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Regioni.it

n. 2865 - mercoledì 20 gennaio 2016

Sommario
- Termovalorizzatori: parere positivo, ma "condizionato", da 15 regioni su 20
- Riforme: Conferenza Regioni straordinaria nei prossimi mesi
- Serracchiani: norma sul federalismo fiscale va rivista
- Porti: presto confronto Regioni - Delrio sulla riforma
- Trivellazioni: Bonaccini ed Emiliano su Tremiti, serve intervento Governo
- Lazio: nuovi assessori Hausmann (agricoltura) e Buschini (Consiglio)

+T -T
Termovalorizzatori: parere positivo, ma "condizionato", da 15 regioni su 20

L'argomento tornerà all'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni

(Regioni.it 2865 - 20/01/2016) Parere favorevole di 15 Regioni su 20 al "decreto termovalorizzatori" del presidente del Consiglio dei ministri. Ad annunciarlo è il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine della seduta del 20 gennaio.
"E' un parere condizionato a emendamenti e osservazioni per l'integrazione tra i piani regionali e quello nazionale”. E questo parere è stato espresso e illustrato in sede di Conferenza Stato-Regioni dallo stesso presidente Bonaccini. “Siamo convinti – ha aggiunto Bonaccini - che verranno accolti i nostri emendamenti”.
Nel corso del confronto con il Governo si è deciso di tornare ad iscrivere il punto in una ulteriore e prossima Conferenza Stato-Regioni.
Come spiega Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Commissione infrastrutture per la conferenza delle Regioni, sono essenzialmente due i temi sollevati dalle Regioni. Rispetto ai termovalorizzatori “l'accoglimento degli emendamenti “è condizione al parere favorevole", laddove si “prevede che la ricognizione effettutata dal governo sui nuovi impianti abbia carattere ricognitorio, che sia soltanto una fotografia della situazione secondo il fabbisogno all'attualità, ma che le decisioni sulla realizzazione degli impianti e la pianificazione spettino alle Regioni attraverso i rispettivi piani di gestione" il tutto "in considerazione del trend di crescita della raccolta differenziata".
Un altro emendamento invece riguarda il decreto sul trattamento della frazione organica: "Chiediamo venga posto fine alla telenovela sulla natura giuridica della frazione organica sottoposta al processo di trattamento. Secondo noi -ha spiegato- non è più considerabile un rifiuto solido urbano, ma si tratta di un rifiuto speciale e ciò è importante perché il rifiuto speciale non è sottoposto al preventivo accordo tra le regioni per lo spostamento".
La Regione Umbria ha riconfermato in sede di Conferenza delle Regioni e Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà, esprimendo il proprio parere negativo, allo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministero dell'Ambiente, recante norme per "individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale”. L'atto - spiega un comunicato della giunta - è stato comunque rinviato alla prossima seduta della Conferenza Stato-Regioni per consentire ulteriori approfondimenti, come richiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
La contrarietà della Regione Umbria (per la quale era presente questa mattina l'assessore regionale Antonio Bartolini, mentre nella seduta del coordinamento degli assessori regionali all'ambiente riunitasi ieri era presente l'assessore regionale Fernanda Cecchini) è motivata dal fatto - sottolinea il comunicato dell'ente - che il piano predisposto dal Governo non tiene conto del piano regionale umbro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, che prevede una precisa scelta in direzione della raccolta differenziata al 68,6 per cento ed il collocamento sul mercato del Css (Combustibile solido secondario) per 58 mila tonnellate all'anno, portando così il fabbisogno di trattamento termico a 72 mila tonnellate all'anno. Fattori, questi - spiega ancora il comunicato - che rendono oltretutto economicamente non sostenibile la realizzazione in Umbria di un impianto di termovalorizzazione.
Il parere al dl sugli inceneritori "per noi è negativo". "Noi stiamo smantellando gli inceneritori e quindi per noi il dl così non ha senso", ha ha detto l'assessore regionale al Bilancio della ;Lombardia, Massimo Garavaglia.
“Proporremo al ministro dell'Ambiente Galletti che i rifiuti aggiuntivi non possono andare in Regioni che hanno problemi di polveri sottili; ci sono anche le infrazioni sulle polveri sottili, quindi le due cose non possono andare insieme”.
“La Liguria ha votato a favore del decreto inceneritori. Ha un bacino di popolazione talmente piccolo che non regge da sola un inceneritore e lo rende antieconomico". Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine della Conferenza delle regioni del 20 gennaio.


( red / 20.01.16 )
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