Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2824 - mercoledì 4 novembre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Chiamparino, positivo confronto Governo-Regioni
- Conferenza delle Regioni il 5 novembre
- Mezzogiorno: pubblicate linee guida del Masterplan
- Conferenza Stato-Regioni del 5 novembre 2015
- Conferenza Unificata il 5 novembre
- Dissesto idrogeologico: firmati accordi di programma

+T -T
Mezzogiorno: pubblicate linee guida del Masterplan

Prevista una Cabina di Regia Stato-Regioni del Fondo Sviluppo e Coesione

(Regioni.it 2824 - 04/11/2015) Sono state pubblicate (sul sito del governo) le “linee guida” del “Masterplan per il Mezzogiorno”, ovvero il “quadro di riferimento entro cui si collocheranno le scelte operative che sono in corso di definizione nel confronto Governo-Regioni-Città Metropolitane sui 15 Patti per il Sud”.
“Il Masterplan per il Mezzogiorno” dovrà partire dai “punti di forza e di vitalità del tessuto economico meridionale” aerospazio, elettronica, siderurgia, chimica, agroindustria, turismo, solo per citarne alcuni
Tre i punti di partenza : 1) recupero del ritardo nell’utilizzo dei Fondi strutturali stanziati nel ciclo di
programmazione europea 2007-13; 2) avvio della Programmazione 2014-20 3) risposta alle crisi aziendali
“Il primo tassello del Masterplan riguarda – si legge nelle linee guida - le condizioni di contesto, che possiamo articolare in due ambiti: le regole di funzionamento dei mercati e la predisposizione di fattori di produzione comuni, ossia infrastrutture e capitale umano.
Per quanto riguarda le regole, il Masterplan parte dall’azione di liberalizzazione e riforma dei mercati” e “a mettere in moto processi di aggregazione delle aziende di servizio pubblico locale”.
“In questo quadro – prosegue il documento di palazzo Chigi - giocano un ruolo essenziale anche le nuove regole fiscali” per “sostenere la capitalizzazione delle imprese” e “rendere più attrattivo l’investimento”. Così come sono importanti le regole di “funzionamento dei mercati finanziari – Fondo Centrale di Garanzia, minibond – e azione dei soggetti bancari” che “sostengano l’accesso al credito per tutte le imprese sane”.
Tra i “fattori di produzione comuni”, “l’attenzione va posta prima di tutto su scuola e formazione come settori essenziali”: “ci vuole insieme severità”, “nel senso che al Mezzogiorno più che altrove è necessaria la svolta che porti il sistema educativo a valorizzare il merito” e “riequilibrio nelle risorse di finanziamento e di docenza verso i territori più arretrati: si tratta di utilizzare la riforma della Buona Scuola come leva decisiva in questa direzione. E si tratta di utilizzare i Fondi europei dei Programmi operativi nazionali “Per la Scuola” e “Sistemi di politiche attive per l’Occupazione”.
E’ necessario poi il “superamento del gap infrastrutturale che separa il Sud dal resto del nostro Paese. Serve una svolta nella capacità di direzione pubblica”: capacità di programmazione, semplificazione, e attribuzione chiara di responsabilità a ogni amministrazione (riforma del Titolo V della Costituzione in modo da superare le sovrapposizioni di competenze tra livelli di governo).
Fare delle “risorse pubbliche italiane ed europee la leva per mobilitare risorse private nella realizzazione di progetti al servizio dell’interesse generale. Un ruolo chiave in questa direzione svolgeranno Cassa Depositi e Prestiti e Banca Europea degli Investimenti”.
