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Regioni.it

n. 2788 - martedì 15 settembre 2015

Sommario
- Istat: dati positivi per il mercato del lavoro
- Migranti: Chiamparino e Maroni a "Radio anch'io"
- Renzi: dal 2016 niente più Imu ed Irap agricola
- Lorenzin: sotto i 112 miliardi il fondo sanitario non può andare
- Province: Madia firma decreto su mobilità personale
- Zingaretti su riforme istituzionali
- Anas: 7 nuovi Capi Compartimento

+T -T
Istat: dati positivi per il mercato del lavoro

Rilevazioni relative al II trimestre 2015

(Regioni.it 2788 - 15/09/2015) Il mercato del lavoro ha registrato nel secondo trimestre 2015 un miglioramento significativo. Il dato positivo riguarda tutti gli indicatori rilevati dall'Istat nel fare il punto proprio sull'andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2015.
L'input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico (espresso dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale), registra aumenti dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,8% in termini tendenziali. Grazie poi ad una crescita dell'output leggermente più sostenuta, anche la produttività oraria del lavoro ha segnato un modesto recupero su base congiunturale (+0,1%). L'Istat segnala anche "la significativa discesa delle ore di Cig".
Nel secondo trimestre del 2015 si è andato consolidando il moderato recupero dell'attività economica, con una crescita congiunturale del Pil dello 0,3%.
L'occupazione stimata dall'indagine sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali è pari a 22 milioni 446 mila persone, lo 0,5% in piu' del trimestre precedente (+103 mila), corrispondente a un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni pari al 56,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali.
La crescita congiunturale degli occupati nel trimestre ha interessato entrambi i generi e, tra le diverse tipologie, soltanto i lavoratori dipendenti (+0,8%, pari a 137 mila lavoratori in più equamente ripartiti tra l'occupazione a carattere permanente e temporaneo), mentre sono calati gli indipendenti (35 mila unità, -0,6%).
Il tasso di disoccupazione è salito lievemente al 12,4%,nella media del trimestre, diminuendo però fino al 12,0% a luglio.
Significativi sia il recupero congiunturale dell'occupazione nei comparti dei servizi più legati alla dinamica della domanda interna, sia i segnali positivi anche nelle costruzioni. Nell'insieme dell'economia l'aumento dell'occupazione ha riguardato prevalentemente i lavoratori dipendenti, a tempo sia indeterminato sia determinato, e interessa con particolare intensità anche il Mezzogiorno, particolarmente colpito dalla crisi in questi anni.
Particolarmente rilevante il dato sugli inattivi, coloro che né hanno né cercano un lavoro: diminuiscono infatti gli scoraggiati (-114 mila in un anno), soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani di 15-34 anni. Di contro, aumentano gli inattivi per motivi di studio (+77 mila unità). Lo rileva l'Istat, facendo il punto sul mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2015.
Dopo l'aumento ininterrotto registrato fra il 2008 e il 2014, nel secondo trimestre 2015 prosegue la discesa
della disoccupazione di lunga durata (almeno 12 mesi), al 59,5% dal 61,9% di un anno prima. Sono 1 milione 845 mila le persone coinvolte.
L'aumento dell'occupazione interessa con "particolare intensità anche il Mezzogiorno", un fatto che assume un contorno importante considerando che il Sud è stato "colpito dalla crisi in questi anni". L'Istituto spiega come nel secondo nel Mezzogiorno gli occupati siano cresciuti "di 120 mila unità", anche se guardando ai tassi di disoccupazione resta, anzi si allarga, il divario con il Nord.
Ed è l'agricoltura del Mezzogiorno a far segnare il maggior tasso di crescita nelle assunzioni nel 2015, con un aumento record dell' 11 per cento dei lavoratori dipendenti che sale addirittura al 31 per cento se si considerano le sole donne. Il dato emerge da un'analisi della Coldiretti su dati Istat del secondo trimestre dell'anno, diffusa alla Giornata dell'Agricoltura italiana ad Expo, con la partecipazione di migliaia di agricoltori guidati dal presidente Roberto Moncalvo alla presenza del premier Matteo Renzi.


( sm / 15.09.15 )
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