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Regioni.it

n. 2783 - martedì 8 settembre 2015

Sommario
- Riforme: Chiamparino su nuovo Senato, il modello è il Bundesrat
- Coletto: probabile che ci tolgano il coordinamento della Sanità
- On line il sito "Italia semplice"
- Space economy: osservazioni sul programma multiregionale
- Malattie reumatiche infiammatorie e percorsi terapeutici assistenziali
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di agosto

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Riforme: Chiamparino su nuovo Senato, il modello è il Bundesrat

Renzi: la riforma si vota entro il 15 ottobre

(Regioni.it 2783 - 08/09/2015) L’accelerazione impressa dall’esecutivo all’iter della riforma della Costituzione ha riacceso il dibattito, in particolare attorno al futuro Senato. Sul tema è tornato a più riprese il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da ultimo in occasione della trasmissione “Porta a porta” del 7 settembre.
Sulle riforme "stiamo parlando di tecnicalità”, ha detto Renzi: “c'è però un punto un po' più delicato perché nella lettura del Senato venivano lasciate delle competenze, poi la riforma è andata alla Camera e su richiesta di una parte del mio partito sono state tolte quelle competenze -ha spiegato Renzi-. Si mettano d'accordo, li chiamiamo a un confronto all'americana e entro il 15 ottobre viene risolta la partita. Poi saranno gli italiani a dire sì o no, dopo sei letture. Poi mi dicono di essere anti democratico”…
“L'Italia sta ripartendo, il Paese torna ad essere tranquillo, tutto facciamo tranne che tirarsi i capelli su un emendamento, una soluzione si trova ma l'importate è che qualcuno capisca che indietro non si torna, qualcuno invece vuole che si torni sempre daccapo. Io ascolto tutti – ha aggiunto Renzi - ma non mollo”.
La questione del Senato è oggetto anche di un’intervista del Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, pubblicata da “la Repubblica” dell’8 settembre: “non comprendo questa battaglia sul Senato elettivo” – dice il Presidente del Piemonte - e “se ci sono spazi per aggiustamenti o modifiche si facciano, ma sono contrario ad un cambio dell'articolo 2 per un'elezione diretta”.
Secondo Sergio Chiamparino, che giovedì 10 settembre sarà a Roma (insieme ad altri Presidenti di Regione) per essere audito dalla Commissione Affari Costituzionali, un “Senato delle Regioni” eletto direttamente dai cittadini come la Camera, finirebbe per tradire “il valore che si vuole dare al nuovo Senato: offrire il punto di vista dei territori nelle dinamiche di amministrazione e di potere legislativo dello Stato. Il modello a cui bisogna guardare è quello del Bundesrat tedesco. Un organo che permette ai Lander di tutelare i propri interessi e di contribuire alla formazione delle legge in diversi campi. Fare invece una seconda camera elettiva, che però non da la fiducia al governo, è incomprensibile. Sarebbe come fare una Camera di serie B. Il nuovo Senato, invece, dovrà essere un'altra cosa”, ovvero “il luogo dove le Regioni e i territori esprimeranno la loro posizione, influenzando e collaborando con il governo del Paese per trovare soluzioni comuni”.
“La battaglia sull'elezione diretta – continua Chiamparino - è una battaglia di retroguardia. I meccanismi si possono discutere ed individuare. Come dice lo stesso sottosegretario alle Riforme costituzionali Pizzetti una forma aperta la si può trovare. Gli spazi per le modifiche, fuori dall'articolo 2, non mancano, ma si deve comprendere che il nuovo Senato avrà funzioni diverse. È il modello che cambia. Non si può modificare un modello conservando i vecchi sistemi, compreso quello elettivo. Se si imbocca una strada diversa si vada fino in fondo”.
“Nel Bundesrat ci sono esponenti dei governi dei vari Lander. Sarebbe importante che nel nuovo Senato trovassero uno spazio i rappresentanti dei governi delle Regioni, oltre alle minoranze. Si dovrebbe individuare un meccanismo per fare entrare in Senato i presidenti e i sindaci delle Città Metropolitane. In questo modo Palazzo Madama avrebbe quella funzione alta di rappresentanza delle istanze dei territori. E bisognerebbe intervenire anche sul vincolo di mandato”. Per Chiamparino sarebbe infatti importante che i Senatori rappresentino, in primo luogo, la propria Regione e il proprio territorio, che siano del Pd o di Forza Italia. In Germania questo legame è forte. Bisognerebbe trovare un modo per avvicinarsi a quel modello anche in Italia. L'ingresso dei presidenti e dei sindaci sarebbe già un primo passo importante”. Alla domanda su cosa chiederà di rivedere alla commissione affari costituzionali, il Presidente della Conferenza delle regioni e della regione Piemonte risponde. “le politiche del lavoro non siano di esclusiva competenza dello Stato. È necessario che le Regioni, che si occupano di sviluppo locale, mantengano un ruolo così come concordato con il governo quando abbiamo discusso di formazione professionale”.


( sm / 08.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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