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Regioni.it

n. 2818 - martedì 27 ottobre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Conferenza delle Regioni per il 2 novembre
- Trasferimento personale Province : accelerazione nella legge di stabilità
- Serracchiani: Governo non ha in agenda nessun accorpamento Regioni
- Riforma Regioni: Bressa, Zaia, Frattura, Emiliano e Toti
- Norma "salva-Regioni": ipotesi Decreto
- Rapporto Svimez 2015: Sud ritorna a crescere

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Riforma Regioni: Bressa, Zaia, Frattura, Emiliano e Toti

Bressa: non possiamo imporre noi una soluzione

(Regioni.it 2818 - 27/10/2015) In un’intervista a 'l'Unità' il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, interviene sulla possibile riforma delle Regioni, spiegando che il Governo sta “discutendo sulla semplificazione e sulle dimensioni delle Regioni, ma sulla base della Costituzione e con un discorso che deve partire dal basso piuttosto che da proposte di legge. Una riforma costituzionale che riduca il numero delle Regioni a 12 non è nell'agenda del governo”.
Bressa aggiunge che “l'articolo 117, comma 8, della Carta prevede già che le Regioni possano attuare accordi e gestire in comune progetti e funzioni proprie”, perchè “il problema è infatti il dimensionamento delle Regioni piccole. Ma devono attivarsi loro con i poteri che la Costituzione dà loro, non possiamo imporre noi una soluzione. Non si possono fare operazioni illuministiche”.
Mentre al “Corriere della Sera” Luca Zaia, presidente della regione Veneto,sostiene che l’accorpamento delle Regioni “va bene, ma solo se si va verso il federalismo”.
“Il numero - spiega - può essere 12 o 7, l'importante è ridisegnare le competenze. Perché poi se hanno le stesse competenze, è una farsa”.
“Darei corso - prosegue Zaia - a quello che prevedeva Einaudi nel '48. A ognuno l'autonomia che gli spetta. Renzi abbia il coraggio di lanciare il modello federale, magari a geometria differenziata” quello per cui “alcune regioni virtuose abbiano più autonomia, altre meno. L'approdo non può che essere la federazione. Come i lander tedeschi, i cantoni svizzeri, gli Stati confederati statunitensi. Lo diceva anche lo storiografo di Churchill, Lukacs”.
Nord, Centro, Sud. Interrogato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha risposto: “Accorpamento delle regioni? Personalmente farei tre macroregioni: nord, centro e sud. Poi ovviamente bisognerebbe andare in Parlamento e fare una riforma costituzionale. Un’operazione del genere è ovviamente durissima dal punto di visto politico, perché bisogna convincere i presidenti delle Regioni e i deputati connessi a quelle regioni che non esisterebbero più”.
Il Corriere della Sera del 27 ottobre riprende anche una dichiarazione del presidente della regione Molise, Paolo di Laura Frattura: "non si può smentire la storia con una matita. Va bene accomunarci all'Abruzzo, ma non ha senso mandare Campobasso con la Puglia. Consiglio di ascoltare i territori: i confini devono essere legati alla storia e alla cultura".
Infine una battuta anche di Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, "comunque di Regioni ne bastano anche solo 5, quelle dei collegi delle europee".

 

 



( gs / 27.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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