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Regioni.it

n. 2797 - lunedì 28 settembre 2015

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 1° ottobre
- Rischio paralisi per gli investimenti di Regioni ed enti locali
- Istat: cresce fiducia consumatori
- Mezzogiorno: De Vincenti incontra Pigliaru e D'Alfonso
- Stato-Regioni il 1° ottobre
- Conferenza Unificata il 1° ottobre

Inchiesta de "il Sole 24 ore" del lunedì

+T -T
Rischio paralisi per gli investimenti di Regioni ed enti locali

Delrio: "siamo al fianco delle famiglie e delle imprese in questo percorso, sia con la riduzione fiscale che abbiamo operato sia con nuovi investimenti che ci apprestiamo a licenziare"

(Regioni.it 2797 - 28/09/2015) Il Ministro Delrio, commentando i dati Istat (vedi notizia successiva), conferma l’intenzione dell’esecutivo, di accelerare sulla strada delle riduzioni fiscali e preannuncia una nuova fase per gli investimenti. Per Delrio “i dati sui consumi, sulla fiducia e persino sul mercato immobiliare ci dicono che il paese ha ricominciato a credere in se stesso”. E come governo, prosegue il ministro, “siamo al fianco delle famiglie e delle imprese in questo percorso, sia con la riduzione fiscale che abbiamo operato sia con nuovi investimenti che ci apprestiamo a licenziare”.
Che ci sia bisogno di un rilancio della politica degli investimenti è cosa nota, meno conosciuto è invece il rischio di blocco per questo genere di intervento pubblico a causa dell’obbligo del pareggio di bilancio per Regioni ed enti locali. Eppure l’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni già ad agosto aveva segnalato questo pericolo, mettendosi anche a disposizione del Governo per proposte che consentissero di uscire dall’impasse.
Il Sole 24 ore del lunedì (del 28 settembre) ha lanciato in prima pagina un ampio servizio (dal titolo “emblematico”: “investimenti a rischio blocco”), corredato di dati e tabelle, da cui si evince , fra l’altro, che con il pareggio di bilancio si riducono ad un terzo i preventivi di spesa pubblica che nel 2016 supererebbero di poco i 4,5 miliardi, rispetto ai 15,8 del 2015 (vedi tabella seguente, clicca sopra per ingrandirla).
 Fonte: Il Sole 24 ore del luned' - 28 settembre 2015
 
Insomma “rischiano la paralisi gli investimenti pubblici” e “a frenare la spesa in conto capitale per le opere pubbliche non sono solo le coperture da trovare per la manovra. Sui conti di Regioni ed enti locali pesa appunto anche la legge sul pareggio di bilancio che verrà applicata proprio da gennaio 2016.
“Nel Def - scrive il Sole 24 ore - è previsto un calo della spesa in conto capitale del 10% per i prossimi 4 anni, mentre le Regioni a statuto ordinario hanno programmato solo 4, 5miliardi di investimenti”.
Nelle prospettive della finanza pubblica, sottolinea ancora l’articolo de Il Sole 24 ore, “si nasconde ancora una buona dose di austerità. La si incontra alla voce “investimenti”, ed è quindi tutt'altro che indifferente per le prospettive di crescita effettiva del reddito nazionale. Tradotta dal linguaggio dei conti, la “spesa in conto capitale” significa infatti infrastrutture, strade, edilizia, ma anche opere contro il dissesto idro-geologico e per il rinnovamento energetico, rinnovamento di strutture (per esempio sanitarie) e investimenti per la valorizzazione di immobili”.
Un problema ulteriore – ricorda ancora Il Sole 24 ore - è che l’obbligo di pareggio di bilancio “a livello nazionale è stato appena rinviato di un altro anno, al 2018, proprio in nome della flessibilità contrattata con Bruxelles per dare più spinta alla ripresa, ma per i conti di Regioni ed enti locali l'appuntamento è rimasto in agenda per l'anno prossimo e porta con sé parecchie conseguenze: una complessa griglia di regole ai saldi di bilancio, e una stretta al debito che impedisce ai territori di generare nuovo passivo in misura superiore a quello rimborsato nello stesso periodo”.
Certamente “una regola aurea per un Paese super-indebitato come il nostro”, solo che “il 92% del debito pubblico è scritto nei bilanci dell'amministrazione centrale” e quindi “la nuova austerità, per ora, si concentrerebbe quindi solo sull'altro 8%, che pesa sui conti delle Regioni e, in misura minore, di Comuni e Province. Il rischio, evocato in modo corale da amministratori di ogni colore politico ( e qui è evidente il riferimento al comunicato stampa di inizio agosto dell’ufficio di Presidenza della Conferenza delle Regioni) è il “blocco assoluto degli investimenti”, ma sarebbe sbagliato liquidare la questione come la solita cantilena anti-tagli: anche al Governo la preoccupazione è palpabile, soprattutto da parte dei tecnici, ed è intenso il lavorio per provare a smussare un po' la novità in chiave attuativa”.
Nel Documento di economia e finanza (Def) appena aggiornato dal Governo - prosegue l’articolo de Il Sole 24 ore - che nei prossimi quattro anni prevede una flessione del 10,4% della spesa in conto capitale messa in campo da tutta la Pubblica amministrazione, centrale e locale. Ma le cifre più allarmanti si leggono quando si stringe l'inquadratura sui soli conti regionali: il prossimo anno, stando ai bilanci di previsione 2015-2017 delle Regioni, la spesa in conto capitale nei territori a Statuto ordinario supererà di qualche spicciolo i 4,5 miliardi di euro, per scendere ancora di un miliardo abbondante nel 2017.
“È un disastro, che può costarci anche oltre un punto di Pil” taglia corto Massimo Garavaglia, coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni e assessore al Bilancio della Lombardia, sentito sempre da Il sole 24 ore. “Senza gradualità nell'applicazione delle nuove regole si brucia ogni possibilità di investimento. Le Regioni accettano la sfida dei sacrifici, noi per esempio abbiamo ridotto da 16 a 3 le Asl e tagliato drasticamente organici dirigenziali e non, ma bisogna poter reinvestire per lo sviluppo”.

 Pareggio di Bilancio: la proposta delle Regioni al Governo


( sm / 28.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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