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Regioni.it

n. 2825 - giovedì 5 novembre 2015

Sommario
- Legge di stabilità: Regioni "sospendono" parere
- Piano vaccini: ministero economia chiede rinvio in Stato-Regioni
- Legge di stabilità: Emiliano, Rossi, Marini e Oliverio
- Legge di stabilità: Toti, Zaia e Maroni
- Legge di stabilità: Serracchiani, Pigliaru e Ceriscioli
- Agricoltura: audizione Regioni alla Camera sul caporalato

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Agricoltura: audizione Regioni alla Camera sul caporalato

(Regioni.it 2825 - 05/11/2015) Audizione della Conferenza delle Regioni di fronte alle Commissioni XIII e XI della Camera sugli “Interventi per la prevenzione e contrasto del lavoro irregolare e del caporalato in agricoltura”.
Ad illustrare la posizione delle Regioni Sonia Ricci, assessore all’agricoltura della regione Lazio, che ha sottolineato come sia urgente l’individuazione di ulteriori interventi che abbiano ampia prospettiva di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare.
La Conferenza delle Regioni ha condiviso alcune soluzioni e strumenti individuati nelle quattro risoluzioni all’esame delle Commissioni XIII e XI della Camera, evidenziando anche come per contrastare il fenomeno occorra anche individuare - per escluderle dai casi di caporalato - quelle forme di collaborazione agricola legate a pratiche tradizionali, riconducibili a prestazioni che per consuetudine sono svolte da familiari e non. Uno degli strumenti suggeriti è quello del voucher.
Quindi per contrastare in agricoltura il lavoro irregolare e il caporalato la Conferenza delle Regioni propone di implementare le iniziative elaborate dalla cabina di regia, prevedendo un ruolo attivo e collaborativo dei comuni con le altre istituzioni, attivando anche delle forme di collaborazione sia con le associazioni di volontariato sociale che con quelle dei consumatori. In tal senso si propone di realizzare delle apposite campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sull'importanza di una produzione agricola di qualità nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
Sono anche da prevedere per le pratiche virtuose misure premiali come: forme di reinserimento lavorativo per chi denuncia omissioni od irregolarità di aziende aderenti alla «Rete del lavoro agricolo di qualità»; riconoscimento di sgravi fiscali, agevolazioni all'interno delle misure dei Piani di sviluppo rurale e risorse continuative, a quelle aziende che prendono in carico, assumendolo, colui che denuncia.
Bisogna inoltre dare piena attuazione alla «Rete del lavoro agricolo di qualità» al fine di rendere operative ed efficaci tutte le forme di intermediazione pubblica fra domanda e offerta di lavoro.
Occorre procedere anche alla condivisione delle banche dati attualmente in uso all'INPS, con tutti gli altri componenti della «Rete del lavoro agricolo di qualità» ed ai centri per l'impiego, al fine di far emergere irregolarità ed elusione delle norme vigenti, consentendo, così, il puntuale monitoraggio del fenomeno.
Va pertanto orientata e rafforzata l'attività ispettiva, e rivisti i requisiti per l'iscrizione alla «Rete», mantenendo inalterato per un biennio il livello dei controlli ispettivi sulle aziende aderenti, e vanno adottate misure di protezione a tutela dei lavoratori che denuncino tale reato. 

Ulteriori iniziative sono da indirizzare nei confronti delle imprese che si avvalgono di tale illecita intermediazione, volte ad impedire da subito la possibilità di ricevere contributi pubblici come quelli europei collegati alla politica agricola comune (PAC).
E’ da rafforzare il numero degli ispettori del lavoro e delle forze dell’ordine impegnati nei controlli, anche mediante l’utilizzo di moderni sistemi tecnologici.


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( gs / 05.11.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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