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Regioni.it

n. 2783 - martedì 8 settembre 2015

Sommario
- Riforme: Chiamparino su nuovo Senato, il modello è il Bundesrat
- Coletto: probabile che ci tolgano il coordinamento della Sanità
- On line il sito "Italia semplice"
- Space economy: osservazioni sul programma multiregionale
- Malattie reumatiche infiammatorie e percorsi terapeutici assistenziali
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di agosto

Documento della Conferenza delle Regioni del 30 luglio

+T -T
Space economy: osservazioni sul programma multiregionale

Indicazioni sull'attivazione e sui principi di funzionamento

(Regioni.it 2783 - 08/09/2015) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 30 luglio, ha approvato un documento sul programma multi-regionale nel piano “SpaceEconomy”, con riferimento alla sua attivazione e ai principi di funzionamento.
Il documento è stato trasmesso al Consigliere militare del Presidente del Consiglio italiano e referente della Cabina di regia per le attività spaziali, Gen. Carlo Magrassi ed è stato pubblicato integralmente sul sito www.regioni.it (sezione “Conferenze”). Si riporta di seguito il testo.
Generalità
Il programma multi-regionale inserito all’interno del piano nazionale per la “Space Economy” sarà realizzato attraverso il concomitante concorrere di risorse di natura pubblica (sia nazionale, sia regionale) e privata (proveniente dai soggetti che si candidano a realizzarne le attività previste).
Il documento recante il “Contributo delle Regioni al piano ‘Space Economy’” definisce tre iniziative di rilievo nazionale di capacity building tecnologico ed industriale per lo sviluppo di applicazioni che valorizzino competenze acquisite nel campo dell’Osservazione della Terra, della Navigazione/Comunicazione satellitare, dell’Esplorazione spaziale.
Ciascuna di esse si articola in una serie di linee di sviluppo tecnologico, che le Regioni, verificatane la coerenza con la propria strategia di specializzazione intelligente, hanno manifestato interesse a sostenere.
Le attività del programma potranno essere sostenute mediante un aiuto pubblico, di origine nazionale e regionale, che potrà attestarsi mediamente attorno al 50%; il restante 50% dovrà essere cofinanziato attraverso risorse di natura privata.
Definizione delle risorse regionali
Un primo necessario passaggio, da effettuarsi in sede di Conferenza delle Regioni, consisterà nell’individuazione delle modalità attraverso le quali sarà possibile garantire il concorso delle risorse regionali alle singole linee di sviluppo, nonché nell’identificazione di una dimensione orientativa delle stesse.
In questa fase, anche le Regioni che al momento non hanno avanzato l’intenzione di sostenere le singole linee di sviluppo possono eventualmente manifestare la propria disponibilità a procedere in tal senso.
Definizione delle risorse nazionali
Analogo percorso, con il necessario coordinamento della Presidenza del Consiglio, dovrà essere compiuto dall’Agenzia di Coesione Territoriale e dalle diverse Amministrazioni Centrali potenzialmente interessate agli sviluppi proposti dal programma multi-regionale. In particolare, come richiamato nel documento recante il “Contributo delle Regioni al piano “Space Economy”, è in questa fase che vanno identificate quelle risorse nazionali che andranno a sostenere finanziariamente le linee di sviluppo citate. Con riferimento alla natura di tali risorse, le Regioni esprimono preoccupazione per gli eventuali squilibri territoriali che si verrebbero a determinare, laddove il cofinanziamento nazionale venisse garantito attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione, il cui funzionamento prevede un vincolo di destinazione territoriale dell’80% nelle regioni del Mezzogiorno. Tale concentrazione di risorse potrebbe rendere meno appetibile il programma per alcuni territori, pregiudicando così la finanziabilità delle migliori proposte progettuali.
Il funzionamento del programma
Il programma multi-regionale definito dalla Conferenza delle Regioni troverà realizzazione attraverso un meccanismo di selezione competitiva di progetti, articolato in due fasi:
1) Manifestazione di interesse
2) Progettazione esecutiva dell’intervento.
Fase 1. Manifestazione di interesse
