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Regioni.it

n. 2821 - venerdì 30 ottobre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Conferenza delle Regioni il 2 novembre alle 14.30
- Mattarella: nelle politiche pubbliche va considerata sostenibilità funzioni
- CREA: il mancato aumento del fondo sanitario è un taglio
- Scuola: al via Piano nazionale digitale
- Delrio, De Luca ed Emiliano sull'Alta velocità Napoli-Bari
- Assemblea Anci: gli interventi degli esponenti del Governo
- Seminario "Better regulation" nella UE: principi, obiettivi e strumenti

XXXII Assemblea nazionale dell'Anci

+T -T
Mattarella: nelle politiche pubbliche va considerata sostenibilità funzioni

(Regioni.it 2821 - 30/10/2015) Nelle politiche pubbliche bisogna tenere conto della sostenibilità della funzioni. A sottolinearlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che parlando a Torino per la 32 esima assemblea dell'Anci ha osservato : “avete parlato delle risorse finanziarie che sono necessarie per assolvere ai compiti cui siete chiamati, avete discusso dei contenuti della Legge di stabilità appena presentata dal governo, e continuerete ad avanzare le vostre proposte per raggiungere equilibri migliori. Vi siete confrontati sulle leggi approvate, su quelle ancora in cantiere, sull'opportunità di implementare quelle più complesse, come la legge che ha drasticamente ridimensionato le funzioni delle Province. Non posso esprimere valutazioni di merito su questioni aperte in Parlamento e nella discussione tra l'Anci, le Regioni e il governo centrale – ha sottolineato il presidente della Repubblica in uno dei passaggi chiave del suo intervento- penso tuttavia che qualunque decisione sulle politiche pubbliche debba tenere sempre conto dell'architettura del sistema costituzionale e, insieme, della sostenibilità di funzioni che vanno comunque esercitate”.
Certamente in Italia “non mancano le difficoltà. Le ferite sociali, a partire dagli insostenibili indici di disoccupazione, assumono talvolta – ha sottolineato Mattarella - caratteri di emergenza”.
Anche per questo “abbiamo bisogno di fare sistema, e di concepire questa nuova fase valorizzando le innovazioni, la ricerca, i settori con maggiore contenuto di futuro” e “per questo - al di là delle legittime diversità politiche che al vostro interno, come in Parlamento e nel Paese, è bene che si manifestino e che si confrontino, auspicando sempre rispetto vicendevole - dobbiamo trovare gli ambiti e i linguaggi per far emergere il bene comune. Dobbiamo trasmettere questo sentimento - ha proseguito Mattarella - nel confronto pubblico: la competizione democratica, quella che rende viva e sempre perfettibile la funzione di governo, non ne subirà alcuna contrazione, al contrario ne otterrà maggior forza”.
Ed in questo “fare sistema” rientra un’attenzione particolare che deve essere data ai “processi aggregativi tra i Comuni e i loro servizi” che “hanno raggiunto numeri significativi: ma si potrebbe fare di più, e sarebbe saggio definire incentivi più efficaci”. “Lo stesso tema si pone per le società partecipate dagli enti locali, laddove i progetti di fusione possono portare maggiore efficienza nella gestione dei servizi resi”. Così come “l'attenzione ai piccoli Comuni e' importante, e occorre costruire insieme le opportunità di unioni fra Comuni, in modo da valorizzare al meglio energie e progetti”.
Nel suo intervento il Capo dello Stato si è soffermato “sul governo di questo epocale flusso di migranti” su cui “si gioca il destino dell'Unione Europea”. “Solidarietà, sicurezza e coesione - ha affermato Mattarella - sono compatibili. Anzi, soltanto se sono legate tra di loro riusciremo a difendere il nostro standard democratico e sociale”.
“Ogni energia profusa per far crescere l'Europa dal basso è ben spesa. Se c'è poca Europa nell'Unione, se c'è poca Europa nel mondo, questo deficit non potrà mai essere colmato da burocrazie o da leggi per quanto accurate”. E “l'Europa è a un bivio: o va avanti o rischia di precipitare indietro, in nuovi nazionalismi, dagli esiti dirompenti e imprevedibili, certamente negativi - ha proseguito - c'è bisogno di una dimensione popolare, di una base democratica, di rilancio comunitario. Anche da questo dipende qualità e quantità della ripresa economica e del modello sociale a cui è legata la nostra civiltà".
Infine una riflessione sul mezzogiorno “lo sviluppo dell'Italia, e anche il suo ruolo da protagonista nell'Unione europea, dipende in larga parte da uno sviluppo equilibrato del Mezzogiorno. Laddove crescono le distanze e le frattura, la' si indebolisce tutto il potenziale nazionale, compreso quello delle Regioni che oggi esprimono gli indici economici migliori. Abbiamo bisogno di creare lavoro, e per questo di irrobustire gli investimenti. Pubblici e privati. Lo spazio offerto dalla revisione del Patto di stabilità interno va utilizzato al meglio in questa direzione”.

Intervento del Presidente Mattarella alla Sessione di chiusura della 32a Assemblea dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani


( red / 30.10.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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