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Regioni.it

n. 2818 - martedì 27 ottobre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Conferenza delle Regioni per il 2 novembre
- Trasferimento personale Province : accelerazione nella legge di stabilità
- Serracchiani: Governo non ha in agenda nessun accorpamento Regioni
- Riforma Regioni: Bressa, Zaia, Frattura, Emiliano e Toti
- Norma "salva-Regioni": ipotesi Decreto
- Rapporto Svimez 2015: Sud ritorna a crescere

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Rapporto Svimez 2015: Sud ritorna a crescere

(Regioni.it 2818 - 27/10/2015) Il Pil al Sud riprende a salire dopo molti anni. Lo rileva il Rapporto Svimez 2015. Nell’anno in corso il Pil italiano “dovrebbe crescere dello 0,8%, risultato del +1% del Centro-Nord e del timidissimo +0,1% del Sud. Se confermata, si tratta della prima variazione positiva di prodotto del Sud da sette anni a questa parte”.
Le stime Svimez spiegano inoltre come la crescita sia trainata dall'andamento positivo dei consumi. Il Rapporto Svimez rileva inoltre che il Sud è “sempre più povero: il 62% dei cittadini guadagna al massimo il 40% del reddito medio”.
Nel 2015, gli investimenti fissi lordi sono diversi: “+1,5% al Centro-Nord, mentre continuano a calare al Sud (-1%), anche per effetto della contrazione degli investimenti pubblici (-3%)”.
Nel 2014 gli investimenti fissi lordi avevano segnato al Sud -4% e al Centro-Nord -3,1%; dal 2008 al 2014 sono crollati del 38% al Sud e del 27% nel Centro-Nord.
Nel 2014 nella maggior parte delle regioni italiane il PIL ha rallentato la caduta, mentre in tutte quelle del Nord-Est ha sperimentato un modesto aumento.
Nel Centro-Nord, in tutte le regioni si rileva un sensibile alleggerimento della gravità della crisi. Quanto al Nord-Est, si avvia verso un generale superamento della tendenza recessiva soprattutto l’Emilia Romagna con aumenti del PIL di +0,2% nel 2013 e +0,3% nel 2014; una condizione anche migliore si rileva nel Friuli Venezia Giulia che, con una crescita dello 0,8%, “presenta nel 2014 il risultato migliore tra le regioni italiane; da segnalare è anche il risultato del Veneto che con un +0,4% arresta i consistenti cali di prodotto nel triennio precedente”.
La riduzione cumulata del PIL – rileva sempre lo Svimez - è stata nel Centro-Nord nel settennio 2008-2014 del -7,4%, a sintesi di comportamenti relativamente omogenei nel Nord-Est e nel Nord-Ovest (con una flessione di circa 6 punti percentuali) e di maggiori difficoltà per le regioni del Centro che nel periodo perdono più del 10% del prodotto.
A differenza che per il Centro-Nord, la crisi, pur in sensibile attenuazione, resta intensa per le regioni del Sud: “Nel 2014, infatti, il calo delle attività economiche resta ancora relativamente elevato in Puglia e in Sardegna (-1,6%); la flessione dell’Abruzzo (-1,7%) resta ancora elevata ma appare comunque dimezzata rispetto all’anno precedente (-3,1%). Perdite sensibili, ancorché in attenuazione, si hanno anche in Campania (-1,2% dopo il -2,9% del 2013) e in Sicilia (-1,3% dopo -2,8%). Un significativo miglioramento caratterizza, invece, soprattutto il Molise (-0,8% dopo il -8,2%), la Basilicata (-0,7% dopo il -2,6%) e la Calabria che presenta il risultato più incoraggiante (-0,2%) tra le regioni meridionali.
“Se si esamina il dato cumulato dei sette anni di crisi, dal 2008 al 2014, la riduzione cumulata del PIL risulta per quasi tutte le regioni meridionali – ad eccezione del solo Abruzzo (-6,9%) – di entità assai forte: si va da oltre il -22% in Molise, al -16,3% in Basilicata, ad un minimo del -12% in Puglia e Sardegna e del -11,4% in Calabria”.
L'andamento positivo dei consumi nel 2015 - continua Svimez -è stimato in +0,9% al Centro-Nord e +0,1% al Sud.
