Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2838 - martedì 24 novembre 2015

Sommario
- Conferenza Regioni mercoledì 25 novembre su riparto sanità
- Ddl Concorrenza: audizione rappresentanti Conferenza delle Regioni
- Rapporto Eures: 152 donne uccise in Italia nel 2014
- Ceriscioli: presto un'agenda comune per Marche, Umbria e Toscana
- Frattura: apprezzato il lavoro svolto sui Lea
- Crocetta: bene compartecipazione spesa regionale ai fondi UE

+T -T
Rapporto Eures: 152 donne uccise in Italia nel 2014

Il 25 Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Interventi di Lanzarin, Gallera e Saccardi

(Regioni.it 2838 - 24/11/2015) Sono 152 le donne uccise in Italia nel 2014. Lo evidenzia il terzo Rapporto Eures sul Femminicidio nel nostro Paese. E il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Nel 2014 abbiamo un -43% di casi al Sud. Nel 94% dei casi la morte di una donna avviene per "mano di un uomo" e nel 77% di un familiare. Tra i moventi prevalenti la gelosia e il possesso. Il rischio è più alto tra le donne straniere. Il più alto numero di femminicidi è stato compiuto dal coniuge o dal convivente (in tutto 48, pari al 59,3% dei casi).
A livello regionale nel 2014 il più alto numero di vittime femminili è stato registrato in Lombardia, con 30 morti (+58% rispetto ai 19 del 2013). Aumento anche in Toscana (dai 13 del 2013 a 16), Veneto, (da 4 a 7), Basilicata (da zero a 3), Liguria (da 4 a 5) e Sicilia (da 18 a 19). Lazio e Sicilia sono al secondo posto per numero di vittime censite nel 2014 (19 in entrambe le regioni).
Il Rapporto Eures evidenzia che il numero dei femminicidi nel Sud è diminuito del 42,7%% (da 75 a 43), rispetto ad una crescita dell'8,3% a Nord (da 60 a 65) e ai dati stabili del Centro (44 vittime).
La flessione più rilevante si osserva in Campania (da 20 a 7 vittime), Puglia (da 15 a 4) e Calabria (da 10 a 3), mentre nessun femminicidio si riscontra in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Molise e Valle d'Aosta.
Inoltre sempre secondo il Rapporto Eures lo scorso anno è diminuita l'età media delle vittime, anche se c’è un incremento delle donne anziane uccise (33,6%).
La Provincia di Bolzano fa sapere che nell’ambito della Cooperazione allo sviluppo sostiene un progetto in Iraq per le donne traumatizzate dalla violenza dei terroristi dell'Isis. Sono migliaia le ragazze rapite dai terroristi dell'Isis e vendute come schiave del sesso. Finora di loro ne sono state riscattate o sono scappate oltre 2mila che hanno fatto ritorno ai campi profughi nel Nord dell'Iraq.
“La violenza contro le donne è un fenomeno diffuso – afferma Manuela Lanzarin, assessore al sociale della Regione Veneto - che ha molte facce e che ha risvolti più subdoli, ma altrettanto devastanti, sui minori coinvolti. Per questo nel programma regionale di prevenzione e tutela stiamo cercando di dare accoglienza e supporto anche ai figli, testimoni di violenze e spesso privi di adeguata protezione. Sono già più di settanta i minori accolti nelle case protette riconosciute dalla Regione: aiutiamo le donne vittime di soprusi e violenze, ma non dimentichiamoci dei figli”.
La rete di strutture protette riconosciute e finanziate della Regione Veneto conta attualmente 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello.
“La Regione Lombardia – dichiara l'assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale di Regione Lombardia, Giulio Gallera - è assolutamente in prima linea nella lotta contro la violenza alle donne, un fenomeno drammatico che ha delle proporzioni enormi".
“Il fenomeno della violenza sulle donne emerge sempre di più - sottolinea Gallera - forse anche grazie all'azione delle Istituzioni e delle tante associazioni di volontariato impegnate sul campo. La Lombardia, lo scorso anno, con 23 vittime, ha avuto ancora, tristemente, il primato di femminicidi in Italia e il 31,4% di donne, tra i 16 e 70 anni, ha dichiarato di aver subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Un dato pesante e un pugno allo stomaco che ci spinge a lavorare sempre più alacremente per contrastare il fenomeno”.
L'assessore a diritto alla salute, sociale e sport della regione Toscana, Stefania Saccardi, evidenzia come l'Osservatorio sociale sulla violenza di genere abbia agito su più fronti: “l'Osservatorio sta realizzando – aggiunge Saccardi - un complesso lavoro di monitoraggio e approfondimento, che cerca di coprire e completare l'orizzonte delle tematiche connesse alla violenza di genere, in linea con quanto sostenuto dalla Convenzione di Istanbul e ribadito nel Piano d'azione straordinario contro la violenza di genere. La messa in atto del Piano troverà una Regione pronta a rispondere alle sfide in esso contenute. Siamo convinti che sia importante studiare non solo i dati relativi alla dimensione del fenomeno, ma anche quelli inerenti alla risposta del sistema alla violenza sulle donne, intesa non come un problema di sicurezza, ma come evento che attiene ai modelli del rapporto tra i generi, tra le persone, che interessa strutturalmente i modelli sociali e culturali dei territori e che costa in termini di ben essere collettivo, sociale ed economico”.

 



( gs / 24.11.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top