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Regioni.it

n. 2796 - venerdì 25 settembre 2015

Sommario
- Prescrizioni inutili: il parere di Maroni, Zingaretti e Zaia
- Ferrovie: le criticità della delibera dell'Autorità su pedaggi e servizi
- Trasporto pubblico locale: OdG su modalità erogazione risorse
- Fondi europei: il Governo si confronta con Campania e Sicilia
- Panifici e pane fresco: Stato-Regioni, via libera a Regolamento
- Disegno di legge di delegazione europea 2015: parere positivo

Documento della Conferenza delle Regioni del 24 settembre

+T -T
Ferrovie: le criticità della delibera dell'Autorità su pedaggi e servizi

(Regioni.it 2796 - 25/09/2015) Le Regioni e le Province autonome hanno stabilito di fornire una risposta unitaria alla consultazione pubblica che l'Autorità di Regolazione del Trasporto ha avviato in merito alla Delibera 61 del 31 luglio 2015 recante “Principi e criteri per la determinazione dei canoni di accesso e utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria” che cambierà radicalmente il modo con cui sono regolati i pagamenti che le imprese ferroviarie fanno a RFI e agli altri gestori delle infrastrutture per ottenere i servizi necessari alla circolazione dei treni.
Uno dei principali elementi di preoccupazione generale è il cronoprogramma di entrata a regime delle nuove regole che è ritenuto particolarmente critico e con impatti significativi per le Regioni. È previsto, infatti, che i nuovi canoni entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2016, ma saranno definiti da RFI successivamente, con pubblicazione prevista a giugno 2016. La Delibera 61 del 31 luglio 2015 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) relativa a “Principi e criteri per la determinazione dei canoni di accesso e utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria” (pedaggi e servizi) prevede che le differenze potranno essere saldate anche con rateizzazione nei successivi 5 anni.. tutto ciò secondo le Regioni potrebbe dar luogo a debiti o crediti in corso d'anno. Un fatto che va attentamente valutato perché “eventuali modifiche verso l'alto dei costi si ripercuoteranno inevitabilmente sui contratti di servizio che le Regioni hanno in essere”.
Infine le Regioni sottolineano anche “i rischi connessi con una differente ripartizione degli oneri del pedaggio tra le Regioni stesse, quand'anche fosse immutato il totale. Infatti, da un lato, è definito un riparto dell’annuale Fondo Nazionale secondo logiche storiche; dall'altro lato lo Stato […] delinea un nuovo pedaggio che le Regioni pagheranno con il Fondo, senza che sia ad oggi prevista alcuna correlazione con il riparto di quest'ultimo. Anzi: tutto ciò avviene proprio mentre lo stesso Stato sta definendo adeguati correttivi al riparto del Fondo - mediante l'elaborazione dei Costi Standard - che, per esplicita scelta semplificatrice, escludono dal conto qualsiasi riferimento ai costi dell'infrastruttura”.
Tali considerazioni sono contenute in un documento adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 24 settembre e inviato dal Segretario Generale della Conferenza al Segretario generale dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
Si riporta di seguito il testo del documento, senza le allegate “Proposte dettagliate” pubblicate però nella versione consultabile sul sito www.regioni.it, sezione “Conferenze”.
Introduzione
Proseguendo in una prassi avviata con la consultazione dell' ART dello scorso 2014 in tema di Appalti, le Regioni e Province autonome hanno stabilito di fornire una risposta unitaria anche all'attuale Consultazione Pubblica che l'Autorità di Regolazione del Trasporto ha avviato in merito alla Delibera 61 del 31 luglio 2015 recante " Principi e criteri per la determinazione dei canoni di accesso e utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria". A partire dai documenti predisposti dall’Autorità all'avvio della consultazione pubblica, la Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del territorio, attraverso il proprio Coordinamento Tecnico, ha predisposto un programma di lavoro per la raccolta e la sintesi delle proposte prodotte dalle diverse Regioni/P.A .
Il forte impatto che la Delibera 61 avrà sul Trasporto Pubblico Locale ha imposto un 'attenta analisi della stessa al fine di evidenziarne punti di forza e criticità. Le Regioni, con una propria delegazione hanno partecipato anche all'audizione che l' Autorità di Regolazione ha tenuto a Torino il 15 settembre 2015, momento che ha permesso alle stesse non solo di preannunciare il contributo unitario che si concretizza nel presente documento, ma anche di raccogliere i punti di vista degli altri stakeholder.
Le Regioni/P.A. evidenziano che con l'entrata in vigore della delibera cambierà radicalmente il modo con cui sono regolati i pagamenti che le imprese ferroviarie fanno a RFI e agli altri gestori delle infrastrutture per ottenere i servizi necessari alla circolazione dei treni. Infatti, dal 2000 a oggi i canoni sono stati stabiliti dal Governo, dal 2016 saranno invece decisi da RFI e dagli altri gestori applicando le regole generali e i metodi decisi dalla Autorità con la Delibera in oggetto, contenuti in questa delibera su cui le Regioni possono esprimere proposte di modifica.
