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Regioni.it

n. 2820 - giovedì 29 ottobre 2015

Sommario
- Delrio: "insieme, Governo, Comuni e Regioni" per ricostruire fiducia
- Riassetto Province : c'è la la legge in 12 regioni su 15
- Ispra: presentato Rapporto Rifiuti Urbani 2014
- Assessori attività produttive Sud: proposte per la legge di stabilità
- IDOS: Rapporto Immigrazione e Imprenditoria
- Riforme: Lanzillotta, fatto il Senato dobbiamo fare i senatori

+T -T
IDOS: Rapporto Immigrazione e Imprenditoria

Cinque regioni raccolgono quasi 6 imprese immigrate ogni 10 (58,7%).

(Regioni.it 2820 - 29/10/2015) Presentato il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2014 (Edizioni IDOS, Roma, 2014), curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, che analizza in particolare l’imprenditorialità immigrata a tre diversi livelli (europeo, nazionale e territoriale).
I dati sono del 2014 e si basa sull’analisi delle imprese registrate negli elenchi delle Camere di Commercio: 6.061.960, di cui 497.080 controllate da persone nate all’estero. Le imprese individuali superano la metà del totale tra quelle controllate dagli autoctoni (51,9%) e arrivano all’80,6% (oltre 400mila) tra gli immigrati, che però si stanno aprendo in misura crescente anche a forme di impresa più complesse, come le società di capitali. 
Prima regione per numero di imprese immigrate è la Lombardia (oltre 94mila, il 19,0% del totale), che si distingue anche per essere l’unica regione del Nord Ovest con un saldo positivo tra imprese (immigrate e non) iscritte e cancellate nel corso del 2013 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Seguono il Lazio, con oltre 60mila (12,2%), la Toscana (48mila, 9,7%) e, quindi, due regioni del Nord Est, Emilia Romagna (46mila, 9,2%) e Veneto (circa 42.500, 8,6%).
Cinque regioni che, da sole, raccolgono quasi 6 imprese immigrate ogni 10 (58,7%).
Nel 2013, mentre per le imprese italiane il segno è stato uniformemente negativo (-0,9% a livello nazionale), quelle che fanno capo a lavoratori immigrati hanno registrato un andamento positivo (mediamente del 4,1%).
I contesti territoriali più evoluti sul piano economico-produttivo mostrano una diminuzione dell’incidenza delle imprese individuali, il cui valore scende al 71,0% in Trentino Alto Adige (e al 66,1% nella P.A. di Bolzano), al 74,7% nel Lazio e al 75,4% in Lombardia (nelle province di Milano e di Roma lo stesso valore si attesta, rispettivamente, al 69,4% al 74,0%).
Anche l’imprenditoriale femminile rappresenta un significativo fattore d’aumento delle attività imprenditoriali immigrate. Nell’ultimo anno le imprese condotte da donne di origine straniera (117.703) sono aumentate del 5,4% e, alla fine del 2013, incidono per quasi un quarto sul totale di quelle a guida immigrata (23,7%), un valore che sale oltre il 30% in Molise (35,6%), Basilicata (33,5%) e Abruzzo (31,5%). A Roma e Milano, le due principali aree provinciali per numero di imprese immigrate, quelle condotte da donne incidono per il 22% e tra tutte le imprenditrici quasi 1 ogni 10 è nata all’estero.
Per quanto riguarda la distribuzione delle imprese sul territorio, c’è una maggiore concentrazione delle attività imprenditoriali nel Centro-Nord, caratteristica che si accentua nel caso delle imprese a conduzione immigrata rispetto a quelle facenti capo a nati in Italia (78,0% vs 66,2%).
Più nel dettaglio, il Nord raccoglie poco più della metà delle imprese immigrate (30,4% nel Nord Ovest e 21,3% nel Nord Est), il Centro oltre un quarto (26,3%) e il Meridione oltre un quinto (22,0%).
Sono la Toscana, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia a distinguersi, invece, per un impatto delle imprese a conduzione immigrata sul totale superiore al 10% (un valore sostanzialmente raggiunto anche in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio).
Le province predilette dall’imprenditoria immigrata sono quelle di Roma (51mila, 10,3%) e Milano (42mila, 8,4%). Nel primo caso, si evidenzia la forte concentrazione sul territorio capitolino dell’insieme delle attività operative sul territorio laziale (84,2%), mentre il maggiore dinamismo del tessuto imprenditoriale lombardo si riflette in una maggiore distribuzione delle imprese immigrate sul territorio regionale, con Milano che ne accentra poco meno della metà (44,5%).
Si distinguono per un numero di imprese superiore alle 10mila unità anche le province di Torino (circa 22.500, 4,5%), Firenze (15mila, 3,1%), Brescia (12mila, 2,5%) e Napoli (12mila, 3,4%), prima provincia del Mezzogiorno.



( red / 29.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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