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Regioni.it

n. 2816 - venerdì 23 ottobre 2015

Sommario
- Chiamparino: mi auguro risposte su capienza reale fondo sanitario
- Chiamparino: il decreto Salva-Regioni non è un favore
- Rossi su riforma costituzionale, legge di stabilità e risorse per la sanità
- Tasse regionali: Zingaretti esclude aumento per il Lazio
- Istruzione: al via il Programma operativo nazionale
- Servizio idrico integrato: osservazioni su principi tutela e gestione pubblica

+T -T
Chiamparino: il decreto Salva-Regioni non è un favore

E' un problema da chiarire fra Stato e Regioni

(Regioni.it 2816 - 23/10/2015) “Il mio non è un ricatto al governo, non siamo bambini. Però vorrei fosse chiaro che il decreto Salva-Regioni non è un favore che chiediamo, ma un problema da chiarire fra Stato e Regioni”. Lo ha spiegato, in un'intervista a Repubblica, il Presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, che il 22 ottobre ha rassegnato le dimissioni da presidente della Conferenza delle Regioni dopo che la Corte dei Conti ha riscontrato per il Piemonte un disavanzo di 5,8 miliardi di euro nel 2014.
Le dimissioni sono “irrevocabili, ma congelate fino all'approvazione della legge di Stabilità”, spiega Chiamparino. “Non sono un irresponsabile e non ho voglia di sbattere la porta quando è in discussione una legge di questa importanza. Che in ogni caso giudico nel complesso positiva per le Regioni”.
Sulle tasse, "continuo a pensare che sarebbe difficile un'imposizione per legge. Ci sono automatismi - come quelli per le Regioni che sono in piano di rientro oppure in default – per i quali l'aumento è obbligatorio", dichiara Chiamparino.
Sul Fondo nazionale della sanità, "ci sarebbe un aumento di un miliardo sui 3 previsti. In ogni caso ci sono tre quesiti aperti che devono essere chiariti: se ci fosse un vincolo sui Lea, l'aumento si ridurrebbe. Poi i soldi per i rinnovi contrattuali. Stanno nel Fondo o no? Terzo è il grande tema dei farmaci innovativi e salvavita", dice il Presidente piemontese. Quanto alle dichiarazioni del ministro della Salute (un errore aver assegnato la sanità alle Regioni), “la Conferenza ha chiesto un incontro per sapere se quella di Lorenzin è la posizione individuale di un ministro o viene condivisa dal governo”.
Dopo i commenti “a caldo” rilasciati da alcuni Presidenti di Regione, anche nella giornata odierna (23 ottobre, ndr) si sono susseguite le riflessioni.
“Chiamparino ha fatto le sue valutazioni, io gli ho detto che sbagliava, e l'ho invitato a non dimettersi perché abbiamo bisogno di avere un'interlocuzione seria col governo e di avere un rapporto collaborativo come abbiamo sempre fatto. Stiamo trattando di questioni essenziali, che riguardano la vita dei cittadini e bisogna star lì a discutere e se è possibile migliorare ancora questi provvedimenti, che già dopo gli incontri che abbiamo fatto ho visto dei miglioramenti che sono apprezzabili”, ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, rispondendo ai giornalisti. A chi chiedeva se il Presidente toscano fosse interessato a diventare il nuovo presidente della Conferenza delle Regioni, Rossi ha risposto: "Assolutamente no perché ho da fare tutta un'altra serie di cose". Rossi ha sottolineato che rispetto alla legge di stabilità, occorre sviluppare un confronto su alcuni aspetti e che “di fronte alle difficoltà del paese, ai tetti del patto di stabilità, e all'introduzione in Costituzione dell'obbligo di pareggio di bilancio, mi pare si debba discutere, approfondire, e trovare il modo di migliorare ulteriormente alcuni aspetto" della manovra. “Mi pare però – ha concluso - che non serva dare le dimissioni o stracciarsi le vesti”.
“Legittimamente il presidente Chiamparino ha chiesto che o si fa il decreto salva-regioni, che corregge un errore del governo dell'epoca, oppure il sistema complessivo delle Regioni collassa. Se lo scopo del gioco è quello di far collassare il sistema complessivo delle Regioni perché non lo si condivide, a questo punto è meglio affrontare la via maestra e andare in Parlamento a chiedere la riformulazione del regionalismo previsto dalla Costituzione o l'eliminazione delle Regione. Lo si faccia però per la via maestra”. Questo il commento del Presidente della Puglia, Michele Emiliano, a margine del congresso dell'Anm a Bari. “Se si pensa di costruire manovre finanziarie da parte del governo tagliando in modo irragionevole e senza connessione con la realtà i trasferimenti delle Regioni in materia sanitaria non c'è nulla di male a restituire gli ospedali al governo centrale e se li gestiscano loro. Aspettiamo la risposta del governo anche perché la legge di stabilità non ha ancora un testo e, quindi, litighiamo per nulla”.
Infine in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta spiega che “è iniziato il confronto con Roma sui conti del bilancio e questo è sicuramente positivo", ma "le vicenda delle dimissioni di Chiamparino mostra che”, i problemi di bilancio non sono “una peculiarità siciliana, che il passato insegue le regioni e l'intero Paese. La nuova sfida è quella di collaborare tutti insieme per azzerare il debito, mantenendo forte la coesione sociale”.
 
 


( sm / 23.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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