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Regioni.it

n. 2798 - martedì 29 settembre 2015

Sommario
- Ok a due decreti per evitare aumento accisa benzina e per decoro scuole
- Def: audizione della Banca d'Italia al Senato
- Tagli sanità: Veneto ricorre alla Consulta
- Reti d'impresa e contratti pubblici: guida per stazioni appaltanti
- Federalismo: Ugo Rossi, Enrico Rossi e Arno Kompatscher
- Farmacie: nuova "carta della qualità" di Federfarma e Cittadinanzattiva

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Federalismo: Ugo Rossi, Enrico Rossi e Arno Kompatscher

(Regioni.it 2798 - 29/09/2015) “Bisogna valorizzare le responsabilità delle regioni ordinarie e non ragionare sui buchi nel bilancio della Regione Sicilia. Bisogna ribaltare il tema e noi qui dobbiamo accettare la sfida di costare meno ed essere dentro alle logiche di spesa, agli standard", ha detto il Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi intervenuto a Bolzano ad un dibattito sull'autonomia, organizzato il 26 settembre dal giornale Alto Adige in occasione dei festeggiamenti per i propri 70 anni.
All'incontro è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti che ha difeso l'autonomia "matura" del Trentino-Alto Adige, dettata da motivazioni storiche.
Tema ripreso con forza dl Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher intervenuto alla tavola rotonda: “l'autonomia - ha detto - non è provvisoria, ma neanche statica. E' dinamica, in continuo sviluppo. Noi eravamo poveri, ma - anche grazie all'autonomia - non lo siamo più e ora ci siamo e contribuiamo a sanare i conti pubblici”. “Se andiamo a vedere i dati, ha continuato Kompatscher, noi figuriamo al quinto posto fra le regioni in quanto a contributi pro capite. Siamo dietro a Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Noi diamo il nostro contributo”. “Se federalismo vuole dire dare tutto a tutti, non può funzionare, perché alcune regioni non sono pronte, ma altrove, in Germania, Austria in Svizzera funziona e può funzionare anche da noi", ha sottolineato il Presidente. Altoatesino  “Noi vogliamo sviluppare ancora la nostra autonomia e per farlo andiamo di pari passo col Trentino a cui siamo legati per Statuto e nella Regione, ma se fosse necessario – ha sottolineato Kompatscher - noi come Provincia autonoma di Bolzano potremmo anche marciare da soli, perché c'è un'ulteriore peculiarità che noi abbiamo e che è stata ribadita nella lettera fra Italia e Austria che è seguita al recente accordo finanziario ovvero l'ancoraggio internazionale garantito dall'Austria con funzione tutrice”.
In uno dei passaggi principali dell'intervento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, alla tavola rotonda - moderata dal direttore del quotidiano Alto Adige, Alberto Faustini - ha sostenuto che “c'è una necessità primaria oggi: ricostruire l'unità del Paese e della politica. Dopo una stagione troppo lunga di localismi e una sorta di federalismo per abbandono, la riforma costituzionale deve avere questo senso. A questo obiettivo nessuno può sottrarsi, neanche le Regioni a statuto speciale”.
“Il superamento del Titolo V - ha aggiunto Rossi - non vale per le Regioni speciali e questo acuisce un'asimmetria con quelle a statuto ordinario che non è più sostenibile e giustificabile. La semplice difesa di ciò che si è conquistato non regge di fronte a mutamenti profondi come quelli attuali. Alla fine, con il recupero di centralità da parte dello Stato che la riforma sta operando, la forbice di poteri e di opportunità offerte ai residenti delle diverse Regioni sarebbe, paradossalmente, destinata ad allargarsi. Ma questo significa mettere in discussione principi costituzionali fondamentali, a partire da quello di garantire uguali diritti a tutti i cittadini della Repubblica. L'articolo 116 deve poter consentire un federalismo a geometria variabile per sanare il disequilibrio tra Regioni speciali e ordinarie”.
“Sono entrato in questo dibattito qualche mese fa - ha ricordato Rossi - spinto da una vicenda molto semplice: il caso di un'azienda importante che si e' spostata dalla Toscana al Trentino attirata dai vantaggi fiscali. Penso, come ho già detto, che quelle ragioni storiche e geopolitiche che portarono al riconoscimento di un'autonomia speciale per cinque Regioni italiane oggi non sussistano più. Dico queste cose - ha proseguito - in una terra che merita grande rispetto per la sua storia e per grandi uomini come Alcide De Gasperi e Alex Langer. Una terra con la quale la Toscana ha condiviso l'esperienza storica del buon governo degli Asburgo-Lorena, una delle fonti del forte spirito civico che connota queste due Regioni. Credo - ha concluso - che una battaglia per un Paese più unito e solidale possiamo combatterla insieme".
Il problema è che "l'Italia non è un Paese federalista”, come ha sostenuto il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, intervenendo recentemente, insieme al collega trentino, Ugo Rossi, ad un altro incontro ("Autonomia, quo vadis?" organizzato da Sindacato e Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige). “C'è – secondo Kompatscher - una nuova tendenza centralista che non è positiva per le autonomie speciali  
Secondo Ugo Rossi esiste una sorta di "invidia” e un “pregiudizio” nei confronti delle autonomie speciali e poi “in un contesto di tagli è facile puntare il dito contro le autonomie speciali”. Oltre che del passato e dei difficili rapporti con le altre regioni e con il governo, nonostante le rassicurazioni del presidente del consiglio Matteo Renzi, i due presidenti hanno gettato uno sguardo sul futuro. "Sarebbe un errore aspettare che la pressione aumenti per avviare il dibattito sulla riforma dell'autonomia", ha detto Kompatscher. L'obiettivo della riforma è "andare oltre", ha aggiunto il presidente altoatesino, perché l'attuale statuto "non parla mai di Europa e questo è avvenuto perché l'Europa era molto diversa, mentre oggi è molto più presente nelle nostre vite ed anche nelle nostre autonomie”. “Dobbiamo discuterne tra noi con Trento e coinvolgere anche l'Austria per confermare l'ancoraggio internazionale”, ha aggiunto Kompatscher. La partita della riforma dell'autonomia “si vince se vinciamo in due”, gli ha fatto eco Rossi, sottolineando che oltre al confronto in sede locale, ad esempio nella Convenzione, o con il governo, occorre inserirsi nel processo della riforma costituzionale in atto. "Autonomia significa responsabilità, questo è stato riconosciuto dal presidente Renzi. “L'autonomia - ha concluso Kompatscher – porta un plusvalore”.



( red / 29.09.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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