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Regioni.it

n. 2805 - giovedì 8 ottobre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Chiamparino, confronto con Governo il 13 ottobre
- Legge di stabilità: Toti, "forte preoccupazione" nelle Regioni
- Piano nazionale vaccini: presto in Conferenza Stato-Regioni
- Enit: insediato nuovo consiglio di amministrazione
- Riforma della Costituzione: ok a riassetto competenze Stato-Regioni
- Napolitano: con riforma migliore definizione titolo V Costituzione

+T -T
Legge di stabilità: Toti, "forte preoccupazione" nelle Regioni

Zaia: "saranno lacrime e sangue"

(Regioni.it 2805 - 08/10/2015) “Oggi le Regioni sono al limite della sussistenza: se si dovesse andare oltre noi governatori non saremmo più in grado di garantire ciò per cui questi enti sono nati”: lo ha riferito il Vicepresidente della conferenza delle Regioni e presidente della Liguria, Giovanni Toti, parlando dei possibili nuovi tagli imposti alle Regioni con la legge di stabilità.
A questo punto, ha aggiunto, "il governo farà le sue scelte e la Conferenza delle Regioni ne prenderà atto e si comporterà di conseguenza. A mio modo di vedere bisogna capire bene cosa vuole fare l'esecutivo delle Regioni, perché nei prossimi anni, se si continuerà di questo passo, sarà molto difficile garantire i servizi ai cittadini. Il tavolo tecnico con il Mef è in corso - ha concluso Toti - dopodiché immagino che un chiarimento complessivo da parte del governo sia più che utile". “Francamente mi sembra che il governo abbia intenzione di tagliare ancora sulla spesa corrente e sulla sanità. C''è grande preoccupazione da parte di tutti i governatori di centrodestra e centrosinistra”.
“Il governo sta mettendo a punto una manovra che prevede per le Regioni lacrime e sangue, siamo tutti piuttosto allarmati”, ha riferito invece il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni, che l’8 ottobre all'ordine del giorno aveva proprio l'esame della legge di stabilità.
“Questo governo, è bene ricordarlo, ha tagliato il 36% delle risorse alle Regioni - ha aggiunto Zaia - a fronte del 12% ai Ministeri. Inoltre noto che non si ha il coraggio di applicare i costi standard, grazie ai quali sarebbero possibili risparmi per circa 30 miliardi di euro di interessi per il debito pubblico". In Veneto, ha ricordato ancora il presidente, "dal 2010 sono stati tagliati 900 milioni e ora se vogliamo chiudere il bilancio servono altre risorse che possono essere reperite soltanto con l'imposizione di nuove tasse, cosa che io non voglio fare. Il decreto 68 sui costi standard - ha aggiunto Zaia - è molto chiaro e, vorrei ricordarlo al governo, è pronto dal 2011”.
“Niente costi standard né in sanità né in altri settori, politica dei tagli trasversali confermatissima, anche se da questo Governo non c'era da aspettarsi altro. Il nostro giudizio è assolutamente negativo. Il Veneto è sulle barricate”, ha ricordato Zaia.
“In questa fase - ha detto - non è proprio il caso di parlare di fondi o fondini perequativi di nessun genere. La verità è che rischiamo seriamente di dover dire ai cittadini che se si vogliono curare sarà meglio che si assicurino. Ma il Veneto non ci sta e non ci starà mai a rimettere le mani nelle tasche della gente. Siamo gli unici a non aver imposto l'addizionale regionale Irpef e non lo faremo mai”.
“Per una Regione virtuosa come il Veneto - ha rilevato Zaia - dal 2010 ad oggi sono stati tagliati 900 milioni in generale; 230 milioni in meno arrivano per il solo 2015 ad una delle poche sanità con i conti in attivo d'Italia, nuovi tagli già pronti per il 2016. Una situazione drammatica e inaccettabile, anche in considerazione del fatto che se ovunque si applicassero i criteri gestionali del Veneto, lo Stato potrebbe risparmiare 30 miliardi l'anno, pari a un terzo degli interessi sull'intero debito pubblico nazionale”.


( sm / 08.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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