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Regioni.it

n. 2789 - mercoledì 16 settembre 2015

Sommario
- Chiamparino convoca la Conferenza delle Regioni per il 17 settembre
- Ocse taglia per l'Italia le stime del Pil, ma rialza quelle della crescita
- Chiamparino e Fassino chiedono un confronto con Renzi
- Rossi: sviluppo rurale, Regioni candidate a gestire investimenti
- Veneto: Zaia ridefinsce le deleghe agli assessori
- Liguria e Lombardia lavorano insieme su sanità e turismo

+T -T
Ocse taglia per l'Italia le stime del Pil, ma rialza quelle della crescita

Eurostat: sale il costo del lavoro, ma in Italia diminuisce dello 0,4 per cento

(Regioni.it 2789 - 16/09/2015) La crescita dell'Eurozona “è deludente, alla luce dei fattori favorevoli”. A sottolinearlo è l'Ocse nel suo Interim Global Economic Assessment. “La crescita nell'area euro sta migliorando nel suo complesso. ma la ripresa resta meno avanzata che negl Usa”, si legge nel documento e “la disoccupazione rimane elevata e le pressioni sui prezzi sono basse; l'aumento nei tassi di crescita dell'Eurozona (soprattutto la crescita inaspettatamente forte in alcuni dei Paesi piu' colpiti della crisi) è incoraggiante, ma minore di quello che avrebbe potuto essere con i venti favorevoli dei prezzi del petrolio più bassi, di un euro più debole e di tassi di interesse più bassi nel breve periodo”.
Secondo le simulazioni dell'Ocse, la crescita dell'Eurozona è inferiore di un punto percentuale a quello che era prevedibile sulla base di questi fattori favorevoli. Quanto agli Usa, prosegue l'Ocse, “la crescita rimane solida e l'espansione dei consumi continua a essere sostenuta da robusti incrementi dell'occupazione e una disoccupazione in calo”, sebbene si ravvisino vulnerabilità nella crescita degli investimenti delle aziende "ancora al di sotto di un normale ritmo di ripresa", nel mercato immobiliare e nella debole inflazione.
Più in generale sono le prospettive di crescita dell'economia mondiale “si sono leggermente indebolite e sono diventate meno chiare nei mesi recenti”. “La crescita del commercio globale” è entrata – sottolinea l’Ocse - in una fase di stagnazione e le condizioni finanziarie si siano deteriorate. La ripresa sta nondimeno progredendo nelle economie avanzate ma le prospettive sono peggiorate ulteriormente per molte economie emergenti”.
Secondo l'organizzazione di Parigi, “la crescita globale rimarrà inferiore alla media nel 2015; è previsto un certo rafforzamento nel 2016 ma i dubbi sulla crescita potenziale futura continuano a crescere”. Il "rischio chiave" per la crescita globale è “un rallentamento maggiore del previsto in Cina”.
Per quello che riguarda il nostro Paese l'Ocse ha ritoccato al rialzo le previsioni di crescita dell'Italia sul 2015 al più 0,7 per cento (era +0,6 a giugno), ma ha ridotto quelle sul 2016 al più 1,3 per cento. rispetto al +1,5% previsto a giugno.
Il Pil globale, cresciuto del 3,3% nel 2014, è visto in espansione del 3% nel 2015 (+3,1% secondo le stime di giugno) e del 3,6% nel 2016 (+3,8% a giugno). La revisione al ribasso, spiega l'organizzazione di Parigi, è legata principalmente al rallentamento delle economie emergenti, a cui si è fatto cenno.
Sul fronte del lavoro Eurostat rileva che nel secondo trimestre del 2015 la crescita del costo annuale è stata dell'1,6% nell'area euro, in calo dall'1,9% dei tre mesi precedenti. Nell'Unione europea, secondo l'Eurostat, l'aumento è stato dell'1,9% rispetto al 2,3% del primo trimestre dell'anno.
Nell'eurozona la componente di salari e stipendi per ora lavorata ha segnato un incremento dell'1,9%, mentre quella non salariale dello 0,4%. Nella Ue la componente salari è cresciuta del 2,1% e la non salariale dell'1,1%. Nel secondo trimestre i maggiori incrementi annuali del costo orario del lavoro per l'intera economia sono stati registrati in Lettonia (+7,9%), in Romania (+7,7%) e in Bulgaria (+6,8%), mentre i maggiori cali sono stati segnati in Grecia (-2,9%), Cipro (-1,2%) e in Italia (-0,4%).
Il tasso di posti di lavoro vacanti nell'area euro e nell'Unione europea si è collocato all'1,7%, stabile rispetto ai primi tre mesi del 2015 ma in crescita dall'1,6% dello stesso periodo del 2014. Tra gli Stati membri i tassi di disponibilità di posti di lavoro più elevati sono stati registrati in Belgio e in Germania (entrambi al 2,7%), seguiti da Regno Unito (2,5%), Repubblica Ceca (2,3%) e Svezia (2%). I tassi più bassi sono stati segnati in Lettonia (0,5%), Polonia (0,6%), Portogallo e Spagna (0,7%).
Infine l’Eurostat ha diffuso anche il dato definitivo sull’inflazione che rivede al ribasso la stima precedente (+0,2%). Nell’Eurozona su base mensile l'inflazione resta invariata, mentre si attesta allo 0,1% su base annuale, era +0,2% nella stima precedente.


( red / 16.09.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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