Un elemento di preoccupazione generale è il cronoprogramma di entrata a regime delle nuove regole che è ritenuto dalle Regioni/P.A. particolarmente critico e con impatti significativi per le Regioni. È previsto, infatti, che i nuovi canoni entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2016, ma saranno definiti da RFI successivamente, con pubblicazione prevista a giugno 2016.
Conseguentemente, nel 2016 le imprese ferroviarie pagheranno acconti calcolati sui canoni 201 5 e conosceranno il loro eventuale ulteriore debito o credito solo nella seconda metà dell'anno. La delibera prevede che le differenze potranno essere saldate anche con rateizzazione nei successivi 5 anni. Questa procedura determinerà eventualmente il sorgere di debiti o di crediti in corso d'anno e questo è considerato dalle Regioni/P.A. una criticità che deve essere attentamente presidiata, poiché le eventuali modifiche verso l'alto dei costi si ripercuoteranno inevitabilmente sui contratti di servizio che le Regioni hanno in essere o stanno sottoscrivendo con Trenitalia e con altri operatori ferroviari (in molti casi con la clausola PEF-CER che prevede forme di adeguamento del corrispettivo) e potranno pertanto variare in modo imprevisto gli impegni di spesa a carico dei bilanci regionali.
Data l'impossibilità di stimare gli impatti finanziari del nuovo sistema di canoni sulla sola base della formulazione teorica contenuta nella delibera n.61, si riportano alcune proposte di modifica puntuali ritenute prioritarie e particolarmente rilevanti delle Regioni/P.A., riservandosi di formulare, nelle sedi istituzionali opportune, ulteriori osservazioni riguardanti l'allocazione delle risorse che oggi finanziano il pagamento dei canoni per l'utilizzo delle infrastrutture ferroviarie per servizi di trasporto pubblico locale nell'ambito dei contratti di servizio con le IF.
Osservazioni di carattere generale
Benché la procedura di consultazione della Delibera 61 preveda prioritariamente la formulazione di osservazioni puntuali, le Regioni ritengono opportuno evidenziare in premessa alcuni temi di livello strategico sugli impatti della delibera, esprimendo significative preoccupazioni per l'intero assetto del sistema di pedaggi delineato dalle nuove norme. La larga parte di tali preoccupazioni è stata condivisa anche dagli altri stakeholder che hanno partecipato all'Audizione del 15/9/2015.
I principali punti di attenzione riguardano i seguenti temi:
retroattività del nuovo metodo: viene considerato estremamente critico che il nuovo metodo sarà applicato già dall'inizio del 2016, quando il metodo stesso verrà reso noto soltanto a metà 2016 (Misure 4 e 58). Questo significa che non solo l'orario 2016 ma addirittura la richiesta tracce 2017 dovranno avvenire senza conoscenza dei nuovi costi; rischio di spostamento di oneri dallo Sta to agli altri soggetti: dal momento che il nuovo pedaggio viene definito come la differenza tra i costi del GI e quanto ricevuto dallo Stato, si intravede la possibilità che il meccanismo sia utilizzato per dirottare una quota di oneri dallo Stato al pedaggio e quindi, inevitabilmente agli utilizzatori finali (IF per i servizi di mercato, Regioni e dunque cittadini per i servizi a committenza pubblica); nuova schematizzazione della rete: la ridefinizione della rete contenuta nella Misura 25 appare problematica in quanto molto diversa dall'attuale; in particolare viene visto con preoccupazione il fatto che la categoria più simile all'attuale rete AV vada a comprendere anche le linee da 200 km/h e i valichi internazionali; impossibilità di simulare gli impatti dcl nuovo pedaggio: dal momento che l'ART ha solo definito i principi di calcolo, mentre i valori saranno calcolati dal GI, risulta oggi del tutto impossibili avere una qualunque idea degli impatti, a maggior ragione se si tiene conto che non è noto nemmeno l'ammontare complessivo che il GI dovrà ricavare dai pedaggi; insufficienza/inadeguatezza dei price cap: la Misura 31 contiene tre price cap sui valori del nuovo pedaggio, che tuttavia appaiono parziali e inadeguati allo scopo, in quanto agiscono solo su valori medi e solo su specifiche parti della rete (nodi e rete a livello di servizio elevato), mentre nel caso reale sarebbe economicamente rilevante un cap che desse una garanzia più precisa ai singoli contratti di accesso.
Le Regioni, anche sulla base dell'esperienza acquisita in precedenti modifiche dei Fondi relativi al TPL, enfatizzano i rischi connessi con una differente ripartizione degli oneri del pedaggio tra le Regioni stesse, quand'anche fosse immutato il totale. Infatti, da un lato, è definito un riparto dell’annuale Fondo Nazionale secondo logiche storiche; dall'altro lato lo Stato, attraverso ìl Gl, delinea un nuovo pedaggio che le Regioni pagheranno con il Fondo, senza che sia ad oggi prevista alcuna correlazione con il riparto di quest'ultimo. Anzi: tutto ciò avviene proprio mentre lo stesso Stato sta definendo adeguati correttivi al riparto del Fondo - mediante l'elaborazione dei Costi Standard - che, per esplicita scelta semplificatrice, escludono dal conto qualsiasi riferimento ai costi dell'infrastruttura.
 


( Stefano Mirabelli / 25.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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