolineato che “è di particolare rilievo l'impegno a garantire congiuntamente la continuità di funzionamento, il rafforzamento e la qualificazione dei Centri per l'Impiego, considerandoli l'infrastruttura pubblica indispensabile per lo sviluppo delle politiche attive, e ad individuare le modalità più opportune per assicurare che il personale che vi lavora continui ad operare senza interruzioni: a questo fine, Ministero del Lavoro e Regioni - ha osservato - hanno individuato le risorse necessarie. Da sottolineare, inoltre, la volontà di sviluppare la collaborazione pubblico-privato per una efficace realizzazione concreta delle politiche attive”. Infine, "vale la pena di ricordare - ha aggiunto Poletti - che le convenzioni che il Ministero del Lavoro siglerà con le singole Regioni per dare concreta attuazione all'accordo, permetteranno un riconoscimento del loro ruolo, in quanto puntano ad individuare linee di collaborazione che consentano di valorizzare le buone pratiche realizzate nei singoli contesti territoriali”.
La Conferenza delle Regioni ha dato l'intesa su alcuni decreti attuativi del Jobs act e ha siglato con l'accordo che le Regioni avranno una parte centrale nella gestione dei centri per l'impiego e le politiche attive sul lavoro. A darne notizia sono stati il governatore della Toscana, Enrico Rossi, e il consigliere del presidente, Gianfranco Simoncini. “Le Regioni saranno protagoniste - ha spiegato Rossi - nell'organizzazione delle politiche attive sul lavoro. Questo è un fatto decisivo, perché si apre ad un ruolo determinante su una materia delicata ed è stato fatto un passo avanti nei rapporti con il governo. Le politiche attive si fanno sui territori con la formazione, per favorire lo sviluppo".
I centri per l'impiego, a quanto si apprende, saranno per due terzi a carico del governo, per un terzo a carico delle Regioni. "L'annualità 2015 vede le Regioni in difficoltà ma comunque questa è una partita importante", sottolinea il Presidente del Veneto, Luca Zaia, il quale ricorda che la sua Regione conta 170 mila disoccupati di cui 42 mila immigrati.
Un commento a luci e ombre arriva dall'assessore al lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan: “abbiamo corretto la linea del Governo sui centri per l'impiego, ottenendo modifiche al decreto delegato attraverso cui le regioni negozieranno con il Ministero del Lavoro, tramite lo strumento previsto della Convenzione, tutti gli aspetti organizzativi per la costruzione del modello di mercato del lavoro previsto dal Jobs Act. Il Veneto - riferisce la rappresentante della regione al tavolo negoziale paritetico – ha proposto e ottenuto alcune modifiche organizzative volte a salvaguardare l'esperienza dei suoi 43 centri per l'impiego e a garantirne funzioni e prestazioni, ma permangono pesanti
incertezze sulla copertura finanziaria del servizio e quindi sul futuro dei circa 400 dipendenti attualmente impegnati in questi servizi".
“Le Regioni negozieranno con il ministero del Lavoro convenzioni che tengano conto della specificità dei diversi modelli organizzativi territoriali - aggiunge Donazzan - ma ai Centri per l'Impiego rimarranno attribuite in via esclusiva alcune funzioni cardine: dovranno prendere in carico tutti i disoccupati e tutti i percettori di ammortizzatori e faranno parte della rete dei servizi per il lavoro che la Regione Veneto ha già attivato". Su questo aspetto specifico del Jobc Act l'assessore veneto non risparmia note critiche: "Abbiamo chiesto e ottenuto la cancellazione dell'obbligo di convocazione ogni 60 giorni per i disoccupati e ogni 30 giorni per i percettori di politiche passive. Se fosse passata l'impostazione iniziale del ministero - dichiara - saremmo andati verso il sicuro
congestionamento, dati i numeri dei disoccupati, la scarsità del personale e l'incertezza di ruolo nella quale si trovano". In Veneto, va ricordato, i centri per l'impiego registrano una utenza media di 200 mila persone l'anno, effettuano oltre 150 mila colloqui di orientamento al lavoro e gestiscono circa 15mila richieste di lavoro da parte delle aziende.
