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Regioni.it

n. 2791 - venerdì 18 settembre 2015

Sommario
- Lavoro: Inps, diminuisce del 41,7 per cento il ricorso a cassa integrazione
- Trivelle: 8 regioni verso referendum su alcune norme del DL "sblocca Italia"
- Commissioni Conferenza Regioni: Emiliano, Oliverio, Frattura e Pigliaru
- Coldiretti: bene nostro export formaggi all'estero
- OPG: ancora 226 pazienti, ma il numero è in netto calo
- Rossi: riforme istituzionali, Toscana può candidarsi per autonomie speciali

+T -T
Coldiretti: bene nostro export formaggi all'estero

Chiamparino: no a fabbricazione di formaggi di qualità con il latte in polvere

(Regioni.it 2791 - 18/09/2015) Di recente la Coldiretti ha fornito dati positivi sull’export dei nostri formaggi e negativi, invece, sul nostro sovrappeso come italiani.
Quindi bene l’export dei nostri formaggi con un incremento dell'8%. La Coldiretti sottolinea pertanto la buona “reputazione di alta qualità conquistata a livello internazionale”.
Quasi il 75% della produzione esportata è destinata al mercato comunitario dove si registra un incremento del 10%, con un aumento del 2% in Francia, che è il nostro maggiore concorrente nelle esportazioni di formaggi. I formaggi tutelati dalla Ue con la “dop” sono diventati 48, mentre in Francia sono 45. La produzione di formaggi a denominazione di origine è vicina ai 500 milioni di chili, quasi il doppio di quella realizzata dai francesi.
E fuori dall'Europa abbiamo un + 18% negli Stati Uniti, e un altro dato molto significativo è quello di un +39% in Cina.
Ma il primato italiano, afferma Coldiretti, “è messo anche a rischio del diktat dell'Unione Europea che vuole imporre all'Italia di liberalizzare l'utilizzo del latte in polvere nei formaggi fino ad ora vietato da una legge nazionale". Il 29 settembre scadrà 'l'ultimatum' fissato dalla Commissione Europea sulla richiesta all'Italia di porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale.
"La lettera di 'diffida' della Commissione Europea sull'infrazione n.4170 - continua la Coldiretti - vuole imporre all'Italia di produrre 'formaggi senza latte' ottenuti con la polvere con il rischio di far sparire 487 formaggi tradizionali censiti dalle Regioni italiane ottenuti secondo metodi mantenuti inalterati nel tempo da generazioni". Una eventualità, conclude Coldiretti, "contro la quale ha preso posizione lo stesso primo Ministro Matteo Renzi che ha adottato simbolicamente i formaggi italiani nel corso della giornata dell'agricoltura italiana promossa dalla Coldiretti ad Expo".
Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, intervenendo all'inaugurazione di Cheese, la fiera internazionale di formaggi che si tiene ogni due anni a Bra, nel cuneese, ha richiamato proprio questa questione delle nuove regole europee per la fabbricazione di formaggi di qualità con il latte in polvere, evidenziando come "questo è uno dei classici esempi in cui emerge il rischio che l'Europa sia il luogo dove a scrivere le regole sono gli Stati più potenti e in grado di condizionare la burocrazia di Bruxelles”.
Gli italiani con 20,7 chilogrammi per persona all'anno sono solo settimi nel mondo per consumo di formaggi preceduti dai francesi con 25,9 chilogrammi a testa, ma anche da islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri. E la Coldiretti ha prodotto un altro studio dove evidenzia come ne Mezzogiorno ci siano più persone in sovrappeso o obesi. Al Sud sono in sovrappeso o obesi il 59,6 per cento degli uomini e il 42,9 per cento delle donne, valori che sono superiori di 10 punti percentuali rispetto a quelli del Nord-ovest.
Si tratta di un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sulla dimensione della salute in Italia, in occasione della settimana della dieta mediterranea che si svolge fino a domenica 20 settembre ad Expo.
Le regioni con il maggior numero di persone obese o sovrappeso sono, per i maschi, il Molise (64,8 per cento), la Campania (61,6 per cento), la Sicilia (60,6 per cento), la Puglia (59,1 per cento) e la Basilicata (58,8 per cento) mentre per le femmine, la Basilicata (46,5 per cento), la Puglia (44,1 per cento), la Campania (43,7 per cento), il Molise (43,4 per cento) e la Sicilia (40,8 per cento).
“Sul versante opposto - sostiene Coldiretti - si collocano il Trentino-Alto Adige, la Valle d'Aosta, il Piemonte, la Lombardia e la Liguria, con qualche variazione nella posizione di queste regioni nella classifica delle donne rispetto a quella degli uomini”.
Si evidenzia anche che “la propensione a consumare almeno quattro porzioni di frutta o verdura al giorno sia meno diffusa nel Mezzogiorno rispetto al Nord e vari sensibilmente tra le regioni, con una differenza di circa 20 punti percentuali per entrambi i generi trail Piemonte e la Basilicata, collocate, rispettivamente, in cima e in fondo alla classifica per ordine decrescente di quota di consumatori”.
Le altre regioni con le percentuali più basse di uomini e di donne che mangiano quantità adeguate di frutta e verdura sono la Calabria e il Molise "dove, non a caso, - conclude la Coldiretti - c'è la maggiore percentuale di uomini obesi o in sovrappeso”.




( Giuseppe Schifini / 18.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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