Per ciascuna delle tre aree di interesse (Osservazione della Terra, Navigazione/Comunicazione, Esplorazione) in cui si articola il contributo delle regioni al piano “Space economy”, sarà lanciata una chiamata alla manifestazione d’interesse per la realizzazione di progetti di capacity building tecnologico ed industriale di rilevanza nazionale.
La Manifestazione di interesse sarà rivolta ad ampi partenariati e/o raggruppamenti d’imprese e organismi di ricerca, riuniti sotto forma di ATI/ATS/RTS.
La responsabilità di tale procedura competitiva sarà in capo ad un soggetto di livello nazionale. Circa la sua identificazione, allo stato della discussione, sono in campo due opzioni:
1. Agenzia per la Coesione Territoriale, che si lascerebbe preferire per la possibilità di accesso e gestione diretta delle risorse afferenti al FSC, emerso nei lavori della Cabina di regia quale più probabile fonte della quota di cofinanziamento nazionale;
2. Agenzia Spaziale Italiana che avrebbe, invece, maggiore capacità di garantire la connessione tra le iniziative sorte dal programma multiregionale e gli obiettivi della politica spaziale nazionale.
L’individuazione del soggetto responsabile della procedura competitiva sarà effettuata con il concorso delle Regioni. Le Regioni, prima di esprimere un orientamento su tale punto, ritengono necessario che si effettui una verifica che accerti:
a) la sussistenza in capo ai due soggetti nazionali più sopra richiamati di quei requisiti giuridici, procedurali ed operativi che i Regolamenti CE impongono alle Regioni nell’individuazione dei cosiddetti “soggetti intermedi”;
b) il reale interesse delle due Agenzie a svolgere tale funzione.
Saranno oggetto di valutazione soltanto le risposte alla manifestazione di interesse che vedano i soggetti proponenti contribuire alle attività previste: in misura almeno pari al livello di cofinanziamento privato previsto e attraverso modalità chiaramente misurabili ex-ante (quotazione del contributo in kind)
Le proposte saranno sottoposte ad una valutazione, che accerti:
- Validità tecnica, sia in termini di rispondenza agli obiettivi che alle modalità di realizzazione, guardando, tra altri criteri, a
 o rispondenza alle specifiche tecniche,
 o chiarezza, solidità e attendibilità del piano di lavoro proposto per il progetto,
 o track record dei soggetti coinvolti
- Ampiezza, tipologia e distribuzione territoriale della compagine industriale e di ricerca coinvolta e dei pacchetti di lavoro in cui si articola la proposta, guardando, tra altri criteri, a
 o ruoli e le responsabilità dei soggetti partenariali,
 o ricadute territoriali e benefici derivanti dalla realizzazione del progetto (capacity tecnologica e opportunità di sviluppo industriale)
 o coinvolgimento di soggetti eleggibili per le risorse dei Fondi strutturali
- Intensità del cofinanziamento proposto dal/dai soggetto/i proponente/i, per il quale si considerano:
 o non ammissibili forme di cofinanziamento del/dei soggetto/i proponente/i interamente in kind;
 o preferenziali forme di cofinanziamento assicurate dal/dai soggetto/i proponente/i attraverso l’apporto di risorse finanziarie.
Procedure e criteri di selezione saranno definiti congiuntamente dai membri di un board tecnico incaricato della valutazione e selezione dei progetti, di cui saranno sicuramente parte rappresentanti di Conferenza delle Regioni, ASI e Agenzia per la Coesione Territoriale.
Fase 2. Progettazione esecutiva dell’intervento
La proposta selezionata sarà oggetto di una fase di ulteriore definizione congiunta tra soggetti proponenti e soggetto gestore del programma (attraverso il board tecnico), che potrà riguardare:
° aggiustamenti tecnici della proposta di attività
° definizione del contributo al finanziamento a livello dei singoli pacchetti di lavoro, da parte delle amministrazioni centrali e territoriali interessate, con l’obiettivo di raggiungere un adeguato livello di sostenibilità finanziaria.
È solo in questa fase che le Regioni, a fronte di un coinvolgimento concreto di realtà industriali e della ricerca su singole linee di sviluppo tecnologico ritenute coerenti con la propria traiettoria di sviluppo e specializzazione intelligente, saranno chiamate ad attivare gli strumenti e le risorse attraverso i quali garantire il necessario cofinanziamento delle attività.
Resta comunque inteso che:
a) il programma multiregionale finanzierà soltanto quei progetti in grado di attrarre risorse private e pubbliche (sia regionali sia nazionali) in misura sufficiente a raggiungere la massa critica necessaria alla propria realizzazione (valutata durante la Fase 1);
b) Visto il ricorso a fondi UE da parte delle Regioni, sarà necessario stabilire un cronoprogramma di avvio e realizzazione del programma, che restituisca a ciascuna amministrazione regionale una previsione affidabile di spesa compatibile con i target di avanzamento dei rispettivi programmi comunitari;
c) le Regioni, a fronte di tempistiche di esecuzione del programma incerte e/o indeterminate, per ragioni non imputabili a proprie responsabilità, avranno la facoltà di disimpegnarsi dall'iniziativa.
Gli strumenti per il cofinanziamento regionale delle attività
Nella fase di implementazione dei progetti ciascun soggetto istituzionale, ed in particolare le Regioni, strutturerà in modo autonomo la modalità, coerenti con la propria programmazione, attraverso le quali assicurare la disponibilità effettiva delle risorse a supporto delle attività progettuali che saranno realizzate sul proprio territorio.
Nondimeno, in seno alla Commissione attività produttive della Conferenza delle Regioni, è in corso un lavoro di ricognizione sulla strumentazione a disposizione dei territori, che, pur nel rispetto dei vincoli e delle scelte di ogni singola regione, ha l’obiettivo di promuovere la maggiore convergenza possibile su alcuni elementi qualificanti dell’intervento regionale.
In particolare, un primo strumento di azione comune, che non esclude la possibilità si sperimentarne altri in corso d’opera, può essere rappresentato da “Progetti strategici su tematiche di interesse nazionale” che consentano l’acquisizione e la sperimentazione di nuove conoscenze nonché l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti finalizzate alla messa a punto di nuovi prodotti, processi produttivi, servizi, o al miglioramento di quelli esistenti, al fine di contribuire allo sviluppo delle imprese (soprattutto piccole e medie) che operano in aree scientifiche e tecnologiche identificate nei campi dell’Osservazione della Terra, della Navigazione/Comunicazione satellitare e dell’Esplorazione spaziale.
Più precisamente i programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale1 saranno realizzati da raggruppamenti di imprese, università, centri di ricerca pubblici e privati, parchi scientifici e tecnologici, poli di innovazione e ogni altro soggetto attivo nel campo della ricerca; questi interventi sono orientati a facilitare il passaggio dalla fase di ricerca industriale a quella di sviluppo sperimentale supportando i beneficiari negli alti costi che caratterizzano tale passaggio. Vengono promossi comportamenti cooperativi e collaborazioni tra soggetti pubblici e privati aventi competenze di alto profilo nei settori considerati e che coinvolgano prioritariamente le PMI per lo sviluppo di attività orientate alla domanda di ricerca e innovazione proveniente dalle PMI stesse.
I programmi di ricerca dovranno perseguire le ulteriori finalità:
- conseguire un carattere di forte interregionalità dei partenariati in modo da assicurare la selezione delle migliori eccellenze territoriali;
- finalizzare le iniziative al perseguimento di obiettivi industriali di breve-medio periodo attraverso la selezione di tecnologie dotate di un grado di maturità più vicina al mercato;
- perseguire “pochi” e “selezionati” obiettivi prioritari per la crescita e lo sviluppo della ricerca nel settore;
- accrescere la dimensione degli investimenti tecnologici nelle attività industriali, ritenute d’importanza strategica per la competitività dei sistemi territoriali e non delle singole imprese;
- integrarsi con programmi di formazione rivolti a ricercatori di elevata qualificazione da destinare verso sbocchi professionali di tipo industriale nei settori oggetto dei programmi di ricerca (dottorati, borse di ricerca, master, alto apprendistato etc.).

Roma 30 luglio 2015
Documento Approvato - Il programma multi-regionale nel piano “Space Economy”



( red / 08.09.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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