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Regioni.it

n. 2863 - lunedì 18 gennaio 2016

Sommario
- Bonaccini: con meno Sud ci sarà anche meno Nord
- Trivellazioni: prosegue il confronto
- Riforme: Bonaccini, Presidenti di Regione in Senato "fatto naturale"
- Toti: Liguria approva bilancio, avviato percorso di modernizzazione e sviluppo
- Servizio civile: bandi per oltre 3000 volontari
- Veneto: Consiglio regionale approva il bilancio

Intervista a l'Unita del 17 gennaio

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Riforme: Bonaccini, Presidenti di Regione in Senato "fatto naturale"

Ma non mi fascerei la testa se ciò non fosse possibile, lasciando ai territori la decisione stessa di "eleggerli"

(Regioni.it 2863 - 18/01/2016) Intervista a tutto campo sul tema delle riforme quella rilasciata – a “l’Unità” e pubblicata il 17 gennaio - dal presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
La riforma della Costituzione “è un passaggio di portata storica per il Paese. Perché tale sarebbe il superamento del bicameralismo paritario, nel 70esimo della Repubblica, con il conseguente taglio di oltre trecento parlamentari”. Per Bonaccini è ora di mobilitarsi anche perché è avvertita “la necessità di spendersi per istituzioni più snelle, semplici e moderne, dunque più efficienti”.
Quanto alla preoccupazione per la perdita di alcune competenze per le Regioni, Bonaccini ha spiegato che “la riforma conferisce al Parlamento strumenti nuovi e più intensi, tipici del bicameralismo asimmetrico che gli altri Paesi conoscono, superando finalmente quel ping-pong sterile tra Camera e Senato, proprio dell’Italia. Ci sono quattro punti importanti. Il Senato può concorrere ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato; la garanzie obbligatoria dei diritti delle minoranze parlamentari nei regolamenti, con uno statuto delle opposizioni alla Camera; introduce vincoli obbligatori per evitare che il governo abusi dei decreti-legge. E il Senato può disporre inchieste su materie che riguardano le autonomie territoriali. In Germania, nel Regno Unito o in Spagna il conflitto non è tra Istituzioni , Governo e Parlamento, ma tra maggioranza e opposizione, il che non lacera le istituzioni ma migliora l’offerta politica, mettendo il cittadino al centro della democrazia con il suo voto”.
In futuro si dovrà considerare anche l’ipotesi della presenza dei i presidenti di Regione fra i 100 senatori., del resto, spiega Bonaccini, “i Presidenti di Regione sono eletti direttamente dai cittadini e godendo di una legittimazione implicita, sarebbe naturale una loro presenza "di diritto" tra i 100 senatori. Ma non mi fascerei la testa se ciò non fosse possibile, lasciando ai territori la decisione stessa di "eleggerli" o meno nel nuovo Senato”.

domenica 17 gennaio 2016:
 [L'Unità] Bonaccini: Le riforme miglioreranno il rapporto cittadini-istituzioni


( sm / 18.01.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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