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Regioni.it

n. 2776 - venerdì 31 luglio 2015

Sommario
- Corte dei Conti: mancano risorse Province, a rischio servizi
- Rapporto Svimez 2015: il Sud in crisi più della Grecia
- Emiliano: i dati Svimez sono gravissimi
- Scuola: riapertura prevista fra il 7 e il 16 settembre
- Banda ultralarga: le preoccupazioni delle Regioni
- Apprezzamenti per Chiamparino al vertice della Conferenza Regioni

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Emiliano: i dati Svimez sono gravissimi

(Regioni.it 2776 - 31/07/2015) "I dati che lo Svimez ha reso pubblici sull'economia del Sud sono gravissimi per il Paese, non solo per il Mezzogiorno". Cosi' Michele Emiliano a margine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome chiamata oggi a rieleggere presidente, vicepresidente e ufficio di presidenza.
“Il Mezzogiorno- ha detto il presidente della Regione Puglia- è fuori dall'agenda politica italiana dal penultimo governo Prodi, che parti' nel 1996, l'unico che riuscì a stringere il delta fra nord e sud secondo i numeri. E i numeri sono quelli che contano. Dopo di che è cominciata la disastrosa discesa del Mezzogiorno che evidentemente non fa bene all'Italia. Bisogna tornare a politiche che creino effettivamente sviluppo nelle aree sottoutilizzate e, al tempo stesso, è necessario che le regioni meridionali non solo si rimbocchino le maniche, ma facciano tutto ciò che è nel loro potere per dare all'Italia il proprio contributo. Senza il superamento della questione meridionale l'Italia non uscirà mai dalla crisi economica nella quale e' entrata".
E’ evidente che l'Italia non puo' sopportare un Mezzogiorno in queste condizioni - ha continuato il presidente della Regione Puglia -. Dobbiamo scatenare l'inferno, cioè dobbiamo fare tutto quello che è in nostro dovere per dare all'Italia il contributo di cui ha bisogno”.
Emiliano ha infine rilasciato un'intervista al quotidiano "la Repubblica".  “Diciamolo chiaro e tondo: il Mezzogiorno è fuori dall'agenda politica italiana da quasi vent'anni. L'ultimo governo che se ne è occupato con successo è stato quello di Romano Prodi nel 1996. Lo raccontano i numeri: sono quelli che contano. Da allora è cominciata una discesa disastrosa”, evidenzia Emiliano, secondo cui “per cominciare, c'è la necessità di avere una politica industriale a livello nazionale degna di questo nome. Allo stesso tempo, a Roma la devono smettere di pensare che il Meridione sia solo una zavorra”. Quindi Emiliano aggiunge che “nonostante tutto siamo in grado di fare cose straordinarie”, però “le opere infrastrutturali, dappertutto nel Sud, fanno pena. Si parla di Tav in Piemonte per migliorare di un ora la percorrenza tra Torino e Lione, ma intanto a Matera, capitale europea della cultura, non c'è nemmeno la ferrovia. Pompare denaro in un'unica direzione e toglierlo al Mezzogiorno non funziona”.



( red / 31.07.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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