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Regioni.it

n. 2787 - lunedì 14 settembre 2015

Sommario
- Banca d'Italia: cala il debito pubblico a luglio
- Un hub nel corridoio Reno-Alpi: intesa fra Liguria, Lombardia e Piemonte
- Save The Children: report per liberare bambini da povertà educativa
- Riaprono le scuole: gli auguri dei Presidenti delle Regioni
- Emiliano: Pennetta e Vinci simbolo della Puglia che lotta e che vince
- Abruzzo: mini rimpasto in Giunta

+T -T
Save The Children: report per liberare bambini da povertà educativa

(Regioni.it 2787 - 14/09/2015) Obbiettivo puntato sui minori. I dati provengono dal rapporto 'Illuminiamo il futuro 2030- Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa' di Save The Children. Uno dei dati più significativi che emerge dal report è che la metà dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nel corso dello scorso anno, circa la metà delle scuole è senza agibilità e il 40% si trova in zone a rischio sismico.
Sempre dai dati del rapporto Save The Children in Italia il 45% delle scuole è priva di un certificato di agibilità-abitabilità, il 54% degli edifici non è in regola con la normativa anti-incendio e il 32% non rispetta le norme anti sismiche. Del 40% degli edifici che si trova in zone a rischio sismico, la metà è al Sud, e il 10% in aree a rischio idrogeologico.
E’ soprattutto nelle regioni meridionali che abbiamo una situazione di “povertà educativa”, in evidente contrasto con le atre aree del Paese, evidenziando che “una maggiore offerta di servizi educativi di qualità determina minore povertà educativa”.
A Sud e nelle isole, la percentuale di adolescenti che non consegue le competenze minime in matematica e lettura raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 42%, con un picco estremo in Calabria (46% e 37%). In relazione al genere, le disuguaglianze colpiscono in modo particolare le ragazze per la matematica (il 23% delle alunne non raggiunge le competenze minime contro il 20% dei maschi), mentre i ragazzi sono meno competenti in lettura: il 23% risulta insufficiente contro l’11% delle coetanee. Le ragazze e i ragazzi meridionali sono maggiormente svantaggiati sia in matematica che in lettura rispetto ai coetanei settentrionali: la percentuale delle ragazze che non raggiungono le competenze minime in matematica è del 32% al Sud, il doppio delle coetanee del Nord (16%) e la stessa differenza percentuale si riscontra per i maschi meridionali (28%) e i loro coetanei settentrionali (14%). Differenze di genere si osservano anche per le attività ricreative e culturali: il 51% delle minori tra i 6 e i 16 anni non ha fatto sport in modo continuativo contro il 40% dei maschi, mentre questi ultimi leggono meno, fanno poche attività culturali e navigano meno su Internet. Altro fattore della povertà educativa è l’origine migrante dei genitori: tra i ragazzi migranti di prima generazione il 41% non raggiunge i livelli minimi di competenze in matematica e lettura, incidenza che cala al 31% in matematica e al 29% in lettura per i quelli di seconda generazione.
Si evidenzia pertanto che una maggiore offerta di servizi educativi di qualità determina minore povertà educativa: “i ragazzi provenienti da famiglie povere ma che hanno frequentato almeno un anno di scuola dell’infanzia superano i livelli minimi di competenze sia in matematica che in lettura a differenza dei coetanei che non hanno avuto questa possibilità”.
Ma solo il 14% dei minori tra 0 e 2 anni riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi, con notevoli differenze tra le regioni. L’offerta di qualità si misura anche sul numero delle classi che garantiscono il tempo pieno nella scuola primaria e secondaria: il 68% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno (solo la Basilicata si avvicina al 50%, contro il 92% di Molise e Sicilia, l’89% della Campania, l’87% dell’Abruzzo e l’84% della Puglia), percentuale che sale all’80% nella scuola secondaria di primo grado: in tutte le regioni, con l’eccezione di Basilicata (41%), Calabria (55%) e Sardegna (56%), più del 70% delle classi non garantisce il tempo pieno. E in molti casi le attività pomeridiane sono a pagamento.
Per quanto riguarda il servizio di mensa questo è assente nel 40% delle scuole, con percentuali più alte in Puglia (53%), Campania (51%) e Sicilia (49%) e minori in Piemonte e Lombardia (27%) e in Liguria (29%).
Quanto alle scuole inadeguate dal punto di vista infrastrutturale, le differenze regionali sono marcate: se in Toscana, Campania, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto il 70% o più dei ragazzi frequenta scuole inadeguate, la percentuale cala a quasi un terzo nella Provincia Autonoma di Trento e Bolzano e in Valle d'Aosta.
Anche la qualità delle infrastrutture, la connessione ad internet, la partecipazione ad attività extracurriculari, sono correlate all’incidenza della povertà educativa. Il Rapporto rileva che il 45% dei ragazzi in condizioni socio-economiche svantaggiate che hanno aule con connessioni internet carenti non raggiunge le competenze minime in matematica e il 41% in lettura, percentuale che scende a 43% e 28% se le scuole sono ben connesse. In diverse regioni la percentuale di aule non connesse supera il 30% (Basilicata, Piemonte, Veneto, Lazio, Friuli Venezia Giulia), con una punta di quasi il 40% in Calabria.
Inoltre se in Toscana, Campania, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto il 70% o più dei ragazzi frequenta scuole inadeguate, la percentuale cala a quasi un terzo nella Provincia Autonoma di Trento e Bolzano e in Valle d’Aosta. Ciò che emerge dall’analisi è che il 60% degli alunni di 15 anni frequenta scuole non adeguate a garantire la qualità dell’apprendimento.
Il 68% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il 64% dei minori non accede ad una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali, con punte estreme in Campania (84%), Sicilia (79%) e Calabria (78%).

 



( gs / 14.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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