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Regioni.it

n. 2823 - martedì 3 novembre 2015

Sommario
- Chiamparino: chiediamo al Governo modifiche e un confronto costruttivo
- Rossi, Serracchiani e Bonaccini su legge di stabilità e incontro con Governo
- Zaia, Toti e Maroni su legge di stabilità e incontro con Renzi
- Legge di stabilità e incontro con Governo: Emiliano, Zingaretti e Ceriscioli
- Legge di stabilità: audizione in Parlamento della Corte dei Conti
- De Biasi e Garavaglia su Fondo Sanitario Nazionale

+T -T
Rossi, Serracchiani e Bonaccini su legge di stabilità e incontro con Governo

(Regioni.it 2823 - 03/11/2015) “Le Regioni hanno bisogno di trovare un'intesa che funzioni. Più che divertirsi direi che bisognerà lavorare insieme per cercare una soluzione”. Lo sostiene il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un'intervista a 'la Repubblica', dopo l’ultima Conferenza delle Regioni del 2 novembre e l’annuncio dell’incontro del 4 con il Governo sui fondi per la sanità previsti dalla
legge di Stabilità, seguita da una dichiarazione del presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi: “adesso con le Regioni ci divertiamo, ma sul serio”.
“Più che divertirsi direi che bisognerà lavorare insieme per cercare una soluzione”, afferma Rossi.
“Più che polemizzare, per la prima volta – dichiara sempre Rossi - siamo di fronte ad una manovra che punta allo sviluppo, che fa uno sforzo importante per recuperare 2 miliardi e 200 milioni per servizi essenziali come diritto allo studio, non autosufficienza e trasporti. Le Regioni devono sfruttare questa occasione per riacquistare credibilità e autorevolezza e per rilanciare il proprio ruolo. E sarebbe molto importante che gli investimenti in sanità potessero stare fuori dal patto di stabilità”.
Rossi spiega che “al di là dei toni che usa penso che sia un bene che Renzi ci abbia convocati, perché qui si tratta davvero di rimboccarsi le maniche non tanto nell'interesse delle istituzioni quanto dei cittadini. E su temi essenziali su cui le Regioni continuano ad esercitare una responsabilità”.
E in merito alla possibilità o meno di fornire i farmaci salvavita, Rossi segnala un allarme eccessivo, "bisogna stare attenti quando si parla dei fondi alla sanità: c'è comunque un miliardo in più rispetto all'anno scorso. Ci sono stati anni in cui è andato indietro, non dimentichiamolo”.
Le Regioni hanno sempre collaborato con tutti i governi, “il nostro compito di presidenti è quello di affrontare i temi in modo analitico, senza alimentare paure. Le Regioni devono sfruttare questa occasione per riacquistare credibilità e autorevolezza e per rilanciare il proprio ruolo”.Per Serracchiani “non è utile alzare un muro contro il Governo, perché alla fine dobbiamo capire che stiamo dalla stessa parte e che le istituzioni devono ragionare assieme nell'interesse dei cittadini”, afferma il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.
“Gli impegni presi dal Governo – dichiara Serracchiani – contengono elementi che dovrebbero più rassicurare che preoccupare, come l'apertura sui Lea o sui farmaci salvavita. E anche nella prospettiva pluriennale va ricordato che ogni cambiamento previsionale di spesa è legato ad un'intesa che si dovrà fare nel 2017”.
“Il confronto è sempre positivo e deve portare a un punto di sintesi ma - evidenzia Serracchiani - bisogna fare attenzione a usare i toni giusti per non dare segnali fuorvianti”.
Il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, crede che “sia giusto che anche le Regioni facciano uno sforzo di recupero, di razionalizzazione e di efficientamento. Come ho detto recentemente, non è che negli anni in cui aumentava di molto il fondo sanitario nazionale in tutta Italia si sia percepito che quelle risorse in più siano andate ad aumentare la quantità e la qualità dei servizi erogati”.
“E quindi un momento di riflessione, ognuno per la propria regione, va fatto. Dopodiché il Governo – sostiene Bonaccini - mi auguro comprenda che c'è bisogno di un riposizionamento di una parte di quelle risorse, di una loro precisazione per evitare che l'aumento del Fondo sia superato dai costi già previsti. Ma io credo che in un confronto serio, si possa raggiungere un accordo senza stare a litigare e a protestare prima del dovuto”.
“Credo che nel momento in cui le Regioni chiedono al Governo e al presidente del Consiglio un confronto per valutare una serie di misure, in parte apprezzabili e in parte che richiamano preoccupazioni che abbiamo, sia inutile protestare prima”.
“Eventualmente - aggiunge Bonaccini - lo si fa dopo se si risulta non contenti delle risposte: credo che serva un confronto sereno tra parti istituzionali importanti come Governo e regioni. Mi auguro che domani si trovi un reciproco ascolto, superando le perplessità”.





( gs / 03.11.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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