Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2805 - giovedì 8 ottobre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Chiamparino, confronto con Governo il 13 ottobre
- Legge di stabilità: Toti, "forte preoccupazione" nelle Regioni
- Piano nazionale vaccini: presto in Conferenza Stato-Regioni
- Enit: insediato nuovo consiglio di amministrazione
- Riforma della Costituzione: ok a riassetto competenze Stato-Regioni
- Napolitano: con riforma migliore definizione titolo V Costituzione

+T -T
Riforma della Costituzione: ok a riassetto competenze Stato-Regioni

Via libera all'articolo sul "federalismo differenziato"

(Regioni.it 2805 - 08/10/2015) Prosegue l’iter parlamentare del Ddl di riforma della costituzione. L’8 ottobre il Senato ha approvato un emendamento di Francesco Russo (Pd), riformulato e fatto proprio dal governo, che amplia le materie che possono essere devolute dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario. I sì sono stati 165, i no 85, gli astenuti 14. Essendo un emendamento che sostituisce l'intero articolo 30 questo non verrà votato.
A favore dell'emendamento hanno votato i partiti della maggioranza, Ala e le tre senatrici di Fare!. La senatrice della minoranza Dem, Maria Cecilia Guerra non ha votato, in dissenso dal suo gruppo.
Il ddl Boschi prevede che “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”, possano essere attribuite alle Regioni, su loro richiesta, e se hanno i conti a posto, con una legge approvata da entrambe le Camere. Tale devoluzione, nel testo approvato dalla Camera, riguarda la giustizia “limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace”, l'istruzione, le politiche attive del lavoro e all'istruzione e formazione professionale, la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, e il governo del territorio.
L'emendamento di Russo, fatto proprio dal governo con una riformulazione, aumenta le materie che possono essere devolute dallo Stato alle Regioni includendovi anche le “disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali” e il commercio con l'estero.
Il Senato ha approvato anche l'articolo 31 del ddl Boschi, che riscrive l'articolo 117 della Costituzione, vale a dire l'assetto federale dello Stato, con l'eliminazione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni. I sì sono stati 158, i no 89, gli astenuti 6.
E’ prevista una specifica "clausola di salvaguardia" a tutela dell''unità giuridica o economica della Repubblica o dell''interesse nazionale. In altre parole, in caso di una minaccia una legge dello Stato potrà regolare anche in materie di competenza legislativa regionale. La riforma inoltre modifica la ripartizione di competenze tra Stato e Regioni fissate dall''articolo 117 della Costituzione (frutto della riforma del 2001) recependo anche l''orientamento espresso dalla giurisprudenza costituzionale in occasione dei conflitti interpretativi che hanno contrapposto in molte occasioni lo Stato alle Regioni. A regime, lo Stato sarà responsabile esclusivo del coordinamento della finanza pubblica, di alcune politiche (come quelle ''attive'' del lavoro, della promozione della concorrenza e della disciplina dell''ambiente e delle infrastrutture strategiche). Parallelamente all''ampliamento delle competenze dello Stato, viene soppressa la competenza legislativa "concorrente" attualmente ripartita tra Stato centrale e Regioni.
L’esecutivo ha accettato anche  un ordine del giorno di Raffaele Ranucci (Pd) che "impegna il governo a prendere in considerazione prima dell'entrata" in vigore del ddl di riforma, "l'opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni".
Ranucci aveva proposto, nel suo ordine del giorno, di ridurre le Regioni "ad un numero massimo di dieci". E' quindi intervenuto per il governo il sottosegretario alle riforme Luciano Pizzetti che ha accolto il documento a patto che fosse eliminata l'indicazione del numero massimo di dieci. Essendo fatto proprio dal governo, l'ordine del giorno non è stato posto ai voti. Si è aperto però un breve dibattito sull'odg. Il due senatori veneti del Pd, Ludovico Sonego e Carlo Pegorer, e il molisano Roberto Ruta, anch'egli del Pd, hanno contestato il testo, difeso invece dalla Dem Donella Mattesini. Walter Tocci, da sempre favorevole alla riduzione delle Regioni, ha però criticato la modalità di affrontare il tema, "con un ordine del giorno, come se fosse una cosa minimale, e invece è la vera riforma". Il gruppo dei Conservatori e Riformisti si è invece dichiarato d'accordo. I senatori di M5s si sono detti contrari, a partire dal metodo con cui il tema è stato posto: "Ormai non siamo in una Repubblica parlamentare, siamo in un Califfato", ha detto Giovanni Endrizzi, mentre una esterrefatta Paola Taverna ha quasi gridato: “Ma voi state proprio male”. Preoccupatissimo Luciano Uras, deputato sardo di Sel: “Con le macroregioni si faranno più forti le spinte scissioniste. L'Italia finirà come Urss”.



( red / 08.10.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top