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Regioni.it

n. 2837 - lunedì 23 novembre 2015

Sommario
- Boschi: dalla contapposizione Stato-Regioni al regionalismo cooperativo
- L'app "Regioni.it" per smartphone e tablet
- Istat: reddito e condizioni di vita nel 2014
- Agenas: rapporto su trasparenza, etica e legalità nel settore sanitario
- Toscana, Umbria e Marche: al lavoro per obiettivi comuni
- Zingaretti su processo riforme costituzionali

+T -T
Istat: reddito e condizioni di vita nel 2014

(Regioni.it 2837 - 23/11/2015) I dati Istat su “Reddito e condizioni di vita” nel nostro Paese, relativi al 2014, indicano che un italiano su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale.
Secondo l’Istat, infatti, si tratta del 28,3% della popolazione ad essere in questa situazione di disagio sociale. In particolare il 19,4% è a rischio povertà, l'11,6% vive in famiglie gravemente deprivate e il 12,1% in famiglie a bassa intensità lavorativa.
Il dato positivo è legato al Sud per la diminuzione della percentuale rischio povertà: passa dal 48% al 46,4% rispetto al 2013. Ma ricordiamo che al Nord è al 17,3%, confermando il persistere delle differenze tra queste aree del Paese. Al Centro è al 22,8%.
Quasi la metà dei residenti nel Sud e nelle Isole (45,6%) è a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 22,1% del Centro e il 17,9% di chi vive al Nord. In tutte le regioni del Mezzogiorno i livelli sono superiori alla media nazionale, viceversa i valori più contenuti si riscontrano in Trentino-Alto Adige (11,7%, 9,7% nella provincia autonoma di Bolzano), Friuli-Venezia Giulia (16,3%) e Veneto (16,9%).
La media italiana resta di quattro punti al di sopra di quella Ue che è del 24,4%: peggio solo Romania, Bulgaria, Grecia, Lettonia e Ungheria. Ai minimi dal 2011 i numeri relativi alle persone gravemente deprivate: 11,6%. Diminuiscono per il secondo anno di seguito le persone gravemente deprivate.
Il calo è determinato dal fatto che scendono le quote di individui in famiglie che, se lo volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 13,9% al 12,6%), una settimana di ferie all'anno lontano da casa (dal 51,0% al 49,5%) o una spesa imprevista pari a 800 euro (dal 40,2% al 38,8%).
“La stima della grave deprivazione diminuisce soprattutto nel Mezzogiorno, tra i single e le coppie (soprattutto se anziani) e tra le coppie con un solo figlio, anche minore. Ancora grave la condizione dei genitori soli, delle famiglie con almeno tre minori o di altra tipologia, famiglie, queste ultime, che tra il 2013 e il 2014 hanno mostrato un ulteriore deterioramento della loro condizione (dal 15,9% al 20,2%)”.
La stima dei redditi delle famiglie si riferisce al 2013 e mostra stabilità rispetto all'anno precedente. Nel 2013, si stima che la metà delle famiglie residenti in Italia abbia percepito un reddito netto non superiore a 24.310 euro l'anno (circa 2.026 euro al mese); questo valore scende a 20.188 euro nel Mezzogiorno (circa 1.682 euro mensili).
La stima dell'Istat passa dal 12,3% del 2013 all'11,6% del 2014, il minimo dal 2011.
Diminuiscono le persone che non possono permettersi un pasto proteico ogni due giorni (dal 13,9% al 12,6%), una settimana di ferie (dal 51,0% al 49,5%) o una spesa imprevista di 800 euro.
Elevati livelli di rischio di povertà o esclusione sociale si osservano anche tra coloro che vivono in famiglie monoreddito (44,7%) - per i quali i valori dei tre indicatori sono più che doppi rispetto a quelli osservati tra i componenti delle famiglie con due o più percettori - o in famiglie con fonte principale di reddito non proveniente da attività lavorative (33,6% se la fonte principale è una pensione o un altro trasferimento pubblico, 54,0% se si tratta di altra fonte).


PROSPETTO INDICATORI DI POVERTÀ O ESCLUSIONE SOCIALE PER REGIONE. Anni 2013-2014, per 100 individui con le stesse caratteristiche

Anno 2013

Anno 2014

Rischio di povertà o esclusione sociale

Rischio di povertà

Grave deprivazione

Bassa intensità lavorativa

Rischio di povertà o esclusione sociale

Rischio di povertà

Grave deprivazione

Bassa intensità lavorativa

Piemonte

16,5

11,1

5,0

6,9

18,8

13,8

5,3

7,2

Valle d'Aosta

21,3

9,5

9,2

9,5 (a)

17,5

8,4

9,4

6,6 (b)

Lombardia

17,7

8,4

9,2

6,0

18,1

9,0

8,5

7,0

Trentino-Alto Adige

12,8

9,3

3,5

4,9 (a)

11,7

7,7

3,1(a)

4,6

Bolzano-Bozen

12,4 (b)

9 (b)

- (c)

-(c)

9,7

5,4 (b)

-(c)

-(c)

Trento

13,2

9,5

4,8 (b)

3,4 (b)

13,6

10,0

2,8 (b)

6,8 (b)

Veneto

16,1

10,3

3,8

6,8

16,9

11,6

4,7

5,5

Friuli-Venezia Giulia

16,1

9,8

6,6

5,8

16,3

9,2

7,2

6,0

Liguria

23,4

15,6

8,1

9,4

26,5

16,6

12,7

10,0

Emilia-Romagna

17,8

10,9

8,9

5,6

16,4

10,1

7,3

4,9

Toscana

18,4

12,1

4,8

8,5

19,2

11,6

7,3

8,6

Umbria

22,7

14,8

8,6

8,4

21,9

16,5

5,2

10,6

Marche

21,8

12,7

9,4

8,2

19,6

12,2

9,5

8,4

Lazio

26,1

18,0

7,1

9,0

24,7

18,5

7,3

9,1

Abruzzo

26,1

18,7

8,6

9,8

29,5

22,0

9,5

11,6

Molise

44,7

30,8

18,9

18,0

40,7

32,1

8,9

15,6

Campania

49,8

37,6

21,9

19,5

49,0

38,1

18,7

22,8

Puglia

43,6

29,6

24,7

14,8

40,3

25,8

23,2

16,5

Basilicata

48,5

33,1

20,7

20,6

39,6

25,6

15,1

19,6

Calabria

45,6

33,6

19,7

17,9

43,5

32,4

15,6

22,0

Sicilia

55,0

40,9

28,9

25,1

54,4

40,1

26,0

24,9

Sardegna

32,2

21,3

13,6

15,2

37,7

25,9

14,7

19,4

ITALIA

28,5

19,3

12,3

11,3

28,3

19,4

11,6

12,1

                               

 





( gs / 23.11.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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