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Regioni.it

n. 2811 - venerdì 16 ottobre 2015

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 20 ottobre
- Conferenza Stato-Regioni il 20 ottobre
- Conferenza Unificata il 20 ottobre
- UE: la strategia della regione Adriatico-Ionica
- 19-21 ottobre 2015: sciopero nazionale benzinai impianti autostradali
- Malattie rare: in provincia autonoma di Bolzano medicinali gratuiti

+T -T
UE: la strategia della regione Adriatico-Ionica

Interventi di Serracchiani, Mogherini, Emiliano, Bonaccini, Ceriscioli, D'Alfonso

(Regioni.it 2811 - 16/10/2015) La Strategia adriatico-ionica è “un'occasione e un'opportunità per tutta l'Unione, anche nell'ottica del processo di stabilizzazione dell'area balcanica, oggi più che mai indispensabile”. Così il presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso degli incontri che si sono svolti a Bruxelles sul tema.
“La vera prospettiva dei Balcani occidentali – ha sostenuto Federica Mogherini, alto rappresentante Ue per gli Affari esteri - non può che essere l'integrazione europea", aprendo i lavori del convegno sulla Strategia adriatico-ionica/Eusair per il lavoro e la crescita. Alla manifestazione, promossa dalla regione Emilia-Romagna, hanno partecipato alcuni presidenti delle Regioni italiane aderenti a questa macroregione, che coinvolge otto Paesi comunitari ed extra Ue per circa 70 milioni di abitanti.
Debora Serracchiani ha inoltre sottolineato come questa strategia rappresenti “un'occasione e un'opportunità per tutta l'Unione, anche nell'ottica del processo di stabilizzazione dell'area balcanica, oggi più che mai indispensabile”.  
Una regione adriatico-ionica che è al tempo stesso "porta dell'Unione europea e parte integrante dell'Europa", ha osservato Mogherini.
E proprio le reti dei trasporti e dell'energia, nell'ambito di quella necessaria "piattaforma di rafforzata e coordinata cooperazione - evidenzia Serracchiani - consentono di affrontare sfide che non possono essere risolte in maniera autonoma ma richiedono una responsabilità e azione congiunta”. E’ questo uno dei pilastri di Eusair, affidato al coordinamento del Friuli Venezia Giulia.
“Rimane centrale la difesa del mare", ha dichiarato invece il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, sottolineando la necessità di "rammendare" una rete ferroviaria oggi frammentata e di sviluppare una "comunità portuale" dell'area.
Per fare ciò, ha indicato Serracchiani (e, in collegamento video da Roma, anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi) è indispensabile attivare su Eusair i fondi strutturali di investimento europei, i fondi nazionali e il Piano Junker per gli investimenti, nonché i programmi Ue gestiti direttamente dalla Commissione, quali "Horizon 2020" e "Connecting Europe Facility".
Serracchiani ha ricordato come il potenziamento dell'intermodalità e l'aumento di investimenti infrastrutturali "di piccole dimensioni" in Italia porterebbe ad un incremento del Pil nazionale di 2,8 punti percentuali.
Emiliano ha evidenziato che “la centralità della difesa del mare è per noi un elemento di fondamentale importanza. Vorrei ricordare che ben otto regioni italiane hanno chiesto una verifica referendaria su alcune norme che facilitavano le ricerche petrolifere nell'Adriatico. E' quindi evidente che la centralità del mare come elemento di inter-connettività strutturale e culturale potrebbe costruire una headline che ci può riunire tutti. Il nostro punto di forza fondamentale è che abbiamo legami fortissimi già esistenti con questi Paesi, non li dobbiamo inventare. Bari e la Puglia hanno vissuto sempre con orgoglio l'accoglienza - e non come un'emergenza - ma come un ordinario dovere mediterraneo, che affonda le sue radici in una cultura millenaria, nella quale accogliere lo straniero era un obbligo senza del quale mancava la dignità e il ruolo stesso di nazione”.
Il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha affrontato invece la strategia della macroregione Adriatico-Ionica al fine di “rilanciare la crescita e di attrarre investimenti: siamo convinti che quest'area ne sia capace”.
Secondo Bonaccini quella attuale “è una sfida sia per i Paesi che già fanno parte dell'Ue sia per quelli che ambiscono ad entrarci” e quello della macroregione “non è un ruolo marginale, funziona come collettore, capace di unire”. I settori nei quali la macroregione può costituire un motore di sviluppo sono “infrastrutture, turismo, ambiente, energia, balneabilità, pesca, economia blu” ha spiegato Bonaccini, sottolineando che si tratta di “fattori strategici e che le risorse vanno utilizzate in quella direzione. Vogliamo un'Europa non del rigore ma della crescita, e questo progetto può dare nuova occupazione e fare crescere l'intera area”.
Riprendendo il richiamo di Federica Mogherini al tema della concretezza proprio in merito al percorso di costruzione della Macroregione Adriatico Ionica, il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli, ha ricordato che  "dal 2000 l'anno della dichiarazione di Ancona in cui otto paesi dell'EUsair si sono riuniti per avviare il progetto di pace e di sviluppo dell'intero territorio, l'iniziativa si è esplicitata solo lo scorso anno con la strategia europea per la Regione Adriatico-ionica, che è stata adottata dal Consiglio europeo nel corso della presidenza italiana. Tanti anni in cui si è parlato della Macroregione ma non di progetti e di strategie concrete. Per renderla tale, occorre partire dalle programmazioni regionali di ogni ente dando priorità ai pilastri delle strategie della Macroregione, poi collegare le azioni il più possibile per mostrare come questa intuizione, che ha più di vent'anni, possa diventare fatto concreto per le città e i cittadini, traducendo le strategie in progetti che possano produrre dei cambiamenti per il nostro territorio. Blue economy, sviluppo sostenibile, infrastrutture, formazione, trasporti, il turismo e la cultura, sono gli assi su cui lavorare perché questa realtà possa diventare catalizzatore di risorse per realizzare progetti che possano incidere nella vita dei cittadini, traducendo e costruendo quell'identità a cui tendono poi i veri valori su cui è nata l'Europa". 
Infine Luciano D’Alfonso, presidente della regione Abruzzo, sostiene che “dobbiamo allineare le procedure italiane, le procedure croate e di tutti gli Stati bagnati dall'Adriatico per avere una condotta univoca rispetto all'offesa del mare tramite le trivelle". Questa la proposta del presidente dell'Abruzzo di Luciano D'Alfonso: "la strategia della macroregione Adriatico-Ionica, assumendo come pilastro la tutela del mare e dell'economia blu, serve anche a difendere il mare" ha ricordato D'Alfonso. Di conseguenza "dobbiamo rimettere in discussione la negazione della bellezza che avviene se si fanno ricerche petrolifere a sei miglia (di distanza dalla costa, ndr)" ha aggiunto il governatore dell'Abruzzo. La questione trivelle interessa in particolare "anche la Croazia, dove ci sono 29 procedure in istruttoria" ha  detto D'Alfonso. In sostanza, con tutte le aree coinvolte "dobbiamo trovare un punto comune: che significhi o il 'no' oppure il modo di allontanarle il più possibile, oltre le dodici miglia".

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( gs / 16.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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