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Regioni.it

n. 2827 - lunedì 9 novembre 2015

Sommario
- Ocse: bene economia Italia accompagnata da riforme
- Energia: parere su decreto per incentivi a fonti rinnovabili
- Programma "frutta nelle scuole": regionalizzare bandi gara per forniture
- Sanità: piano nazionale per la prevenzione della corruzione
- Protesi: aumentano gli impianti per anca e ginocchio
- Decreto "salva bilanci": la precedente proposta delle Regioni

+T -T
Sanità: piano nazionale per la prevenzione della corruzione

Cantone: una piccola rivoluzione copernicana

(Regioni.it 2827 - 09/11/2015) “Il sistema sanitario è un valore e come tale deve essere preservato da tutti i possibili rischi che ne minino le fondamenta”. Cosi' Lucia Borsellino, responsabile per Agenas dei lavori del Tavolo tecnico congiunto tra Ministero della Salute, Anac e Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nel corso della presentazione del Piano nazionale per la prevenzione della Corruzione in Sanità.
Quindi prevenire il rischio di comportamenti corruttivi in sanità significa rendere trasparenti i processi organizzativi e gestionali, le relazioni interne ed esterne”.
Raffaele Cantone, presidente dell'Anac (Autorità nazionale Anticorruzione), ha tenuto a sottolineare che “sulle stime della corruzione in sanità ogni tanto vengono sparati numeri. Ma io sono molto scettico sulla capacità di qualunque meccanismo che, ad oggi, sia in grado davvero di stimare qual è in generale il danno da corruzione, in particolare per la sanità. Tutte le cifre che oggi girano, infatti, sono cifre che non hanno nessuna attendibilità. La stessa cifra di 60 miliardi, un computo fatto dalla Corte dei Conti, è stato un calcolo solo matematico”.
Si prevedono indicazioni specifiche a supporto delle aziende sanitarie, “per prevenire il verificarsi di eventi rischiosi a danno del sistema e dei cittadini”. Le aree interessate sono: contratti pubblici, incarichi e nomine, gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, controlli, verifiche e ispezioni.
“Il tutto, al fine di sistematizzare le informazioni, evitare una visione parcellizzata delle responsabilità, favorire la comunicazione tra parti interdipendenti di un sistema, sburocratizzare e promuovere la cultura del 'valore delle risorse pubbliche'”.
Altre aree sensibili sono: attività libero professionale e liste di attesa; rapporti contrattuali con privati accreditati; farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie (ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni).
Solo attraverso la più ampia condivisione e 'messa in pratica' del sistema di valori, quindi, che devono “ispirare l'agire di chiunque sia tenuto ad assicurare un servizio e, quindi un interesse pubblico, si può avere una reale maturazione del sistema, oltre che una piena legittimazione delle risorse per esso impiegate”.
Il documento, spiega Cantone, è frutto di “un lavoro lungo che viene svolto da vari mesi e che rappresenta, per certi versi, una piccola rivoluzione copernicana”.
“La legge Severino - aggiunge Cantone - prevede che ogni amministrazione debba oggi dotarsi di piani di prevenzione della corruzione e che, su tali piani, debbano essere fatte analisi di rischio”.
Per il 2016 “abbiamo semplicemente fatto un'integrazione, nella quale abbiamo ritenuto di sperimentare una strategia assolutamente nuova”.
Tale strategia, prosegue ancora Cantone, deriva dal fatto che “fino ad oggi i piani di prevenzione della corruzione sono stati intesi dagli organismi, e soprattutto dai singoli enti, come meri adempimenti burocratici: in poche parole, ognuno copiava il piano di prevenzione fatto da un altro. E nella sanita', purtroppo, abbiamo trovato un sacco di vicende di questo tipo, di ospedali che si copiavano, e ce ne sono di casi eclatanti, i piani di prevenzione senza aver fatto nessuna analisi di rischio. Nell'aggiornamento del piano, allora, noi abbiamo provato a mettere in campo qualcosa di diverso e nuovo, cioe' provando noi a fare l'analisi di rischio e a indicare con precisione che cosa doveva essere fatto, ma non nell'ambito del piano generale”.
“E questo significa – evidenzia Cantone - che Asl e ospedali, adesso, non potranno non tener conto di queste aree di rischio e non prendere in considerazione che, all'interno di queste dovranno fare una serie di valutazioni”.
Il direttore dell'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, Claudio Clemente, sottolineando che la P.A. “finora ha collaborato poco” nonostante dal 1991 la sua collaborazione sia obbligatoria per legge. “In questo momento la pubblica amministrazione rappresenta un cono d'ombra nell'attivita' di antiriciclaggio e anticorruzione”. “Nel 2014 - ha ricordato Clemente - su oltre 71 mila segnalazioni di operazioni sospette, solo 18 sono arrivate dalla P.A. e nel 2013 erano state 24". Il problema, secondo Clemente, è “che non è stato creato un sistema organizzativo per ottemperare agli obblighi di antiriciclaggio prevista dalla legge”. In questo rappresenta un grande passo avanti il fatto che “ora finalmente sono stati messi a punto, è una novità di qualche settimana fa, gli indicatori di anomalia”.


( gs / 09.11.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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