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Regioni.it

n. 2835 - giovedì 19 novembre 2015

Sommario
- Piano vaccini: audizione rappresentanti Conferenza Regioni
- Istat: cresce soddisfazione economica delle famiglie
- Fondo ambiente italiano: beni culturali, i 23 'Luoghi del cuore'
- Umbria, Marche e Toscana: vertice a Perugia il 21 novembre
- Dalle Province all'area vasta: seminario a Roma il 30 novembre
- Sanità: il nuovo Regolamento della Sisac

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Piano vaccini: audizione rappresentanti Conferenza Regioni

(Regioni.it 2835 - 19/11/2015) Si è tenuta il 19 novembre alla Commissione Affari sociali della Camera un’audizione dei rappresentati della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nell'ambito della discussione della risoluzione 7-00792 D'Incecco: iniziative in materia di vaccinazioni. All’incontro, in rappresentanza della Commissione salute della Conferenza delle Regioni ha partecipato la Vicepresidente della Regione Basilicata, Flavia Franconi.
Nel corso dell’incontro la rappresentante delle Regioni ha sottolineato l’assoluta necessità di incentivare la strategia della prevenzione basata sulle vaccinazioni, aggiungendo di guardare con timore il calo delle stesse registrato negli ultimi tempi. Quanto al piano nazionale vaccini, Flavia Franconi ha ricordato l’intesa già formulata in occasione della Conferenza Stato-Regioni del 5 novembre nella quale fu però deciso il rinvio del punto per una necessità di approfondimento tecnico espressa dal rappresentante del Ministero dell’economia (Vedi “Regioni.it” n.2825).
Certamente esiste un tema legato alla sostenibilità finanziaria del piano, ma non è possibile indietreggiare rispetto alla priorità del piano stesso. Sono poi importanti le campagne di prevenzione se si vuole davvero evitare il rischio che si ripresentino malattie che ormai davamo per scomparse, basti citare fra tutte la poliomielite.
Così come esiste l’esigenza di far fronte alla necessità vaccinali per la popolazione migrante. Le regioni insomma sono d’’accordo nel dare attuazione al pina nazionale vaccini, anche attraverso meccanismi di gradualità che consentano di raggiungere, in tempi accettabili lo stesso traguardo di “copertura” in tutte le zone dl Paese.
L’esigenza di una compiuta strategia vaccinale è stata rappresentata anche in un convegno a Palazzo Madama dove sono stati illustrati alcuni dati di rilievo contenuti nel Supplemento al Journal of Market Access and Health Policy dal titolo "Il valore economico delle vaccinazioni: perché prevenzione significa ricchezza". In Europa il 3% del budget assegnato ai servizi sanitari e' dedicato alla prevenzione. Ma nel nostro Paese, solo lo 0,3% di questi fondi è destinato alla vaccinazione e, al contempo, si registra un costante e pericoloso calo delle coperture per le malattie infettive più gravi. Eppure, in termini di costo-efficacia, la vaccinazione rappresenta lo strumento chiave per prevenire le infezioni - e le morti premature ad esse correlate - e contestualmente salvaguardare la sostenibilità dei Sistemi sanitari. Su scala nazionale, l'onere economico delle malattie infettive e' stimato in circa 97 milioni di euro annui ma, con una migliore implementazione dei programmi vaccinali, puo' essere ridotto di circa 50 milioni di euro. Sono questi alcuni dei dati di un documento diviso in 7 articoli, redatto da un gruppo di 11 esperti europei di Salute Pubblica e di Economia provenienti da diversi Paesi - Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi. “I vaccini rappresentano uno degli interventi sanitari dal miglior profilo costo-beneficio sul breve e sul lungo termine, afferma Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. Essi contribuiscono ad affrontare le malattie infettive emergenti e riemergenti nonché a migliorare la salute di una popolazione che invecchia. Ma nel nostro Paese, le coperture sono scese al di sotto del 95% per malattie come poliomielite, difterite, tetano, Haemophilus influenzae di tipo b ed epatite B. Sono addirittura sotto l'86% le coperture contro il morbillo, la parotite e la rosolia, rendendo impossibile raggiungere l'obiettivo dell'OMS di eliminazione del morbillo dal continente europeo entro il 2015”.
Resta il fatto che in Italia cala il numero dei bambini vaccinati. Secondo i dati presentati a Roma dalla Sip (Societa' italiana di Pediatria), in occasione degli Stati generali della Pediatria, alla Camera, negli ultimi cinque anni, in Italia, sono 147.456 quelli non sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie, cioe' non immunizzati con un ciclo completo di esavalente (il vaccino che comprende polio, difterite, epatite B, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae).
Per rendere l'idea, e' come aver perso una fetta di popolazione grande come il comune di Rimini. Non solo: dal 2008 al 2013 oltre 358mila bambini non sono stati vaccinati per morbillo, parotite e rosolia. Per usare lo stesso paragone di prima, quindi, e' come se l'intera citta' di Firenze avesse smesso di fare le vaccinazioni. Con l'aggravante che la tendenza negativa si e' accentuata negli ultimi due anni, che da soli registrano 139.747 bambini non vaccinati.



( sm / 19.11.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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