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n. 2832 - lunedì 16 novembre 2015

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Attentati a Parigi: la vicinanza e la solidarietà delle Regioni (2)

(Regioni.it 2832 - 16/11/2015) Gli atti terroristici di inaudita violenza che hanno sconvolto Parigi la notte del 13 novembre hanno inciso le coscienze civili di tutte le istituzioni e, hanno segnato profondamente le comunità territoriali di tutta Europa. Anche nelle regioni italiane si sono succedute, sin dalle prime ore dopo la tragedia, le dichiarazioni e le prese di posizione dal Sud al Nord, passando per il centro. In quest’ultimo ambito territoriale della penisola sono da registrare le affermazioni di Rossi, Zingaretti, Marini, D’Alfonso e Ceriscioli .
“Il terrore ha colpito brutalmente Parigi, con attentati strazianti, coordinati da un'unica regia. È la più grave strage dal dopoguerra e siamo tutti ostaggi sotto tiro”, ha scritto sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “L'Isis porta la guerra in casa nostra e gli Stati Uniti e l'Europa non possono restare passivi. Ora o mai più - ha aggiunto Rossi - dobbiamo esprimere la forza della nostra fede democratica, la forza della nostra libertà”. Ma “non bisogna dire 'alzare i muri' o non accogliere chi scappa proprio dal terrorismo” “Bisogna dialogare, essendo fermi e comprendere - ha aggiunto – bisogna esercitare in questo tempo di guerra una propria egemonia culturale”. Secondo Rossi, “bisogna sapere distinguere e far conoscere e comprendere come c'è una parte di mondo proveniente dai paesi del Medio Oriente, dall'Africa, di religione musulmana che abita da noi, che consente alle nostre fabbriche di andare avanti, che consente alla nostra agricoltura di essere quello che è, un settore importante della nostra economia, che frequenta le nostre scuole, insieme ai nostri ragazzi, che dà un contributo culturale alla nostra regione, che la fa essere quello che è. Questo va distinto dal terrorismo islamista che invece va combattuto con ancora più determinazione e che rappresenta davvero una minaccia per l'umanità e per tutti i nostri valori. Non ci dobbiamo far intimidire - ha poi affermato parlando con i giornalisti al presidio davanti al Consolato francese a Firenze-. In questa regione ci sono decine di migliaia di islamici che producono, che mandano i loro figli nelle nostre scuole e sono nostri fratelli, bisogna combattere chi vuole imporre un'ideologia razzista, liberticida , che non rispetta le libertà umane”.
Secondo la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini “il terribile attacco alla Francia ed a Parigi è un attacco al cuore della nostra cultura europea. Ai nostri valori di libertà, democrazia, laicità e uguaglianza”. E “quanto accaduto a Parigi - prosegue la presidente in una nota - ci preoccupa e ci allarma. Soprattutto in quanto rappresentanti delle istituzioni. Per questo è necessario, da subito, mettere in atto adeguate ed efficaci misure di controllo e prevenzione nelle nostre città e in tutto il territorio nazionale per garantire ai nostri cittadini ed al Paese la massima sicurezza”.
Il Presidente della regione marche, Luca Ceriscioli, ha espresso “sgomento e dolore nel vedere le immagini che scorrono davanti ai nostri occhi da ieri sera” (13 novembre, ndr).
“Voglio esprimere la solidarietà della Giunta e di tutta la Regione Marche al popolo francese. Vicinanza anche ai marchigiani coinvolti rimasti feriti durante l'attacco al teatro". "La comunità internazionale e l'Europa uniti sapranno sicuramente reagire con fermezza e senza paura contro l'odio e il terrorismo - aggiunge -, tenendo alti i valori di fratellanza, solidarietà che contraddistinguono la nostra comunità”.
E “dolore per gli attacchi e le vittime” sono stati espressi anche dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sul proprio profilo facebook (postando una bandiera della Francia). “Tutti i nostri pensieri e i nostri cuori sono a Parigi. Il terrore non vincerà . Siamo tutti cittadini di Parigi. Dobbiamo reagire, certo attraverso l'intelligence e la repressione per colpire i responsabili ma non dobbiamo fare ciò che il terrore chiede ovvero cadere nell'odio, nella violenza, nell'escalation della paura, in divisioni fra civiltà e in scontri fra religioni”.
Poi il Presidente del Lazio fa una riflessione sulla sicurezza nella imminenza del giubileo: “è molto importante che ci sia più intelligence e che aumentino i controlli delle forze dell'ordine, e che ci sia un rischio o un'esposizione della città non è una novità ma un dato. Ma non dobbiamo cadere nella paura - aggiunge - non dobbiamo tornare indietro nella difesa dei diritti e non dobbiamo trasformare le città in luoghi desolati e bui" come vorrebbe chi ci attacca. Per questo, aggiunge il Presidente, “lavoriamo perché il Giubileo sia un grande evento di dialogo e di incontro fra i sentimenti delle varie religioni”. Solo “uniti si può battere il terrorismo. Divisi, al contrario, vincerà il terrorismo”, ha sottolineato poi Zingaretti partecipando alla manifestazione indetta dai municipi romani dopo gli attentati di Parigi. “Dopo quanto accaduto - ha aggiunto - occorre una reazione ferma e intransigente ma anche una risposta etica e culturale della città che possa reagire alla possibile escalation di odio che potrebbe scatenarsi dopo gli attentati. Quanto accaduto a Parigi è un attacco a ogni forma di convivenza civile e democratica. Una forma di violenza inaudita, mai conosciuta. Quello che loro cercano, lo ripeto - ha sottolineato ancora - è una escalation di odio e violenza che noi dobbiamo assolutamente impedire”.
Il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha avvertito che “dinanzi alle immagini e alle notizie che arrivano dalla Francia è facile cadere nella tentazione di reagire emotivamente. Invece dobbiamo fare appello a tutta la nostra razionalità per capire cosa è successo e soprattutto perché”. “L'Islam – ha sottolineato D’Alfonso - è una religione e come tale va rispettata, mentre chi uccide e semina terrore non merita rispetto ma solo il giusto castigo. Prego per tutte le vittime degli attentati di Parigi, prego affinché non si debbano piangere altri morti per assurde guerre di religione, prego per una pace che sia anche figlia dell'integrazione”.


( sm / 16.11.15 )
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