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Regioni.it

n. 2791 - venerdì 18 settembre 2015

Sommario
- Lavoro: Inps, diminuisce del 41,7 per cento il ricorso a cassa integrazione
- Trivelle: 8 regioni verso referendum su alcune norme del DL "sblocca Italia"
- Commissioni Conferenza Regioni: Emiliano, Oliverio, Frattura e Pigliaru
- Coldiretti: bene nostro export formaggi all'estero
- OPG: ancora 226 pazienti, ma il numero è in netto calo
- Rossi: riforme istituzionali, Toscana può candidarsi per autonomie speciali

+T -T
Trivelle: 8 regioni verso referendum su alcune norme del DL "sblocca Italia"

(Regioni.it 2791 - 18/09/2015) Sei regioni a statuto ordinario e due a statuto speciale hanno concordato nel corso di un incontro alla Fiera del Levante di Bari i testi dei quesiti che saranno inseriti in altrettante delibere da approvare nei rispettivi consigli regionali per chiedere l'abrogazione, mediante referendum, delle norme, inserite nella legge 'sblocca Italia' che consentono e facilitano la ricerca e le estrazioni di petrolio sia in mare che sulla terraferma. E' la decisione scaturita nel capoluogo pugliese dove erano presenti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, quello del Molise Paolo Di Lauro Frattura, quello dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso, quello della Basilicata Marcello Pizzella, quello della Calabria Mario Oliverio e l'assessore all'Ambiente della Regione Marche Angelo Sciapichetti.
Inoltre è stato precisato da Emiliano che i quesiti sono stati concordati, a seguito di una riunione tra i presidenti dei consigli regionali svoltasi nei giorni scorsi, anche dalla Sicilia e dalla Sardegna. “Lo Sblocca Italia non viene impugnato nel suo complesso, ma solo nei limiti nei quali agevola e cambia le norme ordinarie che sono previste per questo tipo di ricerca e sfruttamento”, ha spiegato il presidente della regione puglia, Michele Emiliano durante la conferenza stampa che e' seguita all'incontro.
“I presidenti delle Regioni qui riunite – ha proseguito Emiliano - hanno confermato quello che peraltro era stato stabilito dai presidenti dei Consigli regionali e hanno sostanzialmente approvato i quesiti che saranno inseriti nelle delibere che man mano - ha detto - saranno sottoposte ai Consigli regionali per l'approvazione ai sensi della Costituzione per chiedere l'indizione del referendum sulle norme che consentono le ricerche, lo sfruttamento petrolifero.
Questa riunione di oggi - ha continuato Emiliano - e le decisioni che sono state così prese da tutti gli esecutivi non hanno alcun valore di polemica politica con il governo. E' un esercizio di prerogative previste dalla Costituzione attraverso le quali i governi regionali fanno valere le loro visioni strategiche sul futuro economico, turistico e ambientale delle loro regioni, quando queste visioni sono in contrasto con atti individuati dal governo, anche ovviamente valutando che alcune norme abbiamo dei profili di incostituzionalità proprio in riferimento al sistema regionalistico previsto dalla Costituzione. E quindi - ha ribadito - questo intento unisce tutte le Regioni in un progetto di leale collaborazione nei confronti del Governo che è doveroso alla stregua della stessa Costituzione e che si realizza anche attraverso l'esercizio della facoltà dei Consigli regionali di richiedere il referendum sulle norme che si ritengono incostituzionali. Questo evento - ha concluso - ha comunque un valore politico molto rilevante, perché è la prima volta che alcune regioni si collegano non solo al fine di costruire un'identica condotta con riferimento alle stesse norme di legge, ma hanno costruito una visione del proprio futuro che tende a realizzarsi in modo congiunto”.
“Il 9 ottobre i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise e Puglia si vedranno a Pescara per parlare non solo sulle trivellazioni nel Mar Adriatico e Ionio: ci sono anche altri temi perché le materie d'interesse comune tra Regioni sono tante, una per tutta le infrastrutture ferroviarie e viarie". Ha preannunciato poi il presidente della Regione Puglia. “Quello che si può fare progettando in modo comune è straordinario.
Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella ha ricordato che le Regioni coinvolte stanno “mantenendo fede alle cose” che hanno “sempre sostenuto”: “siamo contrari – ha detto Pittella - alle trivellazioni in mare e sulla terraferma non andiamo oltre le autorizzazioni del '98 che hanno caratterizzato un tempo antecedente al nostro governo”. “Su quelle autorizzazioni stiamo dispiegando forze notevoli per la tutela dell'ambiente e della salute e stiamo provando a massimizzare i ritorni che per una regione devono essere occupazione e qualità della vita. Sul mare abbiamo condiviso con le altre Regioni e abbiamo detto no, così come lo avevamo anticipato agli elettori quando ci siamo presentati. E poi – ha aggiunto Pittella - tranquillità, serenità e coesione sociale. La sostenibilità è al centro della nostra azione. Matera 2019,
come Basilicata 2019 significa cultura, ma anche salubrità del suo habitat naturale. Sostenibile significa anche dire che nel mare non vogliamo le trivelle e che vogliamo far aumentare i controlli sulla sostenibilità ambientale, per gli agenti ambientali che possono esserci”.
