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Regioni.it

n. 2793 - martedì 22 settembre 2015

Sommario
- Riforme: per i futuri senatori si delinea l'ipotesi della "indicazione"
- OCSE: entro il 2015 un milione di richieste di asilo
- Toti su riforma Costituzione: progetto si va immiserendo
- Conferenza Stato-Regioni il 24 settembre
- Convocata Conferenza Stato-Regioni in sessione europea il 24 settembre
- Patto per la Salute: monitoraggio impegni

+T -T
Riforme: per i futuri senatori si delinea l'ipotesi della "indicazione"

Chiamparino: candidati presidenti e sindaci delle città metropolitane siano inseriti nel nuovo Senato

(Regioni.it 2793 - 22/09/2015) Si lavora all’interno del PD per trovare un'intesa sulle riforme: fra le ipotesi in campo – di cui si è discuso nella direzione del partito del 21 settembre - rientra quella che è stata definita come 'lodo Tatarella', ovvero il richiamo al sistema di elezione semi-diretta escogitato che fu pensato nel 1995 per l’indicazione dei presidenti di regione (prima che passasse il sistema dell’elezione diretta). Potrebbe essere questo il “binario” su cui potrebbe “scorrere” un accordo che metta insieme le diverse anime del Pd. Di fatto, la nuova Costituzione dovrebbe sancire il "principio", come spiegato dallo stesso Matteo Renzi, che i consiglieri-senatori saranno indicati, designati, scelti dai cittadini, ma poi concretamente eletti a palazzo Madama solo con la ratifica dei Consigli regionali. Renzi, in direzione, oltre ad aprire sugli aspetti tecnici relativi al sistema di elezione dei senatori, ha anche ribadito che “senza riforme questa legislatura non esiste, e non è una minaccia per il futuro, è una constatazione”. E “di fronte al continuo ritornello per cui con le riforme siamo a una svolta autoritaria e antidemocratica, una risata è l'unica risposta immaginabile”. Quanto poi all’eventualità di ammettere emendamenti su tutto l'articolo 2 ci troveremmo di fronte, per il Presidente del Consiglio e Segretario del Pd ad “un fatto inedito”. Diverso il discorso se ci si limitasse a rendere emendabile il solo comma 5 dell'articolo 2. In questo caso ci troveremmo di fronte semplicemente ad un'applicazione di “Costituzione e regolamento senza stravolgimento” e, per Renzi ,si troverebbe la soluzione in “10-12 minuti”. In caso contrario - ha avvertito il Segretario del Pd – “riuniremmo i gruppi di Camera e Senato per decidere cosa fare”.
Secondo il Presidente del Consiglio la “correzione” di cui si sta parlando non cambierebbe la sostanza della riforma, i consiglieri-senatori non sono eletti direttamente, o meglio sono eletti in quanto consiglieri regionali che andranno a fare anche i senatori ma solo come rappresentanti delle regioni.
Poi Renzi ha ricordato il lungo iter della riforma, sottolineando il punto da cui si era partiti per la composizione del futuro Senato: “in diciotto mesi abbiamo ascoltato migliaia di pareri e opinioni. Si puo' dire tutto ma non che sia un testo frutto di un diktat. Io, come Segio Chiamparino, ci avrei tenuto i presidenti delle regioni e i sindaci. E' la tesi iniziale da cui sono partito io”.
Temi che ha toccato anche il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino (che è anche presidente della Conferenza delle Regioni) intervenendo alal direzione del suo partito. “Qualunque sia il sistema che si sceglie per eleggere i senatori – ha detto Chiamparino - bisogna trovare un modo per fare sì che i candidati presidenti e i sindaci delle città metropolitane siano inseriti nel nuovo Senato. Non lo dico per me perché poi non ci sarò più, ma perché se vogliamo che il Senato funzioni dal punto di vista dei territori, provare a farlo senza il presidente o il sindaco è un problema".
Sulle ipotesi di mediazione si è anche espresso il vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani (che è anche Presidente del Friuli Venezia Giulia) che - in un’intervista pubblicata da l’Unità del 22 settembre - sottolinea come non sia il tempo dei “tecnicismi”, ma quello di “riforme e decisioni. "Siamo di fronte a un Ddl approvato in doppia lettura, che sancisce due capisaldi su cui siamo tutti d'accordo: il superamento del bicameralismo perfetto e la diminuzione del numero dei parlamentari. E dobbiamo approvarlo entro il 15 ottobre perché ci aspetta un altro impegno importante, la legge di Stabilità. Non si può mettere in discussione l'ineleggibilità perché significherebbe ripartire da zero e non possiamo permettercelo”. Ma, conclude la Serracchiani, “un punto di mediazione è possibile, non a caso Renzi ha citato la legge Tatarella”.

 



( red / 22.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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