Moderatamente soddisfatta l'assessore all'istruzione formazione e lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea. "Abbiamo ottenuto delle importanti modifiche al decreto delegato per negoziare con il Ministero del Lavoro tutti gli aspetti organizzativi per la costruzione del modello di mercato del lavoro proposto dal decreto, salvaguardando le specificità del modello lombardo". L’analisi di Aprea si incentra su 4 aspetti:
Profilazione on line: "Sebbene il Governo abbia confermato il suo modello neo-centralista, abbiamo ottenuto che la profilazione possa essere fatta anche on line, dopo che ieri era stata rimessa in discussione dagli stessi consulenti governativi. Inoltre, grazie alle nostre richieste di modifica, i disoccupati ed i percettori di politiche passive dovranno prendere contatti con il Centro per l'impiego e poi eventualmente essere convocati nei termini che saranno definiti con successivo provvedimento, previo accordo in Conferenza Stato-Regioni, semplificando cosi' l'attivita' di ricevimento degli operatori pubblici".
Verifica delle condizioni economiche: "Rispetto all'Accordo quadro tra il Governo nazionale e le regioni, pur non condividendone il merito, siamo riusciti a far inserire la previsione di una verifica delle condizioni economiche per sostenere la continuità amministrativa dei CPI, entro il prossimo giugno 2016. Inoltre, il Governo ha accolto la nostra richiesta di prevedere nell'accordo che le Regioni mantengano un ruolo nella gestione dell'eventuale fase transitoria verso la modifica del Titolo V della costituzione."
Lep troppo dettagliati e copertura finanziaria rimandata: "Ovviamente, non possiamo essere pienamente soddisfatti per il risultato finale, perché il decreto delegato del Jobs Act rischia in ogni caso di alterare il modello lombardo e definisce i LEP in maniera molto dettagliata rimandandone la necessaria copertura finanziaria ad altri provvedimenti. Invece - continua l'assessore lombardo - impegna le Regioni a coprire con risorse proprie un terzo delle spese del personale dei centri per l'impiego, che dovrebbero diventare loro articolazioni territoriali, secondo quanto espressamente previsto dallo stesso decreto delegato".
Le convenzioni per salvaguardare modello lombardo: “La previsione che con la convenzione si possano derogare anche le attività esclusive dei Centri Pubblici per l'Impiego ci consentirà di riaprire la trattativa con il Governo per salvaguardare il modello lombardo di politiche attive fondato sui principi di libertà di scelta della persona tra gli operatori pubblici e privati accreditati che concorrono sul mercato con pari dignità, e di orientamento al risultato occupazionale. Regione Lombardia - conclude Aprea - è pronta a confrontarsi con il Governo sulla base degli ottimi risultati di un modello efficace di organizzazione del mercato del lavoro, di cui non si può non tener conto e riconoscerne i meriti”.
“L'accordo siglato è frutto di una lunga trattativa tra Governo e Regioni, in cui il presidente della nostra Regione, e presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, si è battuto perché venisse riconosciuta l'esperienza delle singole regioni in materia di formazione professionale e politiche attive": lo afferma l'assessore regionale a Istruzione, Lavoro e Formazione professionale, Gianna Pentenero commentando l'accordo quadro concluso dal Governo e la Conferenza delle Regioni. “Come Regioni - spiega Pentenero - abbiamo chiesto che fosse garantita la copertura finanziaria per il 2015 in quanto alcune regioni hanno già dichiarato di non avere risorse. Inoltre, per il 2016 richiediamo che sia previsto che i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) siano finanziati dallo Stato e che si possa chiedere alla Commissione Europea che si possano utilizzare i fondi dei PON e dei POR per queste finalità. Inoltre, abbiamo aggiunto che vi fosse flessibilità per le Regioni nell'applicazione dell'accordo". “Dal canto nostro - aggiunge Pentenero - la Regione Piemonte assicura la piena realizzazione di quanto concordato in sede di Conferenza Stato - Regioni e Province autonome impegnandosi a concludere nel più breve tempo possibile l'accordo convenzionale con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la definizione e la valorizzazione dell'assetto dei servizi e delle politiche del lavoro sul proprio territorio e a sollecitare il Governo per la rapida soluzione dei nodi ancora irrisolti relativamente al personale in essi impiegato".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( red / 30.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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