“Credo si possa evitare il referendum se si apre il dialogo con il governo e siamo pronti a confermarlo, un dialogo collaborativo e competitivo”, ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso. “È stata - ha aggiunto - una riunione su un tema importante, che interessa tanti territori. Facciamo valere le prerogative delle Regioni Stiamo ponendo questioni vitali per i nostri territori perché il mare è la più grande risorsa che abbiamo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Calabria, Mario Oliverio: “credo che si può anche evitare il referendum se si apre il dialogo. E ci sono tutte le condizioni per farlo”. “D'altronde – ha aggiunto - stiamo ponendo problemi di interesse vitale per i nostri territori, perché il mare è la più grande risorsa che abbiamo come terrori che si affacciano sull'Adriatico e sullo Jonio". "La nostra - ha concluso - è una posizione di confronto positivo. Anzi, la posizione della Regione è di grande responsabilità”.
Concetti che sono stati ribaditi dall'assessore regionale all'Ambiente, della Calabria, Antonella Rizzo che ha voluto ringraziare il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, il vice presidente D'Agostino, tutti i consiglieri regionali e l'intera Giunta, “per aver concordato di deliberare sulla proposta di un referendum abrogativo dell'articolo 35, comma 1, del Decreto Sviluppo che autorizza attività di prospezione, ricerca e coltivazione di giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi a terra ed a mare. Questa proposta - prosegue - è stata frutto di un impegno che ho assunto insieme all'intero Consiglio regionale, sin dal mio insediamento, ossia quello di tutelare il nostro territorio, e ringrazio quanti con estrema sensibilità hanno sposato questa linea di azione, che sarà oggetto di discussione nel prossimo Consiglio regionale, programmato per il prossimo ventotto settembre. Una delle prime iniziative, tenutasi a Termoli, è stata proprio quella di avviare azioni congiunte con i Presidenti di Puglia, Basilicata, Marche, Abruzzo e Molise contro le attività di estrazione di idrocarburi nelle nostre acque alla quale è seguito un importante incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, lo scorso 29 luglio, dove è stata presentata una moratoria contro tutte le azioni che implicano le trivellazioni nel mare. Abbiamo illustrato le motivazioni contrarie alla campagna promossa dallo Stato che prevede l'istallazione di piattaforme estrattive nei nostri mari (la subsidenza, l'alto rischio sismico, la presenza di parchi marini protetti e parchi archeologici di fama mondiale). Ed è stato più volte ribadito che se la risposta da parte del Governo non fosse stata chiara ed esaustiva, si sarebbe proceduto, nel rispetto della Costituzione, alla richiesta di deliberazione di un referendum abrogativo dell'art. 35 del 'Decreto Sviluppo' da parte delle 6 regioni coinvolte. Siamo ad una passo dall'ottenimento di un primo traguardo a difesa di una delle nostre più grandi ricchezze, il mare, e questo in virtù del lavoro sinergico tra il Governatore della Calabria, la Giunta, i Capigruppo e l'intero Consiglio Regionale legittimamente eletto dai calabresi”. “Grazie ancora - conclude Antonella Rizzo - per la fiducia accordatami, questo percorso sarà la dimostrazione concreta della volontà di invertire la rotta, lavorando in una prospettiva di collaborazione e cooperazione”.
Anche “le Marche sono contrarie a nuove trivellazioni nell'Adriatico e nello Ionio”, ha ribadito a Bari l'assessore all'Ambiente ed Energia Angelo Sciapichetti, nel corso dell'incontro con i presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. “Le Marche - ha detto l'assessore - dicono no a ogni ulteriore progetto e attività di trivellazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nei nostri mari. Ho comunicato che martedì 22 settembre l'Assemblea legislativa voterà la richiesta di referendum abrogativo dello 'Sblocca Italia' e Decreto sviluppo che disciplinano la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi in mare e in terraferma''. I quesiti, ha ricordato, “sono stati concordati all'unanimità dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali e devono essere approvati, in forma identica, da almeno cinque Assemblee regionali, per la validità della richiesta di referendum”.
Secondo Sciapichetti, "la Conferenza delle Regioni deve riprendere il confronto con il Governo centrale per una diversa attribuzione delle competenze in materia energetica. Le comunità locali non possono subire provvedimenti che vanno a discapito delle strategia di crescita e sviluppo dei territori''. La strada che le Regioni intendono percorrere è quella tracciata nel Manifesto di Termoli: “preoccupazione per lo sviluppo incontrollato delle attività estrattive, valorizzazione delle fonti energetiche alternative, scelte condivise attraverso la
costituzione di una Cabina di regia tra gli organi dello Stato e le comunità regionali”. Altre strade “non sono percorribili, perché le Regioni costiere non sono disponibili a mettere a rischio i propri litorali, subendo interventi invasivi nelle aree marine”. Sciapichetti ha auspicato un accordo e una condivisione delle strategie a livello 'adriatico', coinvolgendo anche i Paesi rivieraschi, in conformità con i trattati internazionali: "È chiaro che un'azione incisiva e una politica di tutela della ricchezza del mare non possono prescindere da accordi e
collaborazioni internazionali, perché l'Adriatico è un mare chiuso. A Bari è emersa la volontà di delineare una strategia comune e di rafforzare le decisioni a salvaguardia delle nostre comunità”.


( red / 18.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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