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Regioni.it

n. 2837 - lunedì 23 novembre 2015

Sommario
- Boschi: dalla contapposizione Stato-Regioni al regionalismo cooperativo
- L'app "Regioni.it" per smartphone e tablet
- Istat: reddito e condizioni di vita nel 2014
- Agenas: rapporto su trasparenza, etica e legalità nel settore sanitario
- Toscana, Umbria e Marche: al lavoro per obiettivi comuni
- Zingaretti su processo riforme costituzionali

+T -T
Boschi: dalla contapposizione Stato-Regioni al regionalismo cooperativo

(Regioni.it 2837 - 23/11/2015) “La riduzione del numero delle Regioni non è in discussione, né è all'ordine del giorno una riorganizzazione dei confini regionali”, su questo fronte Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme, è stata categorica (nel corso della registrazione di 2 Next, Raidue). E quanto al futuro percorso del riassetto istituzionale il ministro non nutre dubbi: "non per sottovalutare gli avversari ma noi il referendum sulle riforme costituzionali lo vinceremo. Un'opzione diversa non viene proprio considerata. Avremo contro uno schieramento che va da Brunetta a Grillo a Salvini che non hanno cambiato il paese per venti anni e vogliono rimanere ancorati al passato. Ma i cittadini italiani sceglieranno il cambiamento. Credo ci siano tutte le condizioni per completare questo percorso di riforme. Tutti sentono l'esigenza di un cambiamento, di un Paese piu' semplice”.
L'auspicio è quello di una rapida approvazione da parte del Parlamento per avere poi la conferma del referendum, preparando fin da ora la fase attuativa e sottolineando che il nuovo Senato rappresenta una sfida per le regioni, “per riacquistare autorevolezza”, ha sottolineato Maria Elena Boschi, intervenuta ad un convegno organizzato dall'Istituto 'Jemolo' sul ddl di riforma costituzionale attualmente all'esame della Camera. “Con un certo ottimismo - ha sottolineato l'esponente dell'esecutivo - mi auguro che sia il testo definitivo”. Domani (24 novembre, ndr) l'aula della Camera proseguirà l'esame del provvedimento e “spero confermi il lavoro svolto dalla commissione che ha sostanzialmente approvato il testo uscito dal Senato. Mi auguro che l'esame possa concludersi in tempi rapidi per poi passare alla fase referendaria”. Boschi ha comunque ricordato che sin da ora “inizia una nuova fase che riguarderà la fase dell'attuazione, essendo ottimisti sull'esito del referendum”, a partire dall'elaborazione dei nuovi regolamenti di Senato e Camera. Il testo di riforma, ha detto ancora il ministro, rappresenta “una sfida per le regioni per essere coinvolte nel nuovo Senato per riacquistare autorevolezza”.
Quanto al peso che avrà il nuovo Senato, ha spiegato il ministro, “molto dipenderà dal ruolo che saprà giocare rispetto alla Camera”. In ogni caso bisogna ricordare il compito che avrà "rispetto alla normativa comunitaria, alla valutazione delle politiche pubbliche, alla valutazione delle politiche europee possono avere sul territorio”. Di fronte alla riforma in via di approvazione si possono avere due atteggiamenti: “paura di questo cambiamento, oppure superare gli elementi di preoccupazione con la sfida del cambiamento, che comunque arriva dopo un percorso maturato negli anni. Molte volte in passato si è arrestato perché non c'è stato il coraggio di portarlo avanti fino in fondo. C'è stato timore del cambiamento. Oggi c'è questo coraggio perché probabilmente nei cittadini c'è una diversa consapevolezza di questa necessità e penso che questo abbia dato la spinta al Parlamento”. Le riforme costituzionali, ora all'esame della Camera, “in realtà rafforzano il regionalismo cooperativo. Perché non ci sarà più un rapporto necessariamente dialettico, quasi contrapposto tra Stato e Regioni”, ha sottolineato, in un passaggio del suo intervento. La riforma “fa riappropriare Stato e Regioni del proprio ruolo e delle proprie responsabilità” e “che i rappresentanti delle Regioni siano in Senato è una sfida per le Regioni” stesse. La sfida anche “per acquistare autorevolezza”. Molto dipenderà dal peso politico che il Senato saprà giocare verso la Camera”, ha detto ancora Boschi, sottolineando “il ruolo politico” del nuovo Senato.
Non solo: la riforma “invece di ampliare le distanze tra nord e sud Italia cerca di ridurre le differenze” e “si prefigge obiettivi non antitetici con chi riconosce alle Regioni un ruolo importante”. Il Senato delle Autonomie, “è una sfida per le Regioni – ribadisce - la sfida di avere un ruolo da protagoniste anche nella legislazione nazionale e rispetto alla normativa comunitaria sia ascendente che discendente, la sfida – torna a sottolineare - per acquisire autorevolezza. Chi andrà a comporre il Senato non saranno i consiglieri regionali meno interessati all'attività politica, non saranno scelte le seconde file, ma i soggetti più capaci di rappresentare il territorio ed esprimere autorevolezza”. "Abbiamo scelto con convinzione di tenere insieme le due riforme costituzionali che, a nostro avviso, non si possono scindere perché c'è un equilibrio nella riduzione del potere legislativo esclusivo delle Regioni o concorrente e il coinvolgimento dei rappresentanti delle Regioni nel Senato. Le Regioni vedono ridursi i poteri legislativi in alcune materie ma partecipano alla legislazione nazionale sedendo nel Senato. Si risolve la conflittualità – ha concluso - a monte e non a valle”.


( sm / 23.11.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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