La crescita si rafforza anche nel 2016 quando “il Pil italiano dovrebbe aumentare del +1,3% a sintesi di un +1,5% del Centro-Nord e di un +0,7% del Sud”. A concorrere positivamente, anche in questo caso, sarà l'andamento dei consumi finali, stimato “in +1,3% al Centro-Nord e +0,8% al Sud. Su anche gli investimenti fissi lordi, +2% il dato nazionale, quale risultato del +2,5% del Centro-Nord e dello 0,5% del Sud”.
Se confermato - sottolinea Svimez – “anche in questo caso si interromperebbe la spirale negativa dell'andamento degli investimenti fissi lordi al Sud iniziata nel 2007. Sul fronte occupazionale, si prevede un aumento nazionale del +0,8%: +0,9% al Centro-Nord e +0,6% al Sud”.
“Per effetto della crisi la povertà assoluta in Italia negli ultimi anni è più che raddoppiata, sia al Sud che nel Centro-Nord: dal 2005 al 2008 i poveri assoluti in Italia non raggiungevano i 2 milioni, nel 2013-2014 si sono superati i 4 milioni”.
In particolare - continua il rapporto Svimez – “la povertà assoluta sul totale della popolazione è passata dal 2008 al 2013 dal 2,7% al 5,6% nel Centro-Nord, e dal 5,2% al 10,6% al Sud”.
Nel 2014 la povertà assoluta “ha smesso di crescere nel Centro-Nord ed è leggermente diminuita nel Mezzogiorno”. Il rallentamento è dovuto “verosimilmente all'erogazione del bonus di 80 euro mensili ai lavoratori dipendenti nella seconda metà dell'anno, per la parte destinata alle famiglie povere”.
“Sembra essersi determinata una decisa inversione di tendenza sul mercato del lavoro, che riguarda anche il Mezzogiorno”. Nel II trimestre del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, “gli occupati crescono al Sud di 120 mila unità (+2,1%) e di 60 mila unità nel Centro-Nord (+0,4%)”.
A livello settoriale - continua il rapporto Svimez 2015 sull'economia del Mezzogiorno - c'è stato “un crollo epocale al Sud degli investimenti dell'industria in senso stretto, ridottisi dal 2008 al 2014 addirittura del 59,3%, oltre tre volte in più rispetto al già pesante calo del Centro-Nord (-17,1%)”.
Giù anche gli investimenti nelle costruzioni, “con un calo cumulato del -47,4% al Sud e del -55,4% al Centro-Nord e in agricoltura, (-38% al Sud, quasi quattro volte più del Centro-Nord, -10,8%)”. Così la dinamica dei servizi: “-33% al Sud, -31% al Centro-Nord”.
Nell'industria del Sud, il crollo degli investimenti "erode la base produttiva e accresce i divari di competitività", secondo lo studio infatti “nel 2014 a livello nazionale il valore aggiunto del manifatturiero è diminuito dello 0,4% rispetto al 2013, quale media tra il -0,1% del Centro-Nord e il -2,7% del Sud. Un valore ben diverso dalla media della Ue a 28 (+1,6%), con la Germania a +2,1% e la Gran Bretagna a +2,8%”.
Complessivamente negli anni 2008-2014 il valore aggiunto del settore manifatturiero “è crollato in Italia del 16,7% contro una flessione dell'Area Euro del -3,9%. Dal 2008 al 2014 il settore manifatturiero al Sud ha perso il 34,8% del proprio prodotto, e ha più che dimezzato gli investimenti (-59,3%). La crisi non è stata altrettanto profonda nel Centro-Nord, dove la diminuzione è stata meno della metà, -13,7% del prodotto manifatturiero e circa un terzo negli investimenti (-17%)”.
Lo Svimez sostiene inoltre che bisogna prorogare anche per il 2016 nel Mezzogiorno l'esonero dal pagamento dei contributi Inps a carico del datore di lavoro per le nuove assunzioni: “con la stessa intensità (fino a 8mila euro l'anno) e con la stessa durata (36 mesi)”. La proposta è quella “di rendere operativo anche per il 2016 una decontribuzione più 'forte' al Sud, per le nuove assunzioni”.
Nel rapporto si legge inoltre che “non vi è nessuna obiezione ragionevole a che questo sia riservato al Mezzogiorno, visto che in quest'area si è concentrata la perdita di occupazione nella crisi e tanto più visto che, anche l'anno scorso, la misura è stata finanziata con risorse destinate agli investimenti nel Mezzogiorno (3,5 miliardi di Pac)”.



( gs / 27.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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