Il Governo è impegnato a definire e attuare – anche con l’apporto di imprese partecipate dallo Stato (Terna, Snam, FS, Anas) - progetti infrastrutturali decisivi per connettere il Mezzogiorno al resto del Paese, all’Europa, ai mercati internazionali: dal Piano Banda Ultralarga […] all’Alta Velocità sugli assi adriatico e tirrenico e sulla Napoli-Bari-Taranto e all’ammodernamento del sistema ferroviario in Sicilia e Sardegna; dal Piano della portualità e della logistica […] al Piano degli aeroporti che rafforza le linee da e per il Sud e al risanamento e sviluppo degli assi viari portanti; dalle interconnessioni che superano i principali colli di bottiglia che ostacolano il funzionamento del sistema elettrico alle infrastrutture del gas – rigassificatori, interconnessioni con l’estero, dorsale Sud-Nord – che aumentano la sicurezza degli approvvigionamenti di tutte le regioni e, aumentando la concorrenza, riducono il prezzo del gas”.
Poi “le capacità innovative” che si possono innescare attraverso il “Programma operativo nazionale Ricerca e Competitività”, il “PON Cultura”, “fondamentale” per lo “sviluppo degli attrattori culturali” di cui il Mezzogiorno è ricco per la diffusione di attività turistiche che valorizzino le peculiarità del territorio.
Allo sviluppo del tessuto produttivo meridionale daranno poi un forte contributo le iniziative delle imprese partecipate da soggetti pubblici” (Finmeccanica, Fincantieri, ENEL, ENI) Per quanto riguarda invece le partecipate locali, in particolare nel settore dei servizi di pubblica utilità, è importante che si misurino con il superamento “della frammentazione protezionistica e dell’aggregazione su dimensioni industriali efficienti. Un ruolo importante di supporto al riguardo potranno svolgere le grandi multiutility del Centro-Nord, che quei processi di aggregazione hanno già vissuto, ma un ruolo altrettanto importante possono svolgere le realtà meridionali di maggior dimensione e tradizione industriale.
Le linee guida sono piuttosto chiare sul fronte dei fondi: “una cosa va detta con chiarezza: non sono le risorse che mancano. Tra Fondi strutturali (FESR e FSE) 2014-20 pari a 56,2 miliardi di euro, di cui 32,2 miliardi di euro europei e 24 miliardi nazionali, cui si aggiungono fondi di cofinanziamento regionale per 4,3 miliardi di euro, e Fondo Sviluppo e Coesione, per il quale sono già oggi disponibili 39 miliardi di euro sulla programmazione 2014-20, stiamo parlando di circa 95 miliardi di euro a disposizione da qui al 2023 per politiche di sviluppo”, ma – si sottolinea nelle linee guida - è “la capacità di utilizzarli che è mancata per decenni, come testimonia il ritardo accumulato fino al 2011 nella spesa dei Fondi europei e il fatto che a tutt’oggi il Fondo Sviluppo e Coesione abbia una disponibilità residua relativa ai cicli di programmazione 2000 – 2006 e 2007 -2013 per circa 17 miliardi che, per inciso, porta la capacità di spesa sul territorio da qui al 2023 a 112 miliardi. Il Governo, come dimostra il recupero di capacità di spesa dei Fondi 2007-13, sta operando per riattivare la capacità di utilizzare le risorse disponibili.
In funzione di questa ripresa di capacità attuativa, con la Legge di Stabilità 2016 il Governo ha attivato in sede europea la clausola investimenti – la cui istituzione è dovuta all’azione italiana durante il semestre di Presidenza dell’Unione – che mette a disposizione nel 2016 uno spazio di bilancio di 5 miliardi di euro utilizzabili per spendere le risorse nazionali destinate a cofinanziamento dei Fondi strutturali o di investimenti nelle reti di rilevanza europea o di investimenti supportati dal Piano Juncker. L’effetto leva potenziale è in grado di mettere in gioco nel solo 2016 investimenti per oltre 11 miliardi di euro, di cui almeno 7 per interventi nel Mezzogiorno".
Insomma “è questa la base finanziaria di partenza del Masterplan”. Sulla Governance, oltre che con le semplificazioni e l’opera di chiarimento circa la ripartizione di responsabilità tra le amministrazioni, il Governo interverrà costituendo e guidando la Cabina di Regia Stato-Regioni del Fondo Sviluppo e Coesione, che dovrà allocare le risorse in modo da massimizzare le sinergie con i Fondi strutturali allocati sui Programmi operativi nazionali e regionali. La Cabina di Regia si avvarrà del Dipartimento per le politiche di coesione e dell’Agenzia per la coesione territoriale delle cui strutture si sta accelerando il completamento, nonché di Invitalia e dei suoi strumenti di intervento. Cabina di Regia, Dipartimento e Agenzia lavoreranno a stretto contatto con le amministrazioni centrali e con quelle regionali e locali per dare impulso all’azione amministrativa e per rimuovere ostacoli procedurali e accelerare i processi autorizzatori. Ma qui si pone il problema decisivo di una collaborazione attiva delle amministrazioni regionali e locali. A questo tema della cooperazione interistituzionale sono dedicati i Patti per il Sud.
Il Governo si è attivato per costruire 15 Patti per il Sud, uno per ognuna delle 8 Regioni (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) e uno per ognuna delle 7 Città Metropolitane (Napoli, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Cagliari). L’obiettivo è proprio quello di definire per ognuna di esse gli interventi prioritari e trainanti, le azioni da intraprendere per attuarli e gli ostacoli da rimuovere, la tempistica, le reciproche responsabilità.
Ognuno dei Patti si struttura in quattro capitoli:
1) la visione che la Regione o la Città ha del proprio futuro e che condivide col Governo (aree di industrializzazione o reindustrializzazione, bonifiche e tutela ambientale, agricoltura e industria agroalimentare, turismo e attrattori culturali, servizi e logistica, infrastrutture e servizi di pubblica utilità);
2) ricognizione degli strumenti e delle risorse a disposizione (interazione tra PON e POR, intervento centrale col Fondo Sviluppo e Coesione, Accordi di Programma tra le istituzioni coinvolte e Contratti di Sviluppo con le imprese del territorio, altri strumenti a disposizione di Invitalia);
3) gli interventi prioritari perché rappresentativi della nuova direzione di marcia che si vuole imprimere alla Regione o alla Città e della potenzialità nell’attrazione di capitali privati nonché della tempistica di realizzazione (Governo e amministrazioni regionali e locali si impegnano qui su tempi e azioni da mettere in campo per realizzare gli interventi indicati e rimuovere gli ostacoli che potranno insorgere);
4) Governance del processo, snellimenti amministrativi, definizione delle reciproche responsabilità, individuazione di un responsabile chiaro dell’esecuzione del Piano”.
Una specifica sezione del sito del Governo vedrà inseriti i singoli Patti via via che saranno definiti dal lavoro comune Governo-Regioni-Città Metropolitane. L’obiettivo è di sottoscriverli entro fine dicembre in modo che il Masterplan sia operativo dal 1 gennaio 2016.


dall'archivio di "Regioni.it"
N. 2801 venerdì 2 ottobre 2015 Fondi UE: De Vincenti ha incontrato Pittella, Emiliano e Frattura N. 2797 lunedì 28 settembre 2015 Mezzogiorno: De Vincenti incontra Pigliaru e D'Alfonso N. 2796 venerdì 25 settembre 2015 Fondi europei: il Governo si confronta con Campania e Sicilia    N. 2792 lunedì 21 settembre 2015 Calabria: confronto Governo-Regione su utilizzo fondi UE

dal sito del Governo:
 
Patti per il Sud, De Vincenti incontra il Sindaco di Reggio Calabria Falcomatà - 30.09.2015 Patti per il Sud, De Vincenti incontra il sindaco di Cagliari Massimo Zedda - 14.10.2015 Patti per il Sud, De Vincenti incontra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando - 14.10.2015 Patti per il Sud, il Sottosegretario De Vincenti incontra il sindaco di Bari Decaro - 13.10.2015 Patti per il Sud, De Vincenti incontra il Sindaco di Catania Enzo Bianco - 12.10.2015

( red / 04.11.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top