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Regioni.it

n. 2841 - martedì 1 dicembre 2015

Sommario
- Chiamparino: le Regioni agenzie democratiche per la coesione sociale
- Giornata mondiale dell'Aids
- Province: Molise adotta convenzione tipo per gestione politiche lavoro
- Sanità: Garavaglia, chiesta proroga su turni di lavoro dei medici
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 5 novembre 2015
- Atti della Conferenza Unificata del 5 novembre 2015

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Giornata mondiale dell'Aids

Italia: ogni anno sono tra le 3.500 e le 4.000 le persone colpite dal virus

(Regioni.it 2841 - 01/12/2015) Il primo dicembre è la Giornata mondiale dell'Aids. Escono, quindi, le informazioni sull’andamento della malattia a livello sia nazionale che internazionale.
Nonostante il fatto che se ne parli sempre meno la malattia non diminuisce, anzi le infezioni aumentano e il suo debellamento è ancora lontano.
Ogni anno sono tra le 3.500 e le 4.000 le persone colpite dal virus nel nostro Paese. Dall’inizio dell’epidemia (nel 1982) a oggi sono stati segnalati oltre 67.000 casi di Aids, di cui circa 43.000 sono le persone morte per la malattia.
I dati forniti dal ministero della Salute provengono dal Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Si evidenzia come non ci sia alcun rischio epidemia dalle migrazioni: il 20% della diffusione tra i migranti riguarda il contagio che avviene dopo l'arrivo in Italia.
Sempre in evidenza è anche la prevenzione, infatti emerge che sempre meno persone fanno il test: oltre il 50% scopre di avere contratto l'Hiv in una fase molto avanzata.
Nel 2014 in Italia sono esattamente 3.695 le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive: un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100mila residenti. Sempre nel 2014 sono stati diagnosticati 858 nuovi casi di Aids pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti.
L’incidenza, ossia le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2014, “non mostra particolari variazioni rispetto ai tre anni precedenti – spiega il ministero della Salute - e colloca il nostro Paese al 12° posto nell’Unione Europea. Le regioni che hanno mostrato un’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna”.
Il virus colpisce prevalentemente gli uomini. Questi rappresentano ben il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è di 39 anni, per le donne di 36 anni. Quanto alla fascia di età maggiormente colpita, è risultata essere quella delle persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti).
La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni (maschi che fanno sesso con maschi: 40,9%; eterosessuali maschi: 26,3%; eterosessuali femmine 16,9%).
Il 27,1% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Più in dettaglio, nel 2014, l’incidenza è stata di 4,7 nuovi casi ogni 100.000 tra italiani residenti e di 19,2 nuovi casi ogni 100.000 tra stranieri residenti. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate nella regione Lazio, in Campania, in Sicilia e in Molise. Tra gli stranieri, la quota maggiore di casi è costituita da eterosessuali femmine (36%), seguita dal 27% di eterosessuali maschi, mentre tra gli italiani la proporzione maggiore è quella dei maschi che fanno sesso con maschi (49%), seguita dal 26% di eterosessuali maschi.
Da uno studio condotto su 12 Centri Clinici di Malattie Infettive campionati per essere rappresentativi della realtà italiana, risulta che in Italia il 90,9% delle persone diagnosticate con infezione da Hiv è seguito presso i centri clinici di malattie infettive; di questi, il 92,6% è in terapia antiretrovirale, e di questi l’85,4% ha raggiunto la soppressione virale.
Comunque i numeri del contagio in senso assoluto sono ancora elevati, in particolare nell'Africa Sub-Sahariana, dove si manifesta il 66% dei nuovi casi registrati e sono 25,8 milioni le persone che vivono – e convivono - con l'HIV. Di queste, quasi 13 milioni sono donne.
“Dobbiamo fare una nuova campagna per sensibilizzare sulle malattie sessualmente trasmissibili – ha sottolineato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – Le casistiche sono negative, ci sono scenari impensabili negli ospedali. “Le persone con comportamenti a rischio non si fanno le analisi e scoprono di avere l'Aids quando la malattia è conclamata. Dobbiamo invece ricordare a loro e tutti di fare le analisi e proteggersi nei rapporti sessuali”.



( gs / 01.12.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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