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Regioni.it

n. 2803 - martedì 6 ottobre 2015

Sommario
- Legge di stabilità 2016: Conferenza delle Regioni l'8 ottobre
- Legge di stabilità e risorse per la sanità: trattative Governo-Regioni
- Istituto Superiore di Sanità e Aifa: urge approvazione Piano Vaccini
- Serracchiani incontra corregionali a New York
- Istat: continuano indicatori economici positivi
- Emiliano lancia l'allarme del commissariamento della sanità

+T -T
Legge di stabilità e risorse per la sanità: trattative Governo-Regioni

(Regioni.it 2803 - 06/10/2015) Il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino si è recato nel tardo pomeriggio del 5 ottobre a Palazzo Chigi. Al centro del vertice con il Governo - al quale hanno preso parte altri rappresentanti delle Regioni - la sanità, anche in vista della Legge di Stabilità. Peraltro Giovedì 8 ottobre è stata convocata la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (vedi notizia precedente) proprio per discutere dei rapporti in materia finanziaria con il Governo, con particolare riferimento alla Legge di stabilità 2016.
Nei giorni scorsi Chiamparino aveva sollecitato il Governo per un incontro in tema di sanità prima della Legge di Stabilità. "Credo - aveva detto - sia utile e urgente un incontro con il presidente del Consiglio Renzi per trovare un accordo prima della legge di stabilità”.
Il punto al centro della "trattativa" sono le risorse del Fondo sanitario nazionale 2016, che nel 2013 erano 106 miliardi, quest'anno ammontano a 110 miliardi.
L'accordo tra Governo e Regioni siglato in occasione del Patto della Salute prevedeva 2 miliardi in più quest'anno e 3 il prossimo. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha però finora parlato di 111 miliardi, dunque 1 solo miliardo in più. “Io ritengo che 1 solo miliardo su 5 in più non sia sufficiente a ottenere quegli obiettivi che lo stesso Governo vuole perseguire. Con il Governo abbiamo gli stessi obiettivi, il punto è capire se le risorse sono sufficienti o no”, aveva detto giovedì 30 settembre il presidente della Conferenza delle Regioni.
Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa al centro dell'incontro avvenuto a Palazzo Chigi, ci sarebbero stati i costi standard per la Sanità, da prevedere subito già nella Legge di Stabilità, La manovra potrebbe quindi prevedere un'accelerazione nella loro adozione a sistema che porterebbe un deciso risparmio nella spesa.
L'adozione dei costi standard - ovvero l'applicazione omogenea dei prezzi, da quello della siringa di plastica, passando per il pasto, fino alla lavanderia, per giornata di degenza del paziente - è sempre stata sollecitata con particolare forza da alcuni Presidenti di Regione. Questo spiega l’accento positivo del Presidente della Lombardia Roberto Maroni, che subito dopo l'incontro ha twittato: "#lavoltabuona?" E il giorno dopo, il 6 ottobre, Maroni è ancora più esplicito: “l'impegno che mi ha dato personalmente il presidente Renzi è di mettere il principio dei costi standard nella legge di Stabilità. Questo sarebbe davvero un fatto epocale. Sono molto interessato a capire se riusciremo a convincere il Governo a fare finalmente una cosa giusta”, ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti in Consiglio regionale, a margine dell'iniziativa promossa dalla 'Carovana internazionale antimafie', 'Grandi opere e appalti di servizi: le periferie del lavoro' “Ieri (5 ottobre, ndr) si è aperto questo tavolo di confronto con il Governo. E' partito bene - ha spiegato Maroni - Se sono rose fioriranno. Ci rivedremo la prossima settimana. E' una battaglia che facciamo molto volentieri, perché vuol dire ridurre la spesa pubblica e spendere meglio. Il modello Lombardia, se venisse esteso in tutte le Regioni, farebbe risparmiare 23 miliardi. Lo dice uno studio della Confcommercio", ha ricordato il Presidente. Tra gli altri temi toccati ieri nell'incontro a Palazzo Chigi, ha riferito Maroni, “il Fondo sanitario, i conti e i criteri per ripartire la spesa, ponendo il principio che bisogna distinguere tra comportamenti virtuosi e comportamenti non virtuosi, premiando le Regioni virtuose e diffondendo questi metodi di spesa in tutte le Regioni”.
Recentemente anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha sostenuto che con l'applicazione dei costi standard, dopo un periodo di assestamento, “anche chi spreca sarà costretto a stare attento a come spende i soldi e il gap diminuirà fino a scomparire, stante che tutti gli osservatori sono unanimi nel dire che si cura peggio dove si spende troppo".
Secondo alcuni osservatori l'introduzione dei costi standard potrebbe risultare utile alle Regioni anche per “spuntare” qualche risorsa in più per il Fondo sanitario nazionale, fermo quest'anno a 110 miliardi di euro (dopo tagli da oltre 2 miliardi).
 
 
 
 


( red / 06.10.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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