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Regioni.it

n. 2784 - mercoledì 9 settembre 2015

Sommario
- Migranti: Juncker, saranno ricollocate 120.000 persone
- Province: l'attuazione della legge 56/2014 regione per regione
- Sanità: linee guida per applicazione decreto su assunzione precari
- Programma per il piano “Space economy”: ricognizione delle Regioni
- Malattie dell'intestino: verso accordo per percorsi terapeutici e assistenziali
- Aiuti di Stato alla cultura: contributo per negoziato con Commissione UE

+T -T
Migranti: Juncker, saranno ricollocate 120.000 persone

15.600 dall'Italia, 50.400 dalla Grecia e 54.000 dall'Ungheria

(Regioni.it 2784 - 09/09/2015) La Commissione europea propone “un meccanismo di redistribuzione permanente dei richiedenti asilo, che ci permetterà in futuro di affrontare le situazioni di crisi in modo più agevole”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione al Parlamento europeo a Strasburgo. "Ma questo sistema -ha avvertito- deve anche essere obbligatorio".
La Commissione europea propone di ricollocare 120 mila persone in evidente bisogno di protezione internazionale dall'Italia (15.600), dalla Grecia (50.400) e dall'Ungheria (54 mila). E' la nuova proposta dell'esecutivo Ue per la redistribuzione dei richiedenti asilo nei Paesi Ue, che si aggiunge alla ricollocazione di 40 mila persone già proposta a maggio. Il totale dei rifugiati da redistribuire sarà di 160 mila, di cui 54 mila saranno trasferiti dall'Ungheria, 66.400 dalla Grecia e 39.600 dall'Italia.
La ricollocazione sarà accompagnata da un sostegno pari a 780 milioni di euro dal bilancio dell'Ue agli Stati membri partecipanti, compreso un prefinanziamento del 50% per garantire che le amministrazioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale dispongano dei mezzi per intervenire con grande rapidità.
La Commissione affronterà anche la ''dimensione esterna'' della crisi dei rifugiati, delineando le principali azioni per rendere più efficace la politica dei rimpatri e proponendo un fondo di 1,8 miliardi di euro per affrontare le cause profonde della migrazione in Africa.
Queste le principali misure del piano UE:
- Il trasferimento, come accennato, di 120mila persone in evidente bisogno di protezione internazionale in Italia (15.600), Grecia (50.400) e Ungheria (54mila). Il trasferimento viene deciso secondo un criterio di ripartizione obbligatorio sulla base di criteri oggettivi e quantificabili (il 40% della dimensione della popolazione, il 40% del Pil, il 10% del numero medio di richieste di asilo del passato, il 10% del tasso di disoccupazione).
- Un meccanismo di trasferimento permanente per tutti gli Stati membri: la Commissione propone in sostanza un meccanismo di solidarietà strutturata che può essere attivato in qualsiasi momento dalla Commissione per aiutare qualsiasi Stato membro dell''Ue in situazione di crisi. Situazioni che verranno definite tali dalla Commissione in base ad esempio al numero delle domande di asilo negli ultimi 6 mesi.
- Una clausola di solidarietà temporanea: se, per giustificati e oggettivi motivi, come un disastro naturale, uno Stato membro non possa prendere parte temporaneamente alle politiche in tema di immigrazione, dovrà versare un contributo finanziario al bilancio dell''Unione europea per un importo di 0,002% del suo Pil. In caso di partecipazione parziale al meccanismo di trasferimento, l''importo sarà ridotto in proporzione.
- La Commissione europea propone inoltre un regolamento per stabilire un elenco comune Ue dei Paesi di origine definiti ''sicuri''. Tale elenco europeo consentirà un più rapido esame delle domande di asilo presentate e rimpatri più veloci. È il caso di Paesi come Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Kosovo, Montenegro, Serbia e Turchia, gli ultimi arrivati nella lista Ue dei Paesi “sicuri”.
- Per migliorare le politiche di rimpatrio degli Stati membri, la Commissione ha predisposto un piano d''azione ad hoc, che definisce le misure immediate e di medio termine che dovranno essere adottate dagli Stati membri per migliorare il rimpatrio volontario, per rafforzare l'attuazione della direttiva sui rimpatri, per migliorare la condivisione delle informazioni, per rafforzare il ruolo e il mandato di Frontex nelle operazioni di rimpatrio e per creare un sistema integrato di gestione dei rimpatri. In parallelo, in materia di appalti pubblici, gli Stati membri dovranno soddisfare adeguatamente e rapidamente i bisogni più immediati dei richiedenti asilo per quanto riguarda l''alloggiamento, le forniture e i servizi.
- Affrontare la dimensione esterna della crisi dei rifugiati: finché l''instabilità politica e i conflitti nei Paesi di origine continuano, l''Ue si troverà ad affrontare un aumento del numero di persone in cerca di rifugio. Contribuire a soluzioni politiche in questi Paesi rimane dunque una priorità per l''Unione europea, attraverso la mobilitazione di risorse, il dialogo, gli incontri.
- Un fondo fiduciario per l''Africa: come anticipato, la Commissione europea ha stanziato quasi 2 miliardi dal bilancio dell''Ue per creare un “Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare dall'Africa”.
Per quanto riguarda il nostro paese il ministro Alfano ha fornito - nel corso della 'Telefonata' su Canale 5 – un quadro sintetico della situazione. “Da inizio anno, sono stati finora allontanati dal nostro territorio nazionale 9.376, tra respinti alla frontiera ed espulsi. E abbiamo arrestato 468 scafisti”.
Il Ministro dell’interno ha sottolineato che “chi scappa da guerre e persecuzioni deve essere accolto, gli altri devono essere rimpatriati: è una distinzione non solo italiana o tedesca ma europea. Ed è esattamente quello che noi stiamo facendo".
Sempre da inizio anno, "gli sbarchi sono stati sostanzialmente in linea rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno - informa Alfano - Gli arrivi dal 1° gennaio a oggi sono stati circa 116.000 fronteggiando il più grande flusso di profughi dalla fine della seconda guerra mondiale e di migrazioni da quando esiste lo Stato italiano”.
“Abbiamo il record mondiale di accoglienza di migranti, siamo campioni del mondo nel salvataggio delle vite umane: ma il problema è europeo e mondiale, solo chi è in mala fede, con una visione cialtronesca - accusa il ministro Alfano - può sostenere che tutta la questione immigrazione è un problema del governo italiano e del ministro dell'Interno".
Quanto ai tempi per l'identificazione dei profughi e la concessione dei visti, il titolare del Viminale replica: “Abbiamo posto in efficienza il sistema delle fotosegnalazioni, la cui percentuale è cresciuta enormemente nell'ultimo anno. E abbiamo più che raddoppiato le commissioni per l'esame delle richieste di asilo e la velocità dei tempi di concessione”.

 
 
 
 


( red / 09.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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