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Regioni.it

n. 2837 - lunedì 23 novembre 2015

Sommario
- Boschi: dalla contapposizione Stato-Regioni al regionalismo cooperativo
- L'app "Regioni.it" per smartphone e tablet
- Istat: reddito e condizioni di vita nel 2014
- Agenas: rapporto su trasparenza, etica e legalità nel settore sanitario
- Toscana, Umbria e Marche: al lavoro per obiettivi comuni
- Zingaretti su processo riforme costituzionali

+T -T
Toscana, Umbria e Marche: al lavoro per obiettivi comuni

Una macroregione può nascere dall'integrazione di politiche e servizi

(Regioni.it 2837 - 23/11/2015) “Immaginiamo che si può fare un lavoro comune non calando dall'alto l'idea astratta di macro-regione, ma integrando politiche e servizi, condividendo obiettivi comuni con lo scopo di rafforzare le nostre regioni, non rinunciando a qualcosa e mettendo al centro le imprese, le persone e il futuro delle comunità”: è questo il senso, riassunto da Catiuscia Marini, dell'incontro, a Perugia, fra i Presidente di Umbria, Toscana e Marche sull'ipotesi di macro regione.
Catiuscia Marini, Presidente dell’Umbria , Luca Ceriscioli, presidente delle Marche, ed Enrico Rossi, Presidente della Toscana, hanno quindi tenuto una conferenza stampa.
“Come avete capito - ha scherzato Rossi - non è che abbiamo solo mangiato bene (e bevuto il vino umbro Sagrantino secondo indiscrezioni ndr) ma abbiamo anche fatto passi avanti importanti”.
“La prossima tappa - ha spiegato il presidente delle Marche - sarà quella di mettere insieme un documento che sarà sottoposto ai consigli regionali”.
Occorre ora, ha spiegato la Marini, un “lavoro di individuazione di temi, essendo consapevoli che se proviamo a costruire azioni comuni rendiamo più veloce la ripartenza, aiutiamo il Pil, aiutiamo l'occupazione, razionalizziamo meglio i conti pubblici, facciamo delle cose molto utili prima di tutto per le persone che qui vivono, ma direttamente o indirettamente per l'Italia nel suo insieme, e diamo una mano concreta in questo caso anche al governo nazionale su alcune azioni che sta portando avanti”.
“Lo sforzo che stiamo facendo - ha osservato Catiuscia Marini nel corso della conferenza stampa - è di evitare di immaginare che questo processo lo si costruisca nella stanza di un centro studi o di un'aula parlamentare dove noi prendiamo la carta geografica e con ragionamenti astratti ricostruiamo una possibile nuova Italia. Non vogliamo un laboratorio astratto che peraltro danneggerebbe, se costruito così, le nostre comunità e forse anche il Paese”.
secondo la presidente umbra, Catiuscia Marini, Umbria, Marche e Toscana, “hanno dei punti di forza che rappresentano un valore aggiunto importante”.
“Siamo tutte - ha spiegato, ad esempio, Catiuscia Marini - fra le prime cinque amministrazioni regionali in Italia nella gestione dei servizi sanitari. Abbiamo quindi dimostrato già singolarmente grandi capacità di governo. Noi ragioniamo quindi - ha spiegato la presidente umbra - non come Regioni che zoppicano su politiche fondamentali (fondi europei, oltre che sanità, per parlare di due grandi macroaree di competenza) ma come Regioni che hanno già retto la prova”.
“Quindi il tema - ha aggiunto - è di sostanza, cioè fare insieme delle cose con la forza economica e anche di immagine che abbiamo, anche a livello internazionale. Possiamo quindi avvantaggiarci - ha sottolineato la presidente umbra - di queste cose concrete che abbiamo costruito negli anni”.
Pronto a premere sull’acceleratore di una dimensione comune fra le tre regioni il presidente della Toscana, Enrico Rossi: “io penso che venti regioni in Italia siano davvero troppe, che in Europa e nel mondo ma anche rispetto alle esigenze economiche e sociali che hanno i territori, questa dimensione della regione debba essere in qualche modo superata per corrispondere a questa realtà diversa, sia istituzionale, sia economica e sociale. E quindi perché no - ha aggiunto Rossi - stiamo dentro un processo e poi vediamo questo processo come si realizzerà, quali saranno tutti gli accorgimenti da mettere in campo. Partiamo dalla base, è un buon modo per partire. C'è una storia, c'è un'economia soprattutto, c'è un'identità di paesaggio, c'è un'agricoltura che in qualche modo ci identificano. E quindi ci sono anche dei problemi che ci identificano: cominciamo a lavorare su questi problemi. Per il resto vada avanti la discussione istituzionale, coinvolga, questa discussione, le forze sociali e vediamo quello che accade. A noi - ha spiegato ancora il presidente della Regione Toscana - le riforme non fanno paura, anzi. Vorremmo che questa Italia di mezzo desse anche un contributo al resto del Paese, altre volte lo ha dato”.
Per il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, “il percorso che facciamo si sottrae a un dibattito di pura opinione e mette in campo elementi concreti che possano aiutarci a capire qual è la direzione migliore nella riorganizzazione del sistema regionale. Noi costruiamo questo percorso in termini progettuali concreti - ha poi detto Ceriscioli - cioè facendo cose, mettendo insieme risorse, quindi lavorando insieme e dimostrando ai cittadini quello che viene fuori da un accordo fra queste regioni. Sull'asse Adriatico - ha spiegato ancora - c'è già un'altra esperienza che è partita da diverso tempo ed è arrivata ad una fase operativa, che è la macro regione Adriatico-Ionica. E' una macro regione europea, ce ne sono tre in tutta Europa. Lì ci sono altri progetti che parlano ad esempio di 'Blu economy' e via dicendo. Quindi - ha aggiunto - anche su altre ipotesi c'è una base progettuale che si sta sviluppando. Vedere in azione queste opportunità sarà il percorso che ci renderà evidente la strada più efficace per affrontare in futuro”.
“Se proviamo a costruire azioni comuni – ha ribadito la presidente dell’Umbria, Marini - rendiamo più veloce la ripartenza, aiutiamo il Pil, aiutiamo l'occupazione, razionalizziamo meglio i conti pubblici, facciamo delle cose molto utili prima di tutto per le persone che qui vivono, ma direttamente o indirettamente per l'Italia nel suo insieme, e diamo una mano concreta in questo caso anche al governo nazionale su alcune azioni che sta portando avanti".
Lo sforzo che stiamo facendo – è tornata a sottolineare poi la Marini - è di evitare di immaginare che questo processo lo si costruisca nella stanza di un centro studi o di un'aula parlamentare dove noi prendiamo la carta geografica e con ragionamenti astratti ricostruiamo una possibile nuova Italia. Non vogliamo un laboratorio astratto che peraltro danneggerebbe, se costruito così, le nostre comunità e forse anche il Paese”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 23.11.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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