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Regioni.it

n. 2866 - lunedì 25 gennaio 2016

Sommario
- Logistica e portualità: Bonaccini, pronta disponibilità Governo a confronto
- Sanità: Bonaccini, alleanza con Governo per rilancio
- Unioni civili e family day: i commenti dei Presidenti delle Regioni
- Infrastrutture ferroviarie: Consulta, serve parere Stato-Regioni
- Garavaglia: in sanità 14,7 miliardi di tagli e nel 2018 solo il 6,38% del PIL
- Consiglio dei ministri 20 gennaio: norme su riforma P.A.

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Sanità: Bonaccini, alleanza con Governo per rilancio

(Regioni.it 2866 - 25/01/2016) Sono diverse le questioni che le Regioni dovranno affrontare sul fronte della sanità nel prossimo futuro: nuovi Lea, piano vaccini, farmaci anti epatite C ed altri innovativi. Poi i contratti e le convenzioni sanitarie e per il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini si tratta di sfide che “dobbiamo accettare” perché “in gioco c’è il diritto alla salute, quindi un interesse prioritario di tutti i cittadini. Ritengo – ha spiegato in un’intervista a quotidiansanita.it - che nessuno – non le Aziende ospedaliere e sanitarie, non le Regioni, né tanto meno il Governo – possa chiamarsi fuori”.
Quanto alle risorse, secondo Bonaccini, “il Fondo per il 2016 è sufficiente se sapremo giocare fino in fondo la partita della razionalizzazione della spesa, della centralizzazione degli acquisti, della lotta agli sprechi. E questo è un compito di responsabilità che le Regioni si sono assunte. Dall’altro lato occorre tornare a considerare la sanità come un valore, come un settore in cui vale la pena investire, come un’importante occasione di sviluppo. Ci sono aree e centri di eccellenza che dimostrano che questo traguardo è possibile e che per taluni aspetti può rappresentare anche una risposta alla crisi economica, al rilancio dell’occupazione ed una spinta per l’innovazione. Ed è questo un terreno su cui intendiamo confrontarci con il Governo – anche attraverso un’attenta valutazione di ogni buona pratica – nella convinzione che sia interesse comune difendere e rilanciare la sanità pubblica del nostro Paese.
Motivi che spingono il presidente della Conferenza delle Regioni a cambiare “approccio” nei confronti del Governo: “vorrei provare a cambiare: non vorrei “chiedere”… Vorrei “proporre” invece un’alleanza per il buongoverno e il rilancio della sanità pubblica. Mi auguro che attraverso un lavoro comune dei nostri Assessori alla sanità e dei nostri Assessori al bilancio, possa uscir fuori, nelle prossime settimane, un pacchetto di “proposte” da sottoporre al Governo, magari prima della redazione definitiva del Def. Vedremo allora se sarà davvero impossibile evitare di andare ad incidere ancora sulle risorse per la sanità. Certo sappiamo che occorrono “opzioni responsabili” e “scelte di campo” e dovremo valutare bene anche il modello complessivo del servizio sanitario, non rinunciando ad interventi organizzativi che sul momento possono anche rivelarsi dolorosi, ma che sul lungo periodo potranno dimostrarsi come la terapia migliore per una sanità che comunque, non dimentichiamocelo mai, resta - sia pura fra luci ed ombre - una fra le migliori d’Europa. E sono sicuro che di fronte ad una prospettiva di questo genere sapremo incontrare l’attenzione e la sensibilità del Presidente del Consiglio. Rispetto alla esigenza di rivedere il patto per la salute, Bonaccini ha spiegato che “è già in atto un confronto tecnico e politico con il Ministro della Salute. È chiaro che alla luce del nuovo quadro di risorse - di fronte alla necessità di rivisitare i Livelli essenziali di assistenza, alla esigenza di garantire farmaci innovativi e moderni strumenti diagnostici e terapeutici e alla necessità di “snellire” e sburocratizzare i piani di rientro delle Regioni in disavanzo, mettendo queste ultime nelle migliori condizioni possibili per un rapido recupero e l’uscita dal “commissariamento”- sia essenziale ridefinire i contorni del Patto per la salute. Con una considerazione di principio però: il “Patto” è stato uno strumento utile anche per tenere sotto controllo il governo della spesa pubblica come ha ripetutamente riconosciuto la Corte dei conti e questo non va dimenticato”. I costi standard sono una chance importante, ma “l’ottica deve restare quella di un servizio sanitario di tipo universalistico, in grado di fornire gli stessi servizi al Nord come al Sud, e l’obiettivo di un costo standard dev’essere quello di un innalzamento della qualità. I costi standard devono essere un volano per colmare i divari esistenti, senza far retrocedere le numerose eccellenze e le esperienze più innovative che costituiscono un patrimonio per la ricerca e l’assistenza nel nostro paese”. Nonostante le letture di alcuni che vedono come imminente un tramonto della sanità, il presidente della Conferenza delle Regioni dice di comprendere “la tentazione di cavalcare demagogicamente ogni singolo episodio di mala sanità - che va censurato e perseguito - ma le strumentalizzazioni non giovano al futuro del Servizio sanitario nazionale. Se ciascuno farà responsabilmente la propria parte, a partire dalle Regioni e dal Governo per arrivare alle organizzazioni sindacali della sanità, sono certo che sarà possibile costruire in tutti settori, anche in quelli delicati della contrattazione, soluzioni possibili. Ma c’è un approccio che dobbiamo – ciascuno per la propria parte – davvero evitare: quello di non considerare il contesto complessivo che ci vede operare in un quadro di risorse limitate”.
Infine la riforma della Costituzione che “va guardata nel suo complesso perché una visione parziale rischia di distorcerne la portata che io considero profondamente innovativa e necessaria. Si supera il bicameralismo perfetto e le Regioni entreranno nel futuro Senato da protagoniste. Si mette in cantina l’ambiguità delle competenze concorrenti, ma non si snatura l’architettura istituzionale che è alla base della bipartizione delle competenze legislative fra Stato e Regioni. E per quel che riguarda la sanità se è vero che allo Stato competono - come a mio avviso è giusto che sia - la “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni” e le “disposizioni generali e comuni per la tutela della salute”, è altrettanto vero che alle Regioni spettano tutte le funzioni relative alla programmazione e all’organizzazione dei servizi sanitari e sociali. Mi pare dunque un quadro di una limpidezza assoluta, su cui comunque sarà chiamato a “sorvegliare” un Senato che – conclude Bonaccini - non solo dovrà “rappresentare le istituzioni territoriali”, ma dovrà anche “concorrere” alla “valutazione delle politiche pubbliche”.


( sm / 25.01.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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