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Regioni.it

n. 2816 - venerdì 23 ottobre 2015

Sommario
- Chiamparino: mi auguro risposte su capienza reale fondo sanitario
- Chiamparino: il decreto Salva-Regioni non è un favore
- Rossi su riforma costituzionale, legge di stabilità e risorse per la sanità
- Tasse regionali: Zingaretti esclude aumento per il Lazio
- Istruzione: al via il Programma operativo nazionale
- Servizio idrico integrato: osservazioni su principi tutela e gestione pubblica

+T -T
Rossi su riforma costituzionale, legge di stabilità e risorse per la sanità

Intervista a "Il Sole 24 ore".

(Regioni.it 2816 - 23/10/2015) Bene le riforme col nuovo titolo V sul federalismo, ma ora si deve guardare più avanti. A un "regionalismo differenziato" con tanto di autonomie speciali per materie alle regioni che lo chiederanno e lo meriteranno, da commissariare in caso di fallimento. Sviluppa una ragionamento a360 gradi il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi in una intervista a “Il Sole 24ore” (pubblicata il 23 ottobre) , rilanciando la partita della riforma delle regioni, compreso l'accorpamento.
“Il federalismo degli staterelli è stato un grave errore. Purtroppo spesso il titolo V è stato interpretato e praticato così. Ma con l'altra faccia della medaglia di un federalismo per abbandono dallo Stato. La situazione imponeva ormai la riforma Costituzionale”, dice Rossi. “Condivido il principio della supremazia dello Stato. Si sono chiarite le competenze, è giusto. Ma allo Stato al tempo stesso contesto ad esempio di non avere un piano sull'energia, infrastrutture o i trasporti".
“Penso alla possibilità per le regioni di assumere competenze su tante materie e iniziative. Il nuovo art.116 apre una via d'uscita all'autonomia speciale per materie su tante competenze", prosegue il Presidente toscano. Quanto all'accorpamento, "cominciamo almeno a concepire di associare i servizi quando c'è un substrato sociale omogeneo. Venti regioni alla lunga non reggono più".
Sulla sanità, i fondi della manovra sono “una cifra da cui partire. Poi è chiaro che c'è il problema dei contratti, degli investimenti, dei Lea, dei farmaci. Non vogliamo aumentare i ticket", assicura Rossi. "Altra cosa è per le regioni in piano
di rientro”.
Un’intervista che piace al presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi: “ono soddisfatto che anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi, dopo i precedenti commenti non proprio favorevoli sull'autonomia del Trentino, si sia convinto che la strada del 'regionalismo differenziato, con tanto di autonomie speciali per materie alle regioni che lo chiederanno e lo meriteranno e da commissariare in caso di fallimento', sia quella da perseguire con il governo nell'ambito delle riforme col nuovo titolo V sul federalismo. E' questa la strada su
cui noi stiamo provando a ripristinare il clima politico rispetto all'operato delle Regioni - ha aggiunto Rossi – che evidenzi come molte risorse siano gestite bene, come nel caso della sanità toscana, che ho considerato spesso come modello”.
In una serie di dichiarazioni rilasciate alle agenzie lo stesso 23 ottobre il Presidente della Toscana è poi tornato a parlare di sanità: "Grande confusione sul tema della sanità. Non è utile a nessuno. In Toscana niente aumento dei ticket. Più impegno e soldi contro l'epatite C.
Il mio pensiero è che l'aumento di un miliardo del fondo sanitario è appena sufficiente ma lascia scoperto il problema del rinnovo dei contratti e degli investimenti”, scrive su Facebook. “Inoltre – prosegue - le aperture del governo per un intervento più massiccio sul problema dei farmaci contro l'epatite C sono importanti. Le aveva già fatte il sottosegretario De Vincenti durante l'incontro ufficiale con le Regioni dell'altra settimana, dicendosi interessato alla mia proposta”. Rispetto, invece, agli aumenti di tasse e ai ticket “possono interessare, come previsto dal patto per la salute le regioni in deficit. Questo è già avvenuto e avverrà ancora per quelle regioni che non hanno il pareggio di bilancio. Ed è giusto così. Non e' il caso della Toscana”
Sul fronte della sanità "chiediamo un chiarimento approfondito al Governo nazionale” per comprendere “quanto vale la spending review” e soprattutto chiediamo che "la spending dovrebbe essere fatta senza incidere sui servizi", ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Per la sanità troviamo un
miliardo in più. È molto poco, questa parte ci preoccupa, e vogliamo entrare nel merito anche qui. Insisto nell'incontro con il governo perché da troppi anni in sanità non si investe più e non possiamo più farlo se il nostro tetto di investimento è di 150 milioni. Sarebbe un primo passo se gli 890 milioni a livello nazionale fossero sbloccati. Se riusciamo a liberare tutti i 2,2 miliardi di trasferimenti statali, avremmo anche gli 890 milioni liberi per la sanità. Non è molto ma è meglio che nulla”. Rossi ha poi ribadito che, grazie ai buoni conti della sanità regionale, "in Toscana non aumenteremo i ticket sanitari e le tasse locali”.
Il giudizio complessivo sulla legge di stabilità è però positivo. Quella che il Governo sta predisponendo “mi pare una finanziaria in espansione dopo tante recessive. Il Governo ha fatto una manovra scommettendo su una ripresa che in qualche modo c'è, perché quest'anno avremo un anno con il segno più”, ha detto il presidente della Regione Toscana. Secondo Rossi “è sicuramente una finanziaria che guarda alla ripresa dei consumi interni, che sono all'origine della nostra crisi. Non basta infatti l'export per riprenderci fino in fondo. Questa finanziaria fa una scommessa politica per riuscire a rimettere in moto quei consumi". Il Presidente ha sottolineato di non essere "naturalmente, d'accordo su tutto" e che per quanto riguarda le Regioni "ci sono luci e ombre".
Infine una riflessione sulle passate dichiarazioni del Ministro Lorenzin (che aveva stigmatizzato come “fatale” il passaggio alle regioni delle competenze sulla sanità).
“Non ho letto le precisazioni del ministro Lorenzin, avevo letto la sua prima uscita che mi aveva un po' irritato. Se si ritiene che le Regioni siano la sentina di tutti i problemi, si riprendano pure la sanità. Poi voglio vedere dal livello centrale in quanto tempo verranno a chiedere qualcosa alle buone Regioni che in questi anni, pur con tante difficoltà e a volte errori, sono riuscite a tenere la sanità ad un livello accettabile nonostante i tagli”.
“Se il ministro ha fatto delle precisazioni bene – ha concluso Rossi -, bisogna ristabilire un buon rapporto. E sono fra coloro che non dicono che le Regioni sono piccole patrie e che devono fare da sole. Chiedo che lo Stato faccia la propria parte in termini di intervento, di monitoraggio, per garantire il diritto alla salute su tutto il territorio nazionale”.


( sm / 23.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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