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Regioni.it

n. 2883 - mercoledì 17 febbraio 2016

Sommario
- Venturi: piano vaccini in dirittura di arrivo
- Nuovo Isee e diritto allo studio: audizione Regioni
- Coldiretti: la mappa delle “Agromafie”
- Genova: Galletti e Toti in cantieri per sicurezza dal rischio idrogeologico
- Delega agli affari regionali al Ministro Costa: Decreto in Gazzetta
- Umbria: Marini, dispiaciuta e rammaricata per dimissioni Barberini

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Nuovo Isee e diritto allo studio: audizione Regioni

Barni: si è ristretta la platea di coloro che fruiscono di borse di studio

(Regioni.it 2883 - 17/02/2016) “L’impatto del nuovo ISEE ha sicuramente ridotto la platea di coloro che hanno fruito delle borse per il diritto allo studio universitario” lo ha dichiarato la Vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni - referente per l’Università nell’ambito della Commissione Istruzione e Lavoro della Conferenza delle Regioni – intervenendo in una audizione informale convocata presso la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera. “Questo non si traduce in una critica alle nuove modalità di calcolo ISEE che anzi consentono di leggere meglio la ricchezza mobiliare delle famiglie e rivalutano la componente immobiliare, ma comportano una riflessione su una eventuale migliore taratura dei meccanismi. Sotto quest’ultimo profilo occorre considerare, ad esempio che in base alle ultime stime dell’IRPET (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana) in Toscana il 34% delle famiglie che hanno richiesto le borse di studio nell’anno accademico 2014/2015 sono proprietarie di seconde case.
Ma il tema fondamentale – ha detto Monica Barni – è che si dovrebbe puntare ad un allargamento della platea degli aventi diritto con uno spostamento e un coinvolgimento maggiori verso le famiglie a basso reddito che invece, secondo i dati che ha prodotto oggi il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, non si avvalgono per niente delle borse di studio”.
La Vicepresidente della Toscana porterà il tema dell’impatto del nuovo ISEE sul diritto allo studio universitario all’attenzione della Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni per un  approfondimento puntuale. “E’ infatti utile – ha dichiarato Monica Barni - conoscere i diversi interventi compensativi adottati nelle Regioni”. A questo scopo la Vicepresidente della Toscana ha fatto riferimento ad azioni messe in campo o in corso di realizzazione, oltre che nella sua Regione, in Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Umbria, Puglia e Sardegna.
“Per quanto riguarda la Toscana e per fare un esempio significativo le domande per borsa DSU, nello scorso anno accademico, sono state 17.687 rispetto a 12.638 aventi diritto: una differenza di 5.050 unità di cui 1.850 sono soggetti che non hanno più il merito e 3.100 sono soggetti esclusi per motivi economici. Di questi ultimi 1.020 avevano usufruito della borsa per il diritto allo studio l’anno precedente. Anche per questi motivi nella nostra Regione – ha concluso Barni - abbiamo fatto ricorso al sistema della ‘borsa servizi’ con contributi aggiuntivi per studenti in sede, studenti pendolari e studenti fuori sede”.
A elencare i primi numeri dell''effetto della riforma Isee sulle borse di studio alle università è stato Raffaele Tangorra, direttore generale per l''inclusione e i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese (Csr) del ministero del Lavoro, ascoltato anche lui in commissione Cultura alla Camera, nell''ambito della discussione congiunta delle risoluzioni sul diritto allo studio universitario connesso al nuovo metodo di calcolo dell''Isee.
Con la riforma dell''Isee nel 2015, tra gli studenti universitari, è venuta fuori una emersione del patrimonio mobiliare "eclatante", di ben 40 punti di differenza di conti non dichiarati nel 2014.
“Uno dei principali obiettivi della riforma Isee era l'emersione dei patrimoni mobiliari non dichiarati – ha spiegato Tangorra - Anche sui redditi c''era evasione: abbiamo verificato che, tra chi faceva la dichiarazione, tra un quinto e un quarto delle dichiarazioni a fine Isee non si replicava il dato dichiarato al fisco. Ciò significa che c''erano famiglie che ai fini fiscali dichiarava un reddito, ma ai fini Isee ne dichiarava altri”. Per quanto riguarda l'emersione dei valori non dichiarati quello del patrimonio mobiliare “è il dato più eclatante” sottolinea Tangorra che poi spiega “nel 2014 quasi la metà delle dichiarazioni degli universitari erano dichiarazioni in cui il patrimonio mobiliare era nullo. Dato evidentemente non credibile. Con l''annuncio dei controlli prima, ed effettivi dopo, questa percentuale si è ridotta intorno al 2% della popolazione universitaria. Si tratta - ha ribadito - di una emersione eclatante del patrimonio mobiliare: si è passati dal 50% al 2% quindi l''emersione di conti non dichiarati in precedenza vale 40 punti”. Dunque, se “è vero che l''Isee aumenterà - ha concluso – se aumenta per effetto dell''emersione del patrimonio mobiliare prima non dichiarato ciò significa che non stiamo riducendo i diritti ma stiamo consentendo una migliore distribuzione di tali diritti per i beneficiari che ne hanno più bisogno”.


( red / 17.02.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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