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Regioni.it

n. 2871 - lunedì 1 febbraio 2016

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 4 febbraio
- Economia: dati Unioncamere, 45.000 imprese in più nel 2015
- Ragioneria: spesa statale regionalizzata 2014
- Contrasto alla povertà e inclusione sociale: il ruolo delle Regioni
- Gli atti della Conferenza Unificata 20 gennaio 2016
- Bonaccini: buon lavoro al ministro Costa

+T -T
Economia: dati Unioncamere, 45.000 imprese in più nel 2015

(Regioni.it 2871 - 01/02/2016) L’analisi dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese nel 2015, diffusa da Unioncamere mostra, tutto sommato un tessuto imprenditoriale vivo: 45.000 le imprese in più, 20.000 nel Mezzogiorno. Il 50 per cento sono attive ne settore del commercio (+11.990 unità), e del turismo (+11.263). Segnali di contrazione si rilevano nel settore manifatturiero (-2.416 imprese).,in quello delle costruzioni (-6.055) e nell’agricoltura (-5.460) Sta di fatto che nel 2015 le imprese italiane hanno accelerato il ritmo di crescita e raggiunto quota 6 milioni 57.000 unità. Risultato raggiunto grazie alle 372.000 nuove iscrizioni che hanno più che compensato le 327.000 cancellazioni. Insomma dopo sette  anni di crisi (interrotti dalla breve fiammata del 2010-2011), lo scorso anno il tessuto imprenditoriale – sottolinea Unioncamere - ha visto un ritorno del ritmo di crescita delle imprese ai livelli pre-crisi del 2007 (+0,75%).
E se il bilancio del 2015 è stato positivo lo si deve in particolar modo alle imprese di giovani, stranieri e donne: il saldo delle aziende create da under 35 (+66.202 unità) supera nettamente l’intero saldo annuale (+45.181). Va inoltre segnalato il contributo determinante delle imprese di stranieri (+32.000 unità) e di quelle create da donne (+14.300). In crescita società di capitali e cooperative mentre diminuiscono imprese individuali e società di persone.
A livello territoriale, con l'eccezione della sola Basilicata, tutte le regioni fanno meglio del 2014, incluse quelle che anche nel 2015 continuano a registrare saldi formalmente negativi (ma statisticamente insignificanti): oltre alla stessa Basilicata si tratta di Marche, Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Allargando il perimetro dell’analisi, in tutte e quattro le grandi macro-aree del Paese il tasso di crescita del 2015 presenta risultati positivi e migliori rispetto al 2014, con il Nord-Est che (dopo quattro anni) esce dal campo negativo e torna a segnare un allargamento della base imprenditoriale. Tra le regioni, il Lazio si conferma quella più dinamica, con un tasso di crescita pari all’1,7% in lieve rallentamento rispetto al 2014 (quando era cresciuta dell’1,8%).



( sm / 01.02.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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