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Regioni.it

n. 2866 - lunedì 25 gennaio 2016

Sommario
- Logistica e portualità: Bonaccini, pronta disponibilità Governo a confronto
- Sanità: Bonaccini, alleanza con Governo per rilancio
- Unioni civili e family day: i commenti dei Presidenti delle Regioni
- Infrastrutture ferroviarie: Consulta, serve parere Stato-Regioni
- Garavaglia: in sanità 14,7 miliardi di tagli e nel 2018 solo il 6,38% del PIL
- Consiglio dei ministri 20 gennaio: norme su riforma P.A.

+T -T
Garavaglia: in sanità 14,7 miliardi di tagli e nel 2018 solo il 6,38% del PIL

Intervista al settimanale "il Sole 24 ore sanità"

(Regioni.it 2866 - 25/01/2016) La legge di stabilità 2016 ha creato alcune criticità per i bilanci delle Regioni che l’Assessore Massimo Garavaglia (della Regione Lombardia), coordinatore della Commissione affari finanziari della conferenza delle Regioni, ha provato a sintetizzare in una intervista pubblicata il 19 gennaio dal settimanale “Il Sole 24 ore Sanità”.
Prima di tutto “si è di nuovo utilizzato il Fsn per tappare buchi di Finanza pubblica, ma questo è l’ultimo anno in cui si possa fare”, E la situazione non sarà migliore il prossimo anno perché “ci saranno ben più problemi perché, invece dei 16 di quest’anno risolti con il condono e con l’utilizzo del maggior deficit, ci saranno ben 30 miliardi di clausola di salvaguardia”.
Guardando invece alla riforma della costituzione in discussione in Parlamento “il tema vero – secondo Garavaglia - è cosa succede all’ente Regione. Dalle riforme esce un ibrido: con Regioni che potranno avere anche funzioni aggiuntive e altre che svolgeranno il compitino minimo. Intanto, è stato eluso il tema vero delle macroregioni e del dimensionamento: è evidente che non si può paragonare la Lombardia al Molise.
In ogni caso “se passa il referendum, si andrà verso un federalismo differenziato e non a caso abbiamo contribuito a scrivere questo articolo della riforma. Ma oggi il problema vero è gestire l’esistente. E l’esistente è insostenibile per tante realtà: temiamo che la Stabilità 2017 possa mettere a serio rischio l’erogazione dei servizi”.
Tra le priorità dell’agenda di governo dovrebbe rientrare, sostiene Garavaglia, la rivisitazione del “Patto della salute perché sono cambiate le cifre e quindi ciò che c’è scritto non è più sostenibile. Basti pensare ai nuovi Lea. Il problema vero è anticipare l’emergenza invecchiamento e cronicità, cui in Regione Lombardia Maroni ha provveduto con la riforma sanitaria. L’Italia nel suo complesso però avrà grossi problemi, con le Regioni in difficoltà che si troveranno ad aumentare le imposte e rivedere i ticket per sostenere il sistema, oppure a far quadrare i conti curando meno persone e allungando le liste d’attesa. Scelta dannosa per i cittadini, conseguenza delle scelte di Parlamento e Governo”.
Una proposta utile è “la centralizzazione e il controllo del ciclo degli acquisti, sempre su modello lombardo”, quanto ai fondi integrativi possono rappresentare un’opportunità per “aiutare il sistema ma bisogna capire cosa si vuole fare. Se è un’integrazione del sistema pubblico e si mantiene l’universalità del servizio, siamo d’accordo, ma se ci si orienta verso la privatizzazione del sistema sanitario, non siamo d’accordo. Spetterà al governo, in ogni caso, assumersi la responsabilità di questa scelta squisitamente politica”.
Una riflessione da presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità: “scegliendo di destinare solo 300 milioni al pubblico impiego, di fatto il governo ha deciso di non consentire i rinnovi contrattuali. Basti pensare che il costo del personale della pubblica amministrazione supera i 190 miliardi. Si doveva almeno mettere sul piatto l’1%, altrimenti non ha neanche senso discutere. Il tema delle risorse chiude in partenza la discussione o la rende, in ogni caso, molto più complicata. Per i contratti e il comparto ospedaliero, sono in buona parte accoglibili le proposte dell’Anaao. Quanto all’integrazione ospedale-territorio, più che le sanzioni vanno premiati approcci e comportamenti adeguati. Le trattative si sono arenate anche per le risorse ridicole in campo, ma ora si tratta comunque di ripartire”.
Preoccupazioni per la governance farmaceutica:si tratta – spiega Garavaglia - di riprendere il bandolo della matassa. I farmaci salvavita valgono 300-350 milioni di costi e anche per questo siamo ben oltre i 2,5 miliardi di costi aggiuntivi. L’importante è avere sempre ben presente chi paga: i cittadini, con le tasse versate alla propria Regione.
Chiamato al giudizio del ministro della salute, Beatrice Loranzin, Garavaglia dice che “ce la mette tutta, però senza risorse è difficile pensare di migliorare il sistema. I tagli cumulati in sanità sono pari a ben 14,7 miliardi e solo nel biennio siamo a 4,3 miliardi di tagli. Nel 2018 si arriverà al 6,38% di incidenza della spesa sanitaria sul Pil. Sono dati che non si registrano in nessun Paese con economia analoga alla nostra. Questo quadro aiuta la finanza pubblica, ma mette in difficoltà la possibilità di cura dei cittadini”.


( sm / 25.01.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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