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Regioni.it

n. 2866 - lunedì 25 gennaio 2016

Sommario
- Logistica e portualità: Bonaccini, pronta disponibilità Governo a confronto
- Sanità: Bonaccini, alleanza con Governo per rilancio
- Unioni civili e family day: i commenti dei Presidenti delle Regioni
- Infrastrutture ferroviarie: Consulta, serve parere Stato-Regioni
- Garavaglia: in sanità 14,7 miliardi di tagli e nel 2018 solo il 6,38% del PIL
- Consiglio dei ministri 20 gennaio: norme su riforma P.A.

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Logistica e portualità: Bonaccini, pronta disponibilità Governo a confronto

Interventi di De Luca, Delrio, Ceriscioli, Rossi, Crocetta, Oliverio

(Regioni.it 2866 - 25/01/2016) "Come da mandato ricevuto dalla Conferenza delle Regioni, ho già contattato il Ministro Delrio che ha immediatamente dato la disponibilità ad incontrare una delegazione delle Regioni per discutere di logistica e portualita', alla luce della riforma delle autorità portuali", lo ha dichiarato il Presidente Stefano Bonaccini con riferimento all'auspicio manifestato in tal senso dal Presidente della Campania, Vincenzo De Luca.
Sul tema riforma dei porti è infatti intervenuto il presidente della regione Campania, Stefano De Luca: “bisogna rispettare i poteri e le funzioni delle Regioni - afferma De Luca - se qualcuno immagina di nominare da Roma il presidente dell'autorità portuale di Napoli o Salerno è fuori strada. Le Regioni non possono essere scavalcate, per questo faremo valere le nostre posizioni in sede parlamentare e in Conferenza Stato-Regioni. In questo senso Liguria e Campania hanno già fatto valere le loro ragioni”.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha spiegato l’esame da parte del Consiglio dei ministri del 20 gennaio del decreto legislativo sulle ‘Norme in materia di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali’: “perchè l'Italia sia davvero il porto dell'Europa abbiamo introdotto misure per la semplificazione e la competitività dei nostri porti".
"I porti italiani ora faranno sistema - spiega Delrio – si compiono scelte strategiche, si semplificano i processi. La sfida è quella del confronto con le grandi potenze portuali del mondo, il Nord Europa, il Nord Africa, il Pireo, il Far East. La Risorsa Mare torna centrale in Italia. Queste innovazioni servono a rendere concreta quella 'cura dell'acqua' che abbiamo avviato e a valorizzare il Sistema Mare, che e' uno dei nostri principali asset economici, attraverso il quale transita il 70% delle merci italiane”.
Per il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli, “il Governo ha mantenuto l'impegno preso”. Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è positiva la riforma della governance dei porti approvata dal Consiglio dei ministri “credo alla fine si sia trovato giusto punto di equilibrio tra la necessità di governare dal livello centrale, facendo un po' di ordine al caos che ha caratterizzato gli ultimi decenni, e allo stesso tempo lasciare un margine forte di intervento alle regioni. Da questo punto di vista apprezzo la riforma e invito il ministro a convocare tutti i presidenti” di Regione.
"Sostengo l'integrità della Sicilia – afferma il presidente Rosario Crocetta - e quindi visto che Messina è una delle città più importanti della Regione, non capisco perché dovrebbe essere in seconda fila con un'Autorità portuale spostata a Gioia Tauro”.
“Una cosa era mettere capofila Messina - prosegue Crocetta - un'altra è mettere Gioia Tauro. Ho già espresso il mio dissenso scritto e credo che un decreto fatto senza il pronunciamento della Regione sarebbe anticostituzionale perché noi non siamo stati invitati formalmente, quindi per noi questo accorpamento non ha nessun valore e lo sa bene anche il governo. Tra l'altro questa situazione è totalmente invisa agli operatori economici di Messina che sono preoccupati anche per il peso rilevante che ha la 'ndrangheta nel controllo del porto di Gioia Tauro. Noi abbiamo fatto una grande battaglia per liberarci dalla mafia mentre lì ancora sono all'inizio di un'azione e temiamo le infiltrazioni mafiose della 'ndrangheta che potrebbero estendersi a Messina”.
“Non avevo alcun dubbio che Gioia Tauro sarebbe stata la sede della nuova Autorità del Mare Tirreno Meridionale” - ha dichiarato il presidente della regione Calabria, Mario Oliverio - Anche per questo non mi sono appassionato nei giorni scorsi a pretestuose polemiche su questo argomento”. “La dichiarazione del Presidente del Consiglio Renzi - aggiunge Oliverio - sui nuovi scenari e sulle nuove opportunità che si sono aperte per i porti del Sud, ed in primo luogo per Gioia Tauro, a seguito del raddoppio del Canale di Suez, mi rendono fiducioso sulla bontà e l'incisività del nostro progetto e delle nostre scelte relative alla vocazione commerciale e produttiva del sistema portuale calabrese”.
Oliverio evidenzia anche la necessità di alcuni interventi: il miglioramento di tutte le dotazioni infrastrutturali (adeguamento dei fondali e delle banchine, realizzazione del bacino di carenaggio e aumento delle dotazioni tecnologiche); la messa in rete del porto con le infrastrutture stradali e ferroviarie (sviluppo dell'area intermodale e strutture logistiche di servizio); l'avvio delle procedure per la realizzazione della Zes (confronto in sede europea e costruzione di strumenti attuativi).
“In questo scenario Gioia Tauro - prosegue Oliverio – può svolgere un ruolo trainante per tutti i porti che ricadono nell'Autorità di Sistema, sia quelli calabresi, sia quelli dell'area dello stretto. È importante che il Governo Nazionale, ed in tal senso la Giunta Regionale si è già attivata, dia seguito, a valle della definizione della governance del sistema portuale italiano, agli investimenti previsti dagli strumenti di programmazione europea e nazionale”.
Il presidente del Friuli Venezia, Debora Serracchiani, sottolinea come “la riforma della portualità nazionale conferma che il porto di Trieste è strategico per il Paese e che ha un ruolo fondamentale come nodo infrastrutturale in Adriatico". Serracchiani, in merito alla riforma delle Autorità portuali, sostiene che “il decreto attuativo finalmente crea le condizioni di una semplificazione nella governance dei porti. E' positivo che la Regione, insieme al ministero delle Infrastrutture, resti l'ente principale rispetto alla nomina dell'Autorità portuale: lo scalo mantiene cosi' un forte legame con il proprio territorio”.
“La riforma è fatta – spiega Serracchiani - per dare impulso in particolare a quei porti che hanno l'ambizione di operare in sinergia sempre più forte con il sistema logistico e infrastrutturale di un ampio retroterra, per conquistare mercati nuovi e aumentare i flussi di traffico in quantità e qualità”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
    
  
     
 
 


( gs / 25.01.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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