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Regioni.it

n. 2801 - venerdì 2 ottobre 2015

Sommario
- Lorenzin: livelli essenziali sono priorità, attuarli con legge di stabilità
- Ogm: Italia comunica a UE lo stop a coltivazioni geneticamente modificate
- Istat su andamento economia italiana
- Fondi UE: De Vincenti ha incontrato Pittella, Emiliano e Frattura
- Apprendistato: osservazioni su decreto per standard e percorsi
- Appalti: Anna Casini nuovo Presidente di Itaca

+T -T
Istat su andamento economia italiana

(Regioni.it 2801 - 02/10/2015) Gli ultimi dati Istat forniscono un quadro, fatto più di luci che di ombre, sull’andamento della nostra economia. Ad esempio sale la ricchezza delle famiglie e aumenta la spesa pubblica, nel contempo le famiglie spendono di più ma hanno meno risparmi, scendono i prezzi della case ma sale la pressione fiscale.
Per quanto riguarda i conti pubblici nel secondo trimestre del 2015 le uscite per investimenti fissi lordi salgono del 4,8% su base annua, passando a 9,1 miliardi, dagli 8,7 miliardi di euro dello stesso periodo del 2014 (+418 milioni). Sono le ultime rilevazioni Istat che aggiornano i dati sul conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche.
Mentre la diminuzione dei prezzi delle abitazioni rispetto al 2010 raggiunge il -14,0%. L'Istat diffonde così i dati sul secondo trimestre 2015. Alla riduzione concorrono sia le abitazioni esistenti sia le nuove, i cui prezzi sono scesi rispettivamente del 19,0% e dell'1,9%.
Per quanto riguarda il potere acquisto, si segnala un +1,1% annuo nel secondo trimestre, ed è la maggior crescita dal 2007. Sale il reddito a +1,3% e la spesa +0,8%.
Comunque secondo gli ultimi dati Istat la fiducia dei consumatori migliora in modo significativo a settembre. Un dato che nel nostro Paese non si rilevava da molto tempo, considerato anche il fatto che lo stesso andamento vale anche per le imprese.
Nel contempo il rapporto deficit Pil nel 2/o trimestre è risultato pari allo 0,9%, -0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo 2014. L'Istat registra per i primi sei mesi 2015 un indebitamento netto pari al 3,2% del Prodotto interno lordo, anche in questo caso in calo (dal 3,5%). La pressione fiscale si è attestata al 43,2%, -0,1 punti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per il complesso dei primi sei mesi il valore è al 41,1%, lo stesso della prima parte dello scorso anno. Entrate in aumento (+0,7% su base annua) con la spinta soprattutto delle imposte indirette (+2,6%), come quelle sui consumi.
La fiducia dei consumatori è a 112,7 da 109,3 di agosto, raggiungendo il livello più alto da oltre 13 anni, con tutte le componenti in evoluzione, a partire da quella economica (a 143,2 da 133,1 di agosto).
Nel contempo si rilevano anche progressi in tutti i settori anche per l'indice composito del clima di fiducia delle imprese, che sale a 106,2 da 103,9, al livello più alto dall'inizio della crisi. E’ un livello record da novembre 2007, quasi otto anni fa (quando erano 107,1).
Nel contempo l’Istat ha reso che ad agosto 2015 le retribuzioni contrattuali orarie sono invariate rispetto al mese precedente e aumentano dell'1,2% nei confronti di agosto 2014. L'incremento tendenziale è dell'1,7% nel settore privato e nullo nella pubblica amministrazione a causa del blocco dei contratti. I settori con la crescita maggiore delle retribuzioni sono: agricoltura (4,0 %), energia e petroli, estrazione minerali, gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3%) e metalmeccanico (2,7%).
Sempre l’Istat rileva che l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è pari nel 2014 al 3% (2,9% nel 2013), valore invariato rispetto alla stima pubblicata in precedenza. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) presenta un avanzo pari all'1,6% del Pil.
In crescita anche le vendite al dettaglio a luglio 2015 aumentano dello 0,4% in
valore su giugno e dell'1,7% su luglio 2014. Nei primi sette mesi dell'anno il valore delle vendite è salito dello 0,7% su base tendenziale con +1,3% per gli alimentari e +0,3% per i non alimentari.
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto lievemente (+0,1%), mentre il relativo potere d'acquisto è diminuito dello 0,2%.
La propensione al risparmio delle famiglie scende all'8,7% (dal 9,1% del 2013).
Inoltre l'Istat rivede la pressione fiscale del 2014 che sale di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime di marzo, passando dal 43,4% al 43,6% del Pil. Lo rende noto l'istituto di statistica nella revisione dei conti economici 2012-2014. Per l'anno 2014 c'è stato “un rialzo di 364 milioni” delle uscite e di “328 milioni” delle entrate, e pertanto “la pressione fiscale risulta aumentata di due decimi di punto percentuale”.
Nel 2014 il Pil ha segnato un calo dello 0,4% mentre il rapporto deficit/Pil si è attestato al 3%.


( gs